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Testimonianze da Iraq e Siria

“Abbiamo bisogno di capire, e di capire meglio. Serve un giornalismo diverso, più lento, approfondito e soprattutto ‘sul campo’”. Mercoledì 8 ottobre Officine Fotografiche e Zona presentano una serata dedicata a Iraq e Siria. E non solo. 

 

“Una serata dedicata ai cambiamenti in Medio Oriente con racconti dal campo e proiezioni fotografiche.” Poche parole, una descrizione scarna, un solo invito: così si presenta la serata organizzata dalle associazioni culturali Officine Fotografiche (OF) e Zona che si terrà mercoledì 8 ottobre alle ore 19.00 a Roma, in via Giuseppe Libetta (sede di OF).

A oltre tre anni dall’inizio della crisi siriana, e dopo un’estate drammatica che ha travolto l’Iraq e coinvolto la stessa Siria, aggravandone la situazione, senza dimenticare altri scenari come quello libico e palestinese, il pubblico, non solo in Italia, risulta ancora poco informato sulla gravità di quanto sta succedendo in Medio Oriente. 

 

E’ indiscutibile che negli ultimi tempi si è osservata un’attenzione mediatica fuori dal comune – che tuttavia sta già scemando. Ma è altrettanto vero che le informazioni diffuse sono accompagnate da elementi di immediatezza e semplificazione che troppo spesso non fanno altro che allontanare la comprensione e la chiarezza sulle reali cause ed effetti di queste crisi. Soprattutto, sembra alquanto difficile trasmettere l’impatto devastante che queste crisi hanno sulle vite delle persone, nonostante i numeri impressionanti di morti, feriti e rifugiati vengano ripetuti continuamente.

“C’è un grandissimo bisogno di capire meglio”, commenta Emiliano Mancuso, organizzatore della serata. “Il problema è che siamo bombardati da informazioni ‘spot’ ogni giorno, talmente tante e lontane che alla fine più che informare confondono e creano disinteresse”. 

 

“In questo modo”, continua Mancuso, “queste crisi vengono percepite come qualcosa di lontano da noi, mentre poi ci si stupisce, lamentandosi o fingendo di essere dispiaciuti, sulle “nuove ondate” di migranti che arrivano in Italia. Si tratta dell'effetto perverso di troppa informazione generalista. Invece con Zona e OF ci impegniamo nella diffusione di un giornalismo diverso, più lento, approfondito e che sia soprattutto sul campo. Sono questi elementi che rappresentano la chiave di volta della qualità giornalistica.” Un approccio, questo, che Osservatorio Iraq condivide da sempre e ribadito inoltre nel quaderno “La crisi irachena. Cause ed effetti di una storia che non insegna” in imminente uscita. 

Dallo stesso approccio segue la scelta dei 3 progetti che verranno presentati mercoledì sera, realizzati e ideati a partire da operatori sul campo, giornalisti e fotogiornalisti, giovani, che hanno una esperienza diretta della realtà.  

 

La serata inizierà con Federico Dessi ed Emilie Luciani di Focus On Syria , rete attiva dall’inizio della crisi siriana composta  da giornalisti, fotografi e cooperanti impegnati con il loro lavoro di campo sulla crisi siriana,  oltre che da persone con un interesse specifico sulla Siria  e sulla sua situazione attuale. Il loro obiettivo è quello di “contribuire a mettere la questione siriana, e in particolare le sue conseguenze umane, al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica mondiale: incontrare i siriani in difficoltà, ascoltare le loro storie, documentare la loro situazione, pubblicare, diffondere, sensibilizzare e mobilizzare.”

Successivamente ci si collegherà via skype direttamente dal Kurdistan iracheno con Stefano Carini, editor in chief di Metrography, la prima agenzia fotografica in Iraq. Formata da fotografi iracheni appartenenti alle varie minoranze del paese e nata nel 2009, la sua missione è quella di “contribuire a creare un giornalismo e un fotogiornalismo che vadano oltre le barriere etniche, religiose e culturali; stabilire una collaborazione e un mutuo scambio tra professionisti; celebrare la diversità irachena e la sua storia raccontandola attraverso immagini e prodotti multimediali.”

Il terzo progetto che verrà mostrato è di Andrea Miluzzi e Linda Dorigo. Si chiama “Rifugio” ed è un lavoro fotografico sulle comunità cristiane in Medio Oriente, sviluppato in 9 Paesi dell’area (Iran, Iraq, Libano, Egitto, Israele, Palestina, Giordania, Turchia e Siria) tra il 2011 e il 2014.

 

“Un viaggio non convenzionale per conoscere da vicino la quotidianità e le condizioni delle comunità cristiane in territori più e più volte segnate da profondi conflitti negli ultimi decenni, lì dove la Cristianità è nata” - così descrivono gli autori.

La serata sarà introdotta e moderata da Domenico Chirico, direttore di Un ponte per…, attiva da sempre in Medio Oriente con progetti di solidarietà e cooperazione, e con un lavoro specifico negli ultimi anni con le popolazioni siriane e irachene  rifugiate in Kurdistan (Iraq). 

 

 

 

 

05 Ottobre 2014
di: 
Redazione
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