Paolo Gianturco non c’è più. Il suo aereo è precipitato in Perù, lasciando un vuoto enorme nel mondo della consulenza finanziaria e fintech. Aveva 59 anni e ricopriva il ruolo di senior partner in Deloitte Consulting. Chi lo conosceva lo descrive come un pioniere, uno che sapeva vedere oltre, capace di spingere la trasformazione digitale con una visione chiara e innovativa. Dietro ogni progetto a cui ha lavorato, si intravede la passione di un uomo e di un manager fuori dal comune.
Paolo Gianturco, una carriera tutta dedicata all’innovazione finanziaria
Con quasi trent’anni di esperienza nel banking e nella consulenza, Gianturco si era imposto come uno dei punti di riferimento nella trasformazione digitale del mondo finanziario. In Deloitte, ha guidato progetti importanti in Italia, Malta e Grecia, coordinando team e iniziative per clienti nei settori bancario, assicurativo, investimenti e real estate. Il suo lavoro spaziava dai temi più attuali come Open Finance, Digital Banking, Blockchain e Intelligenza Artificiale, applicati a sistemi e piattaforme di grandi gruppi.
Nel 2015 ha contribuito a fondare il Deloitte EMEA Blockchain Lab, un centro strategico che ancora oggi aiuta aziende e istituzioni a capire rischi e opportunità legati ai nuovi asset digitali. Come responsabile del laboratorio italiano, ha accompagnato molte realtà nella complessa evoluzione della blockchain, promuovendo soluzioni all’avanguardia per la finanza digitale.
Al di fuori dell’azienda, Gianturco collaborava con centri di ricerca italiani e internazionali e partecipava come esperto a numerosi convegni di settore. Era un punto di riferimento per l’informazione fintech, con articoli pubblicati su testate autorevoli come Il Sole 24 Ore, Wall Street Italia, Focus Risparmio e Affari e Finanza, dove offriva analisi puntuali e aggiornate.
Il ricordo di Deloitte: un innovatore appassionato e un leader rispettato
I vertici di Deloitte hanno voluto sottolineare non solo il valore professionale, ma anche umano di Paolo Gianturco. Alessandro Mercuri, CEO di Deloitte Consulting, lo ha ricordato come una persona con una grande passione, sia per il lavoro sia per la vita. Mercuri ha sottolineato come Gianturco fosse tra i primi in Italia ad avvicinarsi a bitcoin e blockchain, quando ancora erano argomenti poco conosciuti.
La sua curiosità e il suo entusiasmo contagioso lo rendevano un consulente apprezzato da colleghi e clienti. Secondo Mercuri, la sua capacità di guardare oltre le difficoltà immediate e di proporre idee innovative lo ha reso un punto di riferimento importante dentro Deloitte e nell’intero panorama fintech europeo.
Anche Fabio Pompei, CEO di Deloitte Italia, ha espresso il cordoglio dell’azienda, definendo Gianturco un grande innovatore e un professionista pieno di idee per il futuro. Per Pompei, la sua morte è una perdita che lascia un vuoto profondo in tutta la comunità di professionisti che lo conoscevano e stimavano.
Paolo Gianturco e la rivoluzione fintech: un ruolo chiave nella trasformazione digitale
Negli ultimi anni il settore finanziario ha visto una trasformazione senza precedenti. Banche, assicurazioni e società di investimento hanno dovuto rivedere i loro modelli operativi, integrando pagamenti elettronici, finanza aperta , blockchain e intelligenza artificiale. Paolo Gianturco è stato uno dei protagonisti di questo cambiamento, accompagnando le aziende in progetti di trasformazione tecnologica e cogliendo le nuove opportunità di mercato.
Il suo lavoro ha saputo mettere insieme esigenze pratiche e strategiche con le potenzialità della tecnologia digitale. Ha contribuito a tracciare percorsi concreti per l’adozione di soluzioni innovative nel banking e nei servizi finanziari, creando un ponte tra tecnologia, business e normative.
Grazie a questa esperienza, Gianturco era considerato un esperto di primo piano a livello nazionale ed europeo, punto di riferimento per chi voleva capire e anticipare le evoluzioni del fintech. La sua capacità di unire visione tecnologica e concretezza operativa ha lasciato un’impronta profonda nei progetti che ha seguito e nelle aziende con cui ha lavorato.
