Lo spread tra Btp e Bund risale ancora, toccando livelli che non si vedevano da tempo: il rendimento sfiora il 3,9%. È un segnale chiaro, che pesa sui mercati da giorni senza tregua. Sullo sfondo, le tensioni tra Stati Uniti e Iran non accennano a calmarsi, alimentando nervosismo e incertezza in tutta Europa. Oggi, poi, c’è l’asta dei Bot italiani a breve termine, un test importante in un clima già di per sé teso.
Spread in rialzo: cosa sta succedendo il 28 aprile
I mercati europei aprono con lo spread Btp-Bund in lieve aumento, circa un punto base sopra la chiusura di ieri. Un andamento che si protrae da oltre dieci giorni senza accenni di inversione. Il 17 aprile scorso il differenziale aveva toccato un minimo recente a 72 punti base, in coincidenza con la temporanea riapertura dello Stretto di Hormuz decisa dall’Iran.
A spingere lo spread verso l’alto è soprattutto la crescita dei rendimenti dei Btp italiani, che superano il 3,8%, attestandosi al 3,88%, un salto importante rispetto alle rilevazioni precedenti. Nel frattempo i Bund tedeschi salgono più lentamente, intorno al 3,06%. Questa differenza ha allargato il divario fino a circa 82 punti base.
Dietro a questo movimento ci sono soprattutto le tensioni geopolitiche. L’incertezza sui negoziati tra Stati Uniti e Iran per la stabilità del Golfo Persico alimenta una volatilità che i mercati dei titoli di Stato percepiscono come un rischio concreto.
Stati Uniti e Iran: come la crisi pesano sui mercati europei
Il blocco nelle trattative tra Washington e Teheran continua a influenzare i mercati finanziari globali. Al centro della disputa c’è la gestione dello Stretto di Hormuz, un passaggio chiave per il traffico petrolifero. L’Iran ha offerto di riaprirlo alle navi commerciali e militari Usa, ma a patto che vengano tolti i blocchi navali sui suoi porti.
Dall’altra parte, il presidente Donald Trump chiede che l’Iran abbandoni il suo programma nucleare, una condizione che complica di molto il dialogo. Questi scontri mantengono alta la percezione del rischio tra gli investitori, spingendo verso l’alto i rendimenti dei titoli italiani, più vulnerabili agli shock esterni rispetto a quelli tedeschi.
L’incertezza fa salire il costo del finanziamento per l’Italia, condizionando anche le aste dei titoli di Stato di aprile. Oggi tocca ai Bot, i titoli a breve termine, il cui esito potrebbe risentire proprio della fiducia traballante degli investitori.
Spread in Europa: Francia e Spagna tra rischi e resistenze
Non solo Italia: anche altri mercati europei vedono crescere i loro spread rispetto ai Bund tedeschi, con l’attenzione puntata su Francia e Spagna. Lo spread dei Bonos spagnoli si allarga di nuovo, tornando intorno ai 47 punti base dopo un breve calo di ieri.
Anche i titoli francesi Oat registrano un aumento del differenziale, che si stabilizza attorno a 67 punti base. Segnali di prudenza da parte degli investitori nei confronti di economie più esposte agli effetti del conflitto in Medio Oriente o con conti pubblici meno solidi.
Il confronto tra Italia, Francia e Spagna mette in luce diverse capacità di tenuta. Francia e Spagna, pur vulnerabili agli stessi rischi internazionali, godono ancora di una percezione di stabilità maggiore rispetto all’Italia. La minore volatilità e i movimenti più contenuti dei loro titoli riflettono condizioni strutturali e bilanci pubblici più robusti.
In sintesi, il mercato europeo resta in bilico tra incertezze geopolitiche e fattori economici nazionali. Le prossime settimane saranno decisive per capire se questa tendenza continuerà o troverà un punto di equilibrio.
