Lo spread tra BTP e Bund si è fermato a 75 punti base all’apertura dei mercati dell’8 maggio. Dopo una discesa costante di quasi 10 punti nei primi giorni della settimana, il calo si è arrestato proprio quando i rendimenti cominciavano a risalire. Dietro questa frenata c’è un ritorno di tensioni nel Golfo Persico: le marine di Iran e Stati Uniti si sono scontrate nello stretto di Hormuz, e Teheran ha lanciato nuovi attacchi contro gli Emirati Arabi Uniti. Le speranze di un’intesa diplomatica rapida tra Washington e Teheran, alimentate da segnali positivi nelle settimane scorse, si stanno ora affievolendo.
Spread fermo e rendimenti in lieve risalita: cosa succede al mercato
All’apertura dell’8 maggio i titoli italiani si confermano con un rendimento stabile al 3,76%, vicino al 3,80% di prima. Nel frattempo, i Bund tedeschi superano il 3%, tornando a livelli che non si vedevano da tempo. Lo spread si ferma a 75 punti base, segnando una pausa dopo il calo importante delle ultime settimane. Va detto che, rispetto all’anno scorso, il differenziale ha perso quasi il 30%, mentre nell’ultimo mese si è ridotto del 16%. Ma rispetto a gennaio, lo spread è cresciuto del 16%, a testimoniare la volatilità che ha segnato questo primo trimestre del 2024.
Questi movimenti riflettono l’incertezza legata alla situazione geopolitica e alle aspettative degli investitori sul futuro del debito italiano e sull’andamento dell’economia europea.
Rendimenti in rialzo anche altrove: Spagna e Francia non restano indietro
L’aumento dei rendimenti non riguarda solo l’Italia. Anche gli altri Paesi europei mostrano trend simili. In Spagna, i Bonos si avvicinano ai Bund tedeschi, con uno spread contenuto a 43 punti base e un rendimento al 3,44%. La Francia, invece, si posiziona più vicino all’Italia, con uno spread di 63 punti base e rendimenti al 3,64%. Questo indica una forte convergenza nelle dinamiche del debito sovrano europeo, dove i mercati valutano rischi e politiche monetarie simili.
L’aumento dei rendimenti riflette le attese sull’inflazione, le mosse della Banca centrale europea e l’impatto delle tensioni geopolitiche, soprattutto in Medio Oriente, che possono influenzare i costi dell’energia e l’economia in generale.
Maggio cruciale per il Tesoro: aste di titoli di Stato sotto la lente
Le prossime settimane saranno decisive per il Tesoro italiano, soprattutto per le aste di titoli di Stato in programma. Ad aprile, la domanda è stata più contenuta rispetto al passato, ma comunque sufficiente a coprire l’offerta. Ora gli occhi sono puntati sui prossimi appuntamenti. Il leggero aumento dei rendimenti e la stabilità dello spread sono segnali positivi, utili a mantenere sotto controllo il costo del debito.
Da segnare in agenda: il 12 maggio si terrà l’asta dei BOT, seguita il 13 maggio da quella dei BTP a medio-lungo termine. A fine mese, invece, sono previsti altri appuntamenti importanti: il 26 maggio i BTP short term, il 27 maggio i BOT e il 28 maggio ancora BTP a medio-lungo termine. Questi momenti saranno un banco di prova per la fiducia degli investitori nel debito pubblico italiano, in un periodo dove le incognite geopolitiche e le variabili economiche restano al centro dell’attenzione.
Nei prossimi giorni, l’andamento di spread e rendimenti fornirà indicazioni preziose sulla capacità dell’Italia di gestire il proprio debito in un contesto internazionale sempre più complesso e incerto.
