Quando la realtà supera la fantasia: Omar al Abdallat e la politica disegnata
Sul suo biglietto da visita c’è disegnata una pecora. Che fa la cacca. E la scritta: "Sono il disegnatore più diretto e più pelato in Giordania". Vero. Incontro Omar al Abdallat nel suo ufficio, presso la casa di produzione Kharabeesh. A prima vista sembra uno di quei bambinoni che non cresceranno mai: altissimo, pelatissimo, ride, scherza, muove le mani come a disegnare nell’aria le parole che dice.
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E' stata una vera e propria “occupazione”: la parola agli studenti delle università irachene, che raccontano i timori della società e rivelano il fallimento dell'intervento statunitense. Criminalità aumentata, conflitti confessionali, corruzione, povertà e molto malcontento. E la situazione sta per degenerare. Tanti, troppi gli interrogativi ancora aperti.
Mercoledì 11 gennaio, la Corte militare permanente ha condannato a morte per impiccagione A.M.A., 48 anni, nato a Gaza City. L'uomo è stato dichiarato "colpevole di collaborazione con parti politiche avversarie e di complicità in assassinio", in violazione del Codice penale rivoluzionario palestinese del 1979.
La primavera egiziana e lo spettro della controrivoluzione. Cosa è cambiato dall’epoca di Mubarak e cosa deve ancora cambiare. Intervista al blogger egiziano Wael Abbas
La denuncia di Amnesty: lealisti torturati fino alla morte. I controlli nelle carceri di Tripoli, Misurata e Gheyran hanno rivelato uomini con ferite sulla testa e sul corpo. Forze di sicurezza, militari e milizie armate, cooperano alle barbarie che spesso significano morte.
"Mentre gli israeliani hanno 'rubato anche l'ultimo cielo', i palestinesi continuano a insegnare la vita, signori”. E mentre le risoluzioni rimangono condanne formali, i bambini nei campi profughi rischiano di ascoltare il rumore delle bombe per il resto dei loro giorni. La poetessa Rafeef Ziadah racconta la "verità" a chi ancora censura la parola "occupazione", e non vuole una scomoda “storia politica”.
Continua il teatrino del Consiglio di sicurezza sulla vicenda delle sanzioni all'Iran. Il gruppo degli interventisti, Stati Uniti e Francia in testa, ha preparato una risoluzione, che per il momento sta incontrando il veto di Russia e Cina. Ma la guerra economica portata avanti dagli USA e dall’UE è integrata anche da azioni clandestine per sabotare il programma nucleare, e tutto ciò non fa altro che esasperare un paese che dimostra un’incredibile tenuta nonostante le numerose carenze democratiche.
E' proprio la FederPetroli Italia a lanciare l’allarme: le recenti sanzioni dell'Unione nei confronti del greggio iraniano metteranno in una situazione critica il sistema di approvvigionamento energetico italiano, incidendo pesantemente sul suo costo, a vantaggio dei mercati asiatici emergenti.
La Lega Araba decide di prolungare per un secondo mese la missione in territorio siriano. Non tutti accettano, e il gruppo si spezza. La Russia (a cui fa eco la Cina) garantisce ferma opposizione al "progetto occidentale di invasione" e l'Inghilterra chiede un intervento immediato. Intanto l'opposizione siriana appare più eterogenea di quello che potrebbe sembrare.
La vicenda di RojTv non termina con il processo danese e la condanna al pagamento di una multa. Ora l’operatore satellitare francese Eutelsat ha deciso di smettere di trasmettere i programmi curdi, per evitare accuse di "complicità in attività terroristiche".
Feriti da colpi di arma da fuoco, arrestati illegalmente, malmenati: sono i giornalisti che operano nel Kurdistan iracheno. Il 16 gennaio avevamo 


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