I ricavi di A2A nel primo trimestre 2026 sono saliti, ma l’utile netto ha preso una strada opposta, scendendo rispetto ai mesi precedenti. Dietro a questo risultato c’è la volatilità dei prezzi energetici, che restano ballerini a causa di tensioni geopolitiche ancora irrisolte. Un contesto difficile, insomma, che però non ferma il gruppo: gli investimenti continuano, con un occhio di riguardo alle reti elettriche e alle fonti rinnovabili, dove A2A punta con decisione per il futuro.
Numeri in chiaroscuro nei primi tre mesi
Nei primi tre mesi dell’anno, A2A ha messo a segno ricavi adjusted per 4,552 miliardi di euro, in aumento del 15% rispetto ai 3,968 miliardi dello stesso periodo 2025. A spingere il dato sono stati soprattutto i maggiori volumi di energia elettrica venduta, sia sul mercato retail che all’ingrosso. Ma a frenare è stato il calo dei prezzi delle materie prime energetiche, che ha inciso negativamente sul margine operativo lordo.
L’EBITDA adjusted si è fermato a 647 milioni, in calo del 4% rispetto ai 675 milioni del primo trimestre 2025. A pesare sono stati il ribasso dei prezzi dell’energia, l’aumento dei canoni concessori e un contributo più basso da alcuni impianti di trattamento, in particolare quello di Acerra, soggetti a manutenzioni e rinnovi contrattuali. Sul fronte positivo, però, si segnalano i progressi nell’attività di distribuzione elettrica e l’aumento della produzione da fonti rinnovabili.
Il risultato operativo netto adjusted è sceso a 372 milioni, -9% rispetto all’anno prima. Gli oneri finanziari netti si sono ridotti leggermente, attestandosi a 41 milioni. Le imposte adjusted sono state pari a 98 milioni, con un’aliquota fiscale del 29,5%. Complessivamente, l’utile netto adjusted del gruppo ha registrato un calo dell’11%, fermandosi a 221 milioni rispetto ai 249 milioni del primo trimestre 2025, anche a causa di maggiori ammortamenti legati ai nuovi investimenti.
A fine marzo 2026, la posizione finanziaria netta è salita a 5,628 miliardi, rispetto ai 5,474 miliardi di fine 2025, spinta dalla stagionalità del business. Il rapporto PFN/EBITDA adjusted è salito a 2,5 volte, leggermente sopra il 2,4 di fine anno. Circa il 79% dei debiti lordi ha tasso fisso, con durata media di cinque anni e costo del debito stabile al 2,7%. L’82% del debito lordo è considerato sostenibile secondo gli standard europei.
Investimenti in crescita per la transizione energetica
Nel trimestre A2A ha investito 315 milioni di euro, un 4% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La fetta più grossa, circa il 70%, è stata destinata al potenziamento e all’efficientamento delle reti di distribuzione elettrica, alla costruzione di nuovi impianti fotovoltaici e a iniziative legate all’economia circolare.
La sostenibilità resta al centro: il 66% degli investimenti è conforme alla Tassonomia Europea, che definisce gli standard per i finanziamenti verdi e sostenibili.
Parallelamente, la capacità installata da fonti rinnovabili è salita a 2,7 gigawatt, con un aumento del 4% rispetto all’anno precedente, grazie a nuovi impianti eolici e fotovoltaici entrati in funzione. La produzione netta di energia è cresciuta del 16% rispetto al primo trimestre 2025, raggiungendo 3.734 gigawattora, con un +14% specifico per le fonti rinnovabili.
Sul fronte vendite, l’energia elettrica immessa nel mercato retail è aumentata del 24%, arrivando a 8,1 terawattora. Nel segmento business-to-business, spicca la crescita del 17% dell’energia verde venduta, che ha raggiunto 2,7 terawattora.
Finanziamento BEI per la rete lombarda
Nel trimestre A2A ha firmato un finanziamento da 200 milioni di euro con la Banca Europea per gli Investimenti . L’obiettivo è sostenere la modernizzazione delle reti di distribuzione elettrica in Lombardia, con il rinnovo di circa 450 chilometri di rete in media tensione e 140 chilometri in bassa tensione.
Questo finanziamento rappresenta un passo avanti per rinnovare le infrastrutture, rendendole più efficienti e sostenibili, migliorando la resilienza e la sicurezza delle reti.
La strada verso la sostenibilità e il futuro energetico
Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A, ha ribadito l’impegno dell’azienda a mantenere alta la priorità sulla transizione ecologica. Gli investimenti del trimestre sono un segnale chiaro della volontà di accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili e di rafforzare le infrastrutture di distribuzione.
La convinzione del management è che le fonti rinnovabili siano la chiave per garantire l’indipendenza energetica del Paese e stabilizzare i prezzi per famiglie e imprese. L’auspicio è che le normative evolvano in modo da favorire la diffusione di queste tecnologie.
Nonostante la volatilità del contesto, A2A continua a mostrare numeri solidi, confermando l’efficacia del proprio modello industriale e la capacità di creare valore sostenibile per azionisti e stakeholder.
Previsioni per il 2026: crescita sotto controllo
Per l’intero 2026, l’azienda prevede un EBITDA adjusted tra 2,21 e 2,25 miliardi di euro. L’utile netto adjusted del gruppo dovrebbe attestarsi tra 630 e 660 milioni.
Numeri che confermano una strategia di consolidamento, puntando su una crescita equilibrata e sulla continuità degli investimenti per la transizione energetica, in un quadro economico ancora segnato da molte incognite a livello globale.
