Iraq. Quando la guerra fa male anche dopo la guerra. E colpisce i bambini

Dall’Iraq giunge un nuovo rapporto choc su Falluja e a Bassora. Dopo i bombardamenti del 2003, tra i neonati è boom di malformazioni congenite. Quando la guerra fa male anche dopo la guerra.

di Maria Letizia Perugini

Nel 1994 il tasso di malformazione congenita era di 1,37 per mille bambini nati. Nel 2003 aveva già raggiunto quota 23.

Siamo nell’ospedale di Bassora, città che ha subito due dei più pesanti combattimenti che hanno segnato la Seconda Guerra del Golfo.

Il primo risale all’aprile del 2003, quando la 7a Brigata armata britannica sferra un attacco lungo due settimane, provocando la morte di circa 600 iracheni e di 11 britannici.

Nel 2008 Bassora è teatro della prima importante operazione di guerra del ‘nuovo’ esercito iracheno, supportato dal contingente anglo-americano.

L’obiettivo era liberare la città dalle milizie Fadhila e dall’esercito del Mahdi, ed anche in questo caso le violenze si protrassero per diversi giorni – 8 per l’esattezza –, con un bilancio di 400 morti.

Sono passati rispettivamente 9 e 4 anni, ma gli effetti di queste due battaglie si fanno sentire ancora oggi, così come i tragici bombardamenti che avvennero a Falluja nel 2004.

C’è infatti qualcosa che lega queste due città. Si tratta delle malformazioni congenite alla nascita.

Un nuovo rapporto (in allegato) – pubblicato dalla rivista online Bulletin of Environmental Contamination and Toxicology a cura di un team composto da due medici iraniani, un iracheno ed un americano – punta il dito contro i metalli tossici.

Lo studio consiste in un’analisi effettuata su 56 donne di Falluja e 28 di Bassora – e sui rispettivi bambini nati con malformazioni – condotto da maggio ad agosto 2010.

I risultati sono sconcertanti.

Pur premettendo che non si hanno a disposizione dei dati esatti sul numero ed il tipo di bombe e munizioni utilizzati in Iraq a partire dal 2003, la ricerca cita dei documenti ufficiali del governo di Washington che confermano la presenza di vari metalli adoperati nella fabbricazione di armi americane.

Il rapporto fa anche riferimento ad uno studio croato che testimonia l’elevato contenuto di mercurio nel sangue delle persone nate tra il 1991 ed il 1995 – ovvero negli anni dei bombardamenti Nato sui Balcani.

Come si legge nel rapporto, “una situazione simile, probabilmente molto più grave, si è verificata in Iraq . Ed è ciò che sta preoccupando sempre di più la comunità scientifica internazionale: un numero inusuale e crescente di malformazioni congenite”.

Questo perché “durante la gravidanza si è particolarmente vulnerabili all’ambiente circostante. L’inquinamento dell’aria e dell’acqua può incidere negativamente sullo sviluppo dei feti”.

Relativamente a Falluja sono stati analizzati campioni di sangue e capelli di donne e bambini, che attesta la presenza eccessiva di piombo e mercurio, rispettivamente 5 e 6 volte superiori alla norma.

Anomalie che non troverebbero spiegazioni diverse dagli effetti dei bombardamenti.

Nell’ospedale generale di Bassora sono stati registrati casi di deformazioni cardiache e di idrocefalia – testimoniati da sei immagini (terribili) di casi cronici – superiori di 3,5 volte rispetto alla media generale ed addirittura di 6,5 volte se paragonati a quella statunitense.

Questi risultati, combinati con quelli di altri recenti studi, confermerebbero ancora una volta le responsabilità degli Stati Uniti, e nel caso di Bassora anche della Gran Bretagna.

October 8, 2012

di: Maria Letizia PeruginiAllegati: Metal%20Contamination%20and%20the%20Epidemic%20of%20Congenital%20Birth.pdfIraq,Articoli Correlati:

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