Il terremoto ha lasciato il mercato ittico sotto una coltre di silenzio e danni. Da giorni, nessuna vendita, nessun carico di pesce fresco passa dai banchi: strutture lesionate, spazi pericolanti, frigoriferi fuori uso. Pescatori e commercianti si trovano a fare i conti con un blocco totale, mentre l’incertezza su una riapertura sembra allungare l’ombra sui loro guadagni. Non è solo una questione di oggi, ma di un futuro che resta sospeso, senza certezze. La tensione cresce, perché senza un luogo sicuro dove lavorare e conservare il pescato, l’intero sistema rischia di naufragare.
Il terremoto danneggia il cuore del mercato: stop alle attivitÃ
La scossa, avvenuta nella notte tra il 12 e il 13 maggio 2024, ha provocato seri danni alle strutture portanti del mercato. I capannoni per la vendita e i magazzini presentano crepe profonde, il pavimento si è sollevato in diversi punti e gli impianti elettrici sono compromessi. La Protezione Civile ha subito ordinato la chiusura per motivi di sicurezza, vietando anche l’ingresso ai lavoratori. Sul posto sono arrivati ingegneri e tecnici per valutare la situazione e pianificare gli interventi necessari. Ma i danni sono tali da richiedere lavori di consolidamento che, a quanto si stima, dureranno diverse settimane. Nel frattempo, il fermo del mercato mette in difficoltà anche la filiera locale: il pescato che arriva ogni giorno dai porti vicini non può essere venduto né conservato come si deve.
Danni economici pesanti per tutta la filiera
Gli operatori del mercato parlano già di perdite ingenti dal giorno della chiusura. I pescatori, costretti a stare a terra, si trovano con un surplus di prodotto invenduto e rischiano che la qualità del pescato peggiori nelle reti. A cascata, grossisti e negozianti subiscono un blocco delle vendite, con conseguenti mancati incassi e problemi nel rifornire i negozi locali. Le associazioni di categoria hanno chiesto un intervento urgente delle autorità per ottenere aiuti economici, vista anche la ricaduta che questa crisi sta avendo sulle comunità del territorio, dove molte famiglie vivono proprio di questo lavoro. Le perdite potrebbero essere tra le più rilevanti degli ultimi anni per il settore, con effetti che si estendono anche ai trasporti e ai servizi collegati.
Quando si tornerà a lavorare? Le prospettive per il futuro
La riapertura del mercato dipende dal completamento dei lavori di riparazione e messa in sicurezza. Le istituzioni locali, insieme agli esperti, stanno organizzando interventi mirati per far ripartire il mercato nel più breve tempo possibile. Tra le priorità ci sono la sostituzione o il rinforzo delle strutture portanti, la revisione degli impianti elettrici e l’allestimento di spazi temporanei per lo stoccaggio del pescato fresco. Alcuni operatori hanno proposto di spostare temporaneamente le vendite in altre sedi, ma resta da capire quali soluzioni siano davvero praticabili, soprattutto in termini di norme sanitarie e sicurezza. Le autorità hanno inoltre promesso sostegni economici straordinari per aiutare le imprese colpite. I tempi però restano incerti e dipenderanno dall’andamento dei lavori e dai controlli tecnici. Nel frattempo, chi lavora nel settore segue con ansia l’evolversi della situazione, consapevole che il ritorno alla normalità sarà lento e graduale.
