Il ginocchio destro di Jannik Sinner continua a fare i capricci, costringendolo a saltare due tappe cruciali della stagione: i Masters 1000 di Montreal e Cincinnati. Due eventi di primaria importanza, non solo per la classifica ma anche per il portafoglio dei tennisti. A pochi giorni dal via, la decisione è stata presa: niente campo per il numero uno azzurro. Il dolore persiste, e forzare sarebbe un rischio troppo grande. Un colpo duro, che pesa tanto nello sport quanto nelle conseguenze economiche.
Sinner e il calendario: come l’infortunio complica la difesa della classifica ATP
La decisione di Sinner è stata resa nota tramite Tennis Canada: dopo un confronto con il suo staff, ha scelto di non rischiare. Il ginocchio, che aveva già dato segnali di fastidio nelle settimane precedenti, non è pronto per la sfida sui campi veloci del Nord America. Saltare Montreal e Cincinnati significa perdere due tappe cruciali del circuito, entrambe Masters 1000, ricche di punti preziosi e premi in denaro.
Nonostante questo stop, la sua posizione in classifica non corre pericoli immediati. Anche i diretti rivali, come Carlos Alcaraz, non saranno in campo in questi tornei, il che permette a Sinner di mantenere un buon margine su giocatori come Alexander Zverev. Però, l’assenza pesa nel potenziale accumulo di punti: nel 2025 aveva raggiunto la finale a Cincinnati, mentre nel 2024 aveva trionfato proprio lì. Perdere questi appuntamenti significa rinunciare a punti importanti.
In più, non difendere i punti guadagnati lo scorso anno in questi tornei potrebbe fargli perdere terreno in classifica, soprattutto se il ritorno alla piena forma dovesse tardare. Gestire bene questo infortunio diventa quindi cruciale per la stagione 2026.
Quanto vale in soldi la rinuncia di Sinner a Montreal e Cincinnati
I montepremi di Montreal e Cincinnati sono tra i più alti dell’intero circuito ATP, e questo rende ancora più pesante l’assenza di Sinner. A Montreal il vincitore porta a casa 1.514.200 dollari, circa 1,3 milioni di euro, mentre chi esce al primo turno guadagna comunque 24.335 dollari. A Cincinnati, con un montepremi complessivo che supera i 9,4 milioni di dollari, il primo premio è di 1.151.380 dollari, poco più di un milione di euro, e l’eliminazione al debutto vale circa 24 mila dollari.
Saltando entrambi i tornei, Sinner rinuncia alla possibilità di incassare, in teoria, oltre 2,3 milioni di euro se avesse vinto entrambe le competizioni. Naturalmente, si tratta di un calcolo teorico: i guadagni reali dipendono dai risultati e dai turni raggiunti.
Rinuncia pesante tra cifre teoriche e realtà sportiva
Mettiamo insieme i premi più alti di Montreal e Cincinnati e arriviamo a un potenziale incasso di circa 2,36 milioni di euro, contando anche i premi minimi per la partecipazione. È una cifra importante, che rende l’idea di quanto costi a Sinner questa forzata assenza.
Detto questo, è importante sottolineare che si tratta di una perdita teorica. Il valore massimo esclude le variabili del campo: non è detto che avrebbe vinto o che sarebbe arrivato in fondo. La rinuncia non è un guadagno perso automaticamente, ma una porta chiusa verso un bottino significativo, almeno fino a quando non tornerà in forma.
Dal punto di vista sportivo, però, il danno è tangibile. Saltare due appuntamenti così importanti significa lasciare punti per strada e dover faticare di più nelle prossime settimane per difendere la posizione in classifica. La gestione del dolore e la condizione fisica saranno determinanti per il suo ritorno.
Il caso di Sinner mette in luce quanto un infortunio possa pesare non solo in termini di prestazioni, ma anche sotto il profilo economico e strategico. Nel tennis ai massimi livelli, la salute, il rendimento e i guadagni sono un equilibrio fragile, che un problema fisico può facilmente mettere in crisi.
