Lo spread tra Btp e Bund non dà tregua: nella mattinata del 29 aprile ha superato quota 83 punti base, segnando un aumento costante di circa un punto al giorno. Dietro questa tensione crescente ci sono i nervi tesi sui mercati, alimentati dalle incertezze legate agli Stati Uniti e alla proposta iraniana per riaprire lo Stretto di Hormuz. I negoziati sul nucleare, rinviati a data da destinarsi, contribuiscono a un clima che pesa sui rendimenti. In controtendenza, il Tesoro ha incassato un successo con l’asta dei Bot a 3 e 6 mesi del 28 aprile: tutti i 4,5 miliardi offerti sono stati sottoscritti, con rendimenti intorno al 2,2%. Oggi, occhi puntati sui Btp a medio e lungo termine, che chiudono il calendario delle emissioni di aprile.
Spread in crescita: un segnale di nervosismo sui mercati italiani
Il differenziale tra i Btp a 10 anni e i Bund tedeschi continua a salire, seppur lentamente. Dopo settimane di relativa stabilità, lo spread è tornato a 83 punti base, segnando una nuova fase di tensione per il debito italiano. Questo aumento, modesto giorno dopo giorno, riflette una maggiore percezione di rischio da parte degli investitori sul nostro Paese. Detto questo, guardando l’andamento su base annua, la situazione non è drammatica: il differenziale è infatti inferiore del 24% rispetto a un anno fa e nell’ultimo mese è sceso del 14%, grazie a condizioni di mercato più favorevoli all’inizio del 2024. Ma se si guarda agli ultimi sei mesi, si registra un rialzo del 7%, che sale al 27% da inizio anno. Segnali contrastanti che evidenziano la volatilità del momento.
I rendimenti dei Btp decennali si sono spinti fino al 3,90% in apertura del 29 aprile. Un salto significativo rispetto al giorno precedente, alimentato non solo dalle tensioni sul fronte iraniano, ma anche da alcuni dati economici italiani che lasciano intravedere un rallentamento. A complicare il quadro ci sono poi i dibattiti sul possibile scostamento di bilancio, tema delicato perché in contrasto con le raccomandazioni della Commissione Europea, che getta ombre sulle prospettive fiscali del nostro Paese. Questo mix di fattori mantiene alta la guardia degli investitori, spingendo verso l’alto sia lo spread sia i rendimenti dei titoli pubblici italiani.
Titoli di Stato europei a confronto: l’Italia resta sotto pressione
Nel resto d’Europa l’aumento dei rendimenti è meno marcato rispetto all’Italia. I Bonos spagnoli, per esempio, mantengono stabile il differenziale a 46 punti base rispetto ai Bund, lo stesso livello di inizio settimana. Anche i titoli francesi hanno mostrato solo una leggera oscillazione, con lo spread tornato intorno ai 65 punti base dopo un breve picco. Questa stabilità segnala che le preoccupazioni degli investitori sono concentrate soprattutto sul debito pubblico italiano, considerato più rischioso rispetto a quello di Spagna e Francia.
I rendimenti all’apertura del 29 aprile raccontano bene questo divario: i Bund tedeschi si attestano al 3,06%, i Btp italiani al 3,89%, gli Oat francesi al 3,71%, i Bonos spagnoli al 3,52%. La crescita più marcata dei rendimenti italiani conferma una percezione di rischio più alta legata alle prospettive economiche e fiscali del nostro Paese rispetto agli altri grandi Paesi dell’Eurozona. Questo scarto pesa sulle scelte di investimento e aumenta la volatilità nel mercato secondario, accentuata da fattori interni ed esterni che continuano a influenzare il sentiment.
Asta Bot chiusa con successo, ora occhi puntati sui Btp
Il 28 aprile si è conclusa l’asta dei Buoni Ordinari del Tesoro a 3 e 6 mesi, con la vendita completa dei 4,5 miliardi messi a disposizione. Entrambi i titoli hanno registrato una domanda robusta, con rapporti domanda/offerta tra 1,60 e 1,75, segno che il mercato resta interessato a questi strumenti a breve termine. I rendimenti finali sono stati fissati al 2,16% per i Bot a 3 mesi e al 2,33% per quelli a 6 mesi, valori in linea con le attese e coerenti con il contesto di tassi d’interesse ancora elevati.
Il Tesoro ha così confermato un buon livello di domanda, elemento chiave per finanziare il debito pubblico a costi sostenibili. Oggi, 29 aprile, si chiude il programma di aprile con l’offerta di Btp a medio e lungo termine: sono in calendario fino a 4 miliardi di euro di Btp a 5 anni con cedola al 3,15%, fino a 1,5 miliardi di Btp a 15 anni con cedola al 3,35% e fino a 3,5 miliardi di CCTeu con rendimento annualizzato al 3,23%. Le prossime aste sono fissate per i primi di maggio: il 7 tocca ai Bot, il giorno dopo ai Btp a medio e lungo termine. Questi appuntamenti saranno seguiti con attenzione dagli operatori, in un clima di mercato dove la fiducia resta fragile e le tensioni internazionali mantengono alto il livello di incertezza.
