Lo scorso anno ha segnato un record anche per ciò che riguarda il numero di arrivi in Europa attraverso il “mare nostrum”: oltre 58 mila.
Una cifra che ha ormai superato il precedente picco raggiunto nel 2008, quando almeno 54 mila esseri umani raggiunsero Grecia, Italia e Malta.
Negli anni 2009 e 2010, le misure di controllo alle frontiere avevano improvvisamente ridotto il numero di persone in arrivo nel Vecchio Continente, mentre all’inizio del 2011 il via vai di imbarcazioni si è nuovamente intensificato a seguito del collasso dei regimi in Tunisia e Libia.
Ma il numero reale di persone che hanno perso la vita in mare potrebbe essere anche maggiore, come sostengono gli operatori dell’UNHCR che lavorano tra Grecia, Italia, Libia e Malta.
Le stime dell’Agenzia si basano su interviste a coloro che sono riusciti a raggiungere l’Europa via mare, su telefonate ed email di parenti, oltre che sui resoconti delle persone che si trovavano su imbarcazioni affondate o in avaria già nelle prime fasi del viaggio.
Sarebbero stati costretti a imbarcarsi da guardie armate, in particolare nel periodo aprile-maggio, e dalla Libia. Dalle strazianti testimonianze raccolte grazie ai sopravvissuti, emerge che il viaggio avveniva su natanti malmessi, che spesso gli stessi passeggeri rifugiati e migranti erano costretti a condurre.
Tra le persone arrivate lo scorso anno, la maggioranza è sbarcata in Italia (56 mila, delle quali 28 mila provenienti dalla Tunisia), mentre a Malta e in Grecia sono giunte rispettivamente 1.574 e 1.030 persone.
Il flusso si è quasi interrotto a metà agosto e da quel momento in poi, fino alla fine dell’anno, sono state contate solo tre imbarcazioni: secondo il governo di Atene, il ‘grosso’ delle migrazioni irregolari si sarebbe spostato alla frontiera tra Grecia e Turchia, a Evros.
January 31, 2012
Emirati Arabi UnitiGiordania,Iran,Iraq,Israele,Kuwait,Libano,Libia,Marocco,Oman,Palestina,Qatar,Siria,Tunisia,Turchia,Yemen,Articoli Correlati:
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