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Vodafone torna in utile nel 2026 e alza le stime di crescita fino al 2027

Vodafone chiude il suo anno fiscale al 31 marzo 2026 con segnali concreti di ripresa. I ricavi sono in crescita e, soprattutto, torna l’utile operativo dopo anni complicati, dominati da svalutazioni pesanti. La spinta arriva da quasi tutte le aree geografiche, anche se in Germania la crescita ha subito qualche inciampo. A fare la differenza, però, è stato il consolidamento di Three UK: un motore potente che ha superato ogni previsione e ha portato il fatturato a livelli ben più alti del previsto.

Ricavi in crescita, spinta dai servizi

Vodafone ha chiuso il 2026 con un fatturato di 40,5 miliardi di euro, in crescita dell’8% rispetto ai 37,4 miliardi dell’anno precedente. A trainare la crescita sono stati soprattutto i ricavi da servizi, saliti a 33,5 miliardi, con un aumento dell’8,8% e una crescita organica del 5,4%. Questi numeri sono stati sostenuti da quasi tutti i mercati, fatta eccezione per la Germania, dove si è registrata una piccola flessione.

L’EBITDA dopo i lease è arrivato a 11,4 miliardi, in aumento del 3,8%, quasi al massimo previsto dall’azienda . L’utile operativo è passato da una perdita di 400 milioni a un guadagno netto di 2,8 miliardi, grazie anche alla riduzione delle svalutazioni non monetarie. Il free cash flow rettificato ha tenuto bene, attestandosi a 2,6 miliardi, segno che la liquidità resta solida. Anche l’utile per azione rettificato è salito, da 7,87 a 10,72 centesimi di euro.

Germania in difficoltà, UK e altri mercati in ripresa

I risultati nei vari Paesi mostrano luci e ombre. In Germania, i ricavi organici da servizi sono calati dello 0,2% rispetto all’anno prima, ma nel quarto trimestre hanno dato qualche segnale positivo con un +1,3%. La ripresa è legata a ricavi maggiori dall’ingrosso, a un aumento dell’ARPU della banda larga e alla domanda più alta di servizi digitali per le aziende.

Nel Regno Unito, i ricavi da servizi sono cresciuti dello 0,3% grazie alle buone performance nei settori Consumer e Wholesale. Il segmento Business, invece, ha subito una flessione dovuta alla prevista rescissione di contratti sui servizi gestiti. Nel resto d’Europa la crescita è stata più contenuta, +0,5%, influenzata dalla forte concorrenza, soprattutto in Portogallo.

In Turchia, i ricavi da servizi sono saliti di oltre il 10% in euro, senza considerare l’iperinflazione. L’Africa ha mantenuto una crescita robusta, con un aumento organico del 12,9%, trainata soprattutto dall’Egitto e dai mercati internazionali di Vodacom. Nel complesso, i servizi business hanno messo a segno una crescita organica del 3,2%, con un balzo a doppia cifra nelle offerte digitali.

Debito in aumento, ma dividendi in crescita

L’indebitamento netto è salito a 25,4 miliardi di euro, rispetto ai 22,4 miliardi dell’anno precedente. L’aumento è legato soprattutto all’inclusione del debito di Vodafone Three e al programma di riacquisto di azioni proprie, che si è concluso a maggio 2026 con investimenti per 2 miliardi complessivi.

Il dividendo per azione relativo al 2026 è stato fissato a 4,6125 centesimi di euro, in aumento del 2,5% rispetto all’anno prima. Nel complesso, Vodafone ha restituito agli azionisti 3,1 miliardi di euro, un segnale chiaro di attenzione verso gli investitori, nonostante il debito in crescita.

Le previsioni per il 2027 e gli obiettivi futuri

Per l’anno fiscale 2027 Vodafone punta a un EBITDA rettificato tra 11,9 e 12,2 miliardi e a un free cash flow rettificato tra 2,6 e 2,9 miliardi. L’azienda prevede un picco nei costi di ristrutturazione e integrazione, intorno ai 700 milioni, di cui circa 400 milioni legati alla fusione con Vodafone Three.

A medio termine, l’obiettivo è consolidare una crescita organica a doppia cifra del flusso di cassa libero rettificato, rafforzando la posizione finanziaria e ampliando l’offerta di servizi digitali. La strategia punta ancora sull’efficienza operativa e sul miglioramento della qualità della rete.

Redazione

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