Nel 2026, gli italiani spenderanno quasi 43 miliardi di euro in frutta e verdura. Una cifra che rappresenta quasi un quarto dell’intera spesa alimentare nazionale, e che racconta molto più di un semplice rincaro dei prezzi. Al Macfrut di Rimini, Ismea ha messo in luce un trend in crescita costante: l’ortofrutta non è solo un acquisto, ma un cambio di abitudini. Le famiglie italiane, infatti, stanno rivoluzionando il modo di mangiare, scegliendo con più consapevolezza e puntando su freschezza e qualità. Dietro quei numeri c’è un vero e proprio motore culturale, che spinge il mercato verso nuove frontiere.
Frutta e verdura, un boom che va oltre i rincari
Secondo Ismea, l’aumento dei consumi di frutta e verdura non si spiega solo con il caro prezzi. Crescono infatti sia i volumi che il valore degli acquisti. Nel comparto tradizionale, gli ortaggi aumentano del 3,3%, le patate del 5,3%, il kiwi del 7,2%. Ma a spingere davvero il settore sono le nuove varietà: la frutta tropicale e i piccoli frutti stanno conquistando sempre più spazio. L’avocado, ormai entrato nelle abitudini quotidiane grazie ai suoi benefici, segna un +47% in valore; il mango cresce del 36%; mirtilli e more volano rispettivamente del 26% e 37%.
Parallelamente, cresce anche il biologico: +7% in quantità e quasi +8% in valore, a testimonianza di una domanda sempre più attenta a salute e sostenibilità. L’ortofrutta sta così diventando più di un semplice alimento di base: innovazione e rispetto per l’ambiente entrano nel piatto degli italiani, che cercano qualità, varietà e freschezza.
Famiglie in evoluzione, consumi che cambiano
Il cambiamento nei consumi di frutta e verdura è legato anche alla trasformazione delle famiglie italiane. Oggi sono oltre 26,6 milioni, circa 4 milioni in più rispetto a vent’anni fa. Ma il dato più significativo riguarda la loro composizione: le famiglie con una sola persona sono il 36% del totale, in crescita di oltre dieci punti percentuali; le coppie con figli, un tempo il modello più diffuso, scendono al 28%, mentre le famiglie monogenitoriali sono l’11%.
Questa frammentazione porta a una domanda più variegata, dove conta sempre di più il valore del servizio oltre che del prodotto. Le famiglie con bambini sotto i 16 anni preferiscono prodotti che facilitano la preparazione dei pasti, come legumi e ortaggi surgelati, in crescita rispettivamente dello 0,8% e dell’1,4%.
Il vero focus è sulla generazione Alpha, i nati dal 2010 in poi. Cresciuti con smartphone e tablet, spesso in nuclei familiari più piccoli, questi bambini influenzano fortemente le scelte di spesa. Se da un lato cresce la voglia di alimentazione sana, dall’altro si fa strada la difficoltà nel resistere agli snack e ai cibi pronti, spesso ricchi di zuccheri e grassi, che li bombardano quotidianamente con pubblicità mirate.
Da una parte c’è una spinta culturale verso biologico, sostenibilità e lotta all’obesità infantile; dall’altra, la realtà di un’offerta abbondante di cibi ultraprocessati, pensati per il gusto più che per il valore nutrizionale. Tenere alta la quota di frutta e verdura nel piatto resta una sfida.
Prodotti pronti e spuntini sani: la risposta del mercato
Di fronte a queste richieste, le aziende agroalimentari hanno dovuto cambiare passo. Sono aumentati i prodotti “pronti da cucinare”, con verdure già lavate e tagliate, pronte per essere consumate senza perdere tempo. Un’offerta pensata per chi vuole mangiare sano ma ha poco tempo da dedicare alla cucina.
Anche nei supermercati spuntano sempre più prodotti pensati per lo “healthy snacking”. Frutta e verdura non restano più solo nei reparti tradizionali ma si trovano vicino alle casse e negli angoli dedicati alle merende, sfidando direttamente i classici snack pieni di zuccheri e grassi. Questo nuovo posizionamento crea occasioni di consumo in più e valorizza l’ortofrutta come alternativa pratica e salutare.
Non si tratta solo di cambiare etichette e confezioni, ma anche di raccontare in modo diverso il cibo. Packaging funzionali e messaggi chiari sui benefici nutrizionali aiutano a incontrare i nuovi ritmi di vita e le esigenze di famiglie sempre più diverse, con giovani consumatori informati ma anche esposti a tante tentazioni alimentari.
Oggi l’ortofrutta si presenta così: un settore in evoluzione continua, dove tradizione e innovazione si mescolano, rispondendo a un mercato vasto e complesso, fatto di famiglie italiane che cambiano e di scelte alimentari sempre più influenzate da valori e stili di vita.
