A ottobre 2026, il prezzo del gas naturale si aggira intorno a cifre che molti trovano difficili da decifrare. In bolletta, però, quel numero si trasforma, complicandosi tra tasse, oneri e modalità di fornitura. Non è solo una questione di quotazioni giornaliere sul mercato all’ingrosso: dietro c’è un intreccio di contratti, tariffe differenziate e consumi variabili che incidono sul conto finale delle famiglie italiane. Il costo per metro cubo, quello che leggiamo sui listini, è solo una parte della storia, che cambia spesso, a volte anche di ora in ora, e non è uguale per tutti. Ecco perché capire quanto pesa davvero il gas nelle nostre spese domestiche richiede più di uno sguardo superficiale.
Prezzo gas aggiornato: cosa fa ARERA e come funziona il mercato tutelato
Il 18 ottobre 2026, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha fissato nel mercato tutelato il prezzo della materia prima gas naturale a 0,843182 euro per metro cubo standard . Questo è il prezzo del solo gas, senza contare tutte le altre voci come trasporto, gestione del contatore, oneri di sistema e tasse che fanno lievitare la bolletta finale. Va detto che questo prezzo viene aggiornato ogni mese e serve da riferimento per chi è nel servizio di tutela, pensato per i consumatori più fragili dal punto di vista economico. ARERA comunica questi dati mensilmente per garantire trasparenza e una certa stabilità.
Nel mese di settembre 2026, per esempio, si è registrato un aumento significativo: il prezzo era 0,843182 €/Smc, con un salto del 22,8% rispetto ad agosto . È chiaro quindi che il prezzo può variare anche molto in poco tempo. Tuttavia, ricordiamo che questo numero riguarda solo la materia prima gas. Gli altri costi che troviamo in bolletta non sono inclusi qui. Perciò, quello che paghiamo alla fine può essere molto diverso, a seconda del contratto e del consumo.
Mercato libero: prezzi flessibili e formule che cambiano
Nel mercato libero il discorso cambia. Qui il prezzo del gas non lo decide ARERA, ma le singole aziende fornitrici che propongono offerte con condizioni più varie. Alcune offrono un prezzo fisso per la materia prima, che resta invariato per 12 o 24 mesi, indipendentemente da come si muove il mercato. Altre invece scelgono formule indicizzate al PSV , cioè il mercato all’ingrosso del gas italiano, aggiornando il prezzo in base all’andamento quotidiano o mensile.
Il PSV del 18 ottobre 2026 si è attestato a 89,1 euro per megawattora , con una leggera flessione dello 0,1% rispetto al giorno prima, anche se resta vicino ai massimi degli ultimi 30 giorni . La media settimanale è intorno a 87,89 €/MWh, mentre quella mensile scende a 82,01 €/MWh. Questa volatilità si riflette direttamente sulle offerte indicizzate, che possono far salire o scendere rapidamente la bolletta, a seconda del contratto. Inoltre, nel mercato libero spesso si trovano sconti, bonus o servizi extra, che vanno valutati con attenzione prima di scegliere il fornitore. Insomma, il prezzo al metro cubo qui può oscillare molto più che nel mercato tutelato.
Oltre al gas: cosa pesa davvero sulla bolletta
La bolletta del gas non è fatta solo dal prezzo della materia prima. Ci sono altre voci che incidono parecchio sul totale da pagare, ma spesso vengono trascurate. Oltre al gas in sé, bisogna considerare i costi per il trasporto, la gestione del contatore, gli oneri di sistema e le imposte. Nel mercato tutelato questi costi sono regolati da norme precise che garantiscono una certa uniformità. Nel mercato libero, invece, mentre trasporto, oneri e imposte restano stabiliti dallo Stato, la quota per la materia prima è decisa dal fornitore in base all’offerta.
Il peso di queste voci è spesso molto alto. Gli oneri di sistema, per esempio, servono a finanziare la manutenzione della rete, incentivi alle fonti rinnovabili e misure di tutela per i consumatori più deboli. Anche le imposte giocano un ruolo importante. La gestione del contatore, con tariffe fisse o variabili, incide soprattutto per chi consuma poco. Questo significa che conoscere solo il prezzo al metro cubo non basta per capire quanto pagheremo: bisogna sempre tenere conto di tutte le altre spese, che in certi casi possono superare anche la metà della bolletta.
Quanto si spende per il gas: esempi di consumi domestici
Per avere un’idea concreta, guardiamo qualche esempio calcolato solo sulla materia prima gas nel mercato tutelato, fissata da ARERA a 0,843182 €/Smc a ottobre 2026. Sono cifre indicative, da integrare con tutte le altre voci di spesa.
Una famiglia di due persone, con un consumo annuo di circa 500 Smc, potrebbe pagare solo per il gas intorno ai 422 euro. Una famiglia di tre persone, consumando 700 Smc, si avvicinerebbe ai 590 euro, mentre una di quattro persone, con 1000 Smc, arriverebbe a circa 843 euro solo per la materia prima. A questi importi vanno aggiunti trasporto, oneri e imposte.
Nel mercato tutelato è più semplice fare questi calcoli, perché si applica un prezzo unico per metro cubo stabilito da ARERA. Nel mercato libero invece la spesa può variare molto, a seconda del tipo di offerta, se il prezzo è fisso o indicizzato al PSV, e se ci sono canoni fissi o sconti. Per questo motivo, le cifre qui riportate vanno prese come riferimento generale e non possono sostituire una valutazione specifica basata sul proprio contratto e le proprie abitudini di consumo.
