L’INPS ha messo mano alle regole per assegni familiari e maggiorazioni pensionistiche nel 2026. Tra le novità, nuovi limiti di reddito e importi rivisti per alcune categorie di pensionati e lavoratori autonomi. A finire sotto la lente sono coltivatori diretti, coloni, mezzadri, piccoli coltivatori e pensionati delle gestioni speciali. Non si tratta solo di cambiare le cifre: il modo di calcolare gli assegni ora considera l’intero nucleo familiare, non più soltanto i figli. Una svolta che potrebbe incidere su molte famiglie.
Chi riguarda l’aggiornamento INPS per il 2026
L’attenzione dell’INPS si concentra su categorie diverse da quelle che normalmente ricevono l’Assegno per il Nucleo Familiare dei lavoratori dipendenti. Il primo gruppo comprende coltivatori diretti, coloni, mezzadri e piccoli coltivatori, per i quali resta valida la disciplina tradizionale sull’assegno familiare. Il secondo riguarda i pensionati iscritti alle gestioni speciali degli autonomi, come artigiani, commercianti e coltivatori, che ricevono soprattutto un’integrazione della pensione sotto forma di maggiorazione.
Il calcolo della prestazione si basa sul reddito complessivo del nucleo, ma la distribuzione degli importi segue regole particolari, legate al ruolo di capofamiglia. Non si tratta di un importo unico che varia in base al numero dei familiari, bensì di una somma fissa per ogni componente avente diritto. Questo sistema fa la differenza rispetto agli assegni familiari tradizionali e tiene conto sia dell’attività lavorativa che della condizione pensionistica.
Per il 2026, gli importi confermano questa impostazione. I pensionati delle gestioni speciali e i piccoli coltivatori diretti attivi riceveranno 10,21 euro al mese per ogni familiare a carico, distribuiti in 12 rate. Coltivatori diretti, mezzadri e coloni attivi avranno invece 8,18 euro mensili, ma solo per fratelli, sorelle o nipoti conviventi e a carico. Non si tratta quindi di un sostegno automatico per tutti i familiari, ma solo per situazioni specifiche.
Nuovi limiti di reddito per accedere agli assegni nel 2026
I limiti di reddito per presentare domanda di assegno o maggiorazione sono fissati dalla Legge n. 41 del 1986 e vengono aggiornati ogni anno. Per il 2026, l’INPS ha applicato il tasso d’inflazione previsto per il 2025, pari all’1,8%. Così, i tetti massimi di reddito sono stati adeguati, mantenendo però alcune maggiorazioni per casi particolari.
Se il nucleo è formato da un solo genitore, il limite di reddito sale del 10%. In presenza di almeno un componente totalmente inabile, il tetto aumenta del 50%. Se si sommano le due condizioni — nucleo monoparentale con un inabile — la soglia cresce del 60%.
Il reddito viene calcolato tenendo conto anche di soglie personali per ogni familiare. Per il 2026, il reddito mensile personale non deve superare 861,69 euro per coniuge, genitori, fratelli, sorelle e nipoti conviventi a carico. Nel caso di due genitori o equiparati, la soglia è di 1.507,96 euro al mese. Questi parametri restringeranno il numero dei beneficiari, assicurando una distribuzione più equa.
L’Assegno Unico Universale e il nuovo scenario per le famiglie
Dal primo marzo 2022 è entrato in scena l’Assegno Unico Universale, che ha cambiato il modo di ottenere maggiorazioni pensionistiche per nuclei con figli a carico. Da allora, le maggiorazioni non sono più riconosciute alle famiglie con figli, perché sostituite integralmente dall’Assegno Unico.
Di conseguenza, le maggiorazioni restano riservate a nuclei senza figli a carico: coppie di coniugi, fratelli, sorelle o genitori. L’INPS ha specificato che la domanda di maggiorazione può essere presentata solo dopo il compimento del ventunesimo anno per i figli che hanno diritto all’Assegno Unico, ma riguarda esclusivamente altri familiari, evitando così sovrapposizioni tra prestazioni.
L’obiettivo è evitare duplicazioni di aiuti e semplificare il sistema di sostegno alle famiglie. Il quadro resta complesso, ma l’ultimo aggiornamento dell’INPS chiarisce meglio chi potrà accedere alle prestazioni nel 2026. La distinzione tra categorie di lavoratori e pensionati, insieme ai nuovi limiti di reddito, disegna un sistema più mirato alle reali esigenze delle famiglie.
