Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi torna a quota 75 punti base, un livello che riporta il mercato ai numeri di inizio settimana. È il 14 maggio 2026, e nonostante il calo rispetto ai picchi recenti, i rendimenti dei titoli di Stato italiani restano robusti: il decennale benchmark si attesta intorno al 3,84%. Nel frattempo, le aste di titoli a medio e lungo termine si sono concluse con un buon riscontro da parte degli investitori, permettendo al Tesoro di incassare oltre 7,5 miliardi di euro. A questi si aggiungono gli oltre 10 miliardi raccolti con le emissioni di Bot di pochi giorni fa.
Spread Btp-Bund: la giornata di mercato e le tensioni geopolitiche
Giovedì 14 maggio, all’apertura dei mercati, lo spread Btp-Bund si è riportato a 75 punti base, un valore già visto all’inizio della settimana. Il differenziale si è così ridotto rispetto al massimo di martedì scorso, quando le tensioni internazionali, in particolare per le incertezze legate al conflitto in Iran, avevano spinto i numeri verso l’alto. Questo calo suggerisce una maggiore tranquillità nei mercati obbligazionari europei, anche se i rendimenti dei titoli italiani non sono scesi in modo altrettanto netto: dal 3,77% di inizio settimana si è passati al 3,83% attuale per il Btp decennale di riferimento. Il Bund tedesco equivalente si attesta invece al 3,08%.
Lo scarto tra i rendimenti italiani e quelli tedeschi, che resta intorno a sette decimi di punto percentuale, continua a riflettere una percezione del rischio diversa tra i due paesi. Per gli investitori, questa forbice è ancora un elemento di cautela. Anche la domanda alle aste ne ha risentito: alcuni titoli specifici hanno visto tassi di copertura meno brillanti, segno che il mercato resta selettivo e attento.
Spread in calo anche negli altri Paesi europei: segnali di stabilitÃ
Non solo l’Italia, ma anche altri grandi paesi europei hanno visto calare i loro spread rispetto ai Bund tedeschi nella mattinata del 14 maggio. I Bonos spagnoli hanno abbassato il divario a 41 punti base, tornando vicino ai livelli di stabilità che si vedevano prima che il conflitto in Medio Oriente si intensificasse. Il rendimento medio dei titoli spagnoli si attesta al 3,49%, un dato rilevante in un contesto globale ancora incerto.
Anche i titoli francesi, gli Oat, hanno visto lo spread scendere a 62 punti base, avvicinandosi ai Bund di riferimento, con un rendimento al 3,70%. La situazione di Francia e Spagna, simile a quella italiana, mostra un’Europa che prova a mettere da parte le tensioni e a riportare un po’ di fiducia sui mercati obbligazionari. Questa compressione degli spread indica una ritrovata, seppur fragile, fiducia nelle principali economie dell’Eurozona e nella loro capacità di gestire il debito pubblico.
Aste di maggio 2026: buon riscontro per Bot e Btp
Nei primi giorni di maggio si sono concluse le aste italiane di titoli di Stato a medio e lungo termine. Il Tesoro ha collocato in totale 17,5 miliardi di euro tra Bot e Btp. La domanda è stata buona, anche se non sempre travolgente, segnale di un mercato che resta attento ma disponibile.
Nel dettaglio, i Bot a 12 mesi con scadenza maggio 2027 sono stati piazzati per 8,5 miliardi con un rendimento al 2,70% e un rapporto di copertura di 1,45. I Bot a breve termine con scadenza luglio 2026 hanno invece registrato un rendimento più basso, 2,11%, per un ammontare di 1,5 miliardi e una domanda più alta, con copertura a 1,75.
Per quanto riguarda i Btp, la domanda è stata significativa soprattutto per le scadenze più lunghe: i titoli a 3 anni hanno raccolto 3 miliardi con rendimento al 2,98%, quelli a 7 anni 3,25 miliardi con rendimento al 3,55%. I Btp ventennali in scadenza nel 2038 hanno ottenuto 1,25 miliardi a un rendimento del 4,04%, con un rapporto di copertura vicino a 1,8, segno che gli investitori sono interessati nonostante il premio di rischio più alto.
Le prossime aste, in programma a fine maggio, sono già sotto osservazione dagli operatori. Il 26 maggio sono previsti i Btp Short Term, seguiti il 27 dai Bot e il 28 da nuovi collocamenti di Btp a medio-lungo termine. Questi appuntamenti saranno fondamentali per capire se la tendenza al calo dello spread e la tenuta della domanda continueranno.
