I prezzi di Mac e iPad in Italia salgono fino al 25%. È questo il colpo che molti consumatori si trovano a dover affrontare in queste settimane. Mentre iPhone e accessori restano stabili, Apple ha deciso di adeguare i listini, spinta da un aumento vertiginoso dei costi dei microchip. La domanda senza precedenti proveniente dai data center per l’intelligenza artificiale ha fatto schizzare i prezzi delle componenti. Fino a poco tempo fa, l’azienda ha tenuto a bada gli aumenti, ma ora il conto lo pagano gli utenti. E il portafoglio ne sente subito la pressione.
A spiegare cosa sta dietro a questi rincari è stato Tim Cook, il CEO uscente di Apple, in un’intervista al Wall Street Journal poco prima di lasciare l’incarico il primo settembre 2024. Cook ha definito la situazione “un evento che capita una volta in un secolo”, dovuto alla domanda senza precedenti di componenti elettronici, in particolare memorie DRAM e flash NAND. Questi chip, essenziali per Mac e iPad, sono finiti nelle mani soprattutto dei grandi data center che lavorano sull’intelligenza artificiale, mettendo sotto pressione le catene di fornitura.
Il CEO ha raccontato come Apple abbia cercato di reggere l’urto per proteggere i consumatori, ma ha ammesso che l’aumento dei costi è diventato impossibile da ignorare. I prezzi dei componenti sono cresciuti troppo, e mantenere invariati i listini non era più sostenibile, soprattutto con una domanda ancora forte. In sostanza, Apple ha dovuto fare i conti con una realtà che ha spinto a rivedere i prezzi al rialzo.
I primi rincari in Italia colpiscono MacBook e iPad, con aumenti che arrivano fino al 25%. Il MacBook da 13 pollici vede un aumento più contenuto, 100 euro in più, portandosi a 799 euro. Ma le versioni più potenti non scherzano: il MacBook Air da 13 pollici sale di 200 euro, toccando i 1.449 euro, mentre il modello da 15 pollici supera i 1.700 euro.
I modelli professionali pagano il prezzo più alto. Il MacBook Pro con chip M5 base sale di 300 euro, arrivando a 2.249 euro. Le versioni top, con chip M5 Pro e M5 Max, aumentano rispettivamente di 400 e 600 euro, sfiorando i 5.000 euro per le configurazioni più costose.
Anche gli iPad non sono risparmiati. L’iPad base cresce di 90 euro, arrivando a 499 euro. L’iPad Air da 11 pollici aumenta di 160 euro, raggiungendo 829 euro, mentre l’iPad Pro da 11 pollici sale di 200 euro, a quota 1.319 euro. Dietro a questi incrementi c’è il costo più alto dei chip e delle memorie, che si riflette su tutte le versioni.
Per ora, i prezzi di iPhone, Apple Watch e AirPods non sono toccati dagli aumenti che stanno colpendo Mac e iPad. Apple ha scelto di tenere fermi i listini dei suoi prodotti più popolari, probabilmente per contenere l’impatto sui clienti e non mettere a rischio segmenti chiave del mercato. Ma gli analisti avvertono: i rincari potrebbero arrivare nei modelli in uscita nel 2026.
Secondo la società di ricerca TechInsights, i chip di memoria previsti per l’iPhone 18 Pro potrebbero costare ad Apple circa 196 dollari, contro i 52 dollari della generazione precedente. Se la situazione delle forniture non migliorerà, è probabile che anche gli iPhone vedranno aumenti nei prezzi al pubblico.
Le tensioni nelle catene di approvvigionamento restano un nodo cruciale, e la crescente importanza dell’intelligenza artificiale nel settore tecnologico mantiene alta la domanda di componenti specifici. Apple dovrà trovare il giusto equilibrio tra costi e mercato per i prossimi lanci.
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