Fratelli d’Italia rallenta la corsa, mentre il Partito Democratico guadagna qualche punto percentuale. È un gioco sottile, quello della politica italiana, dove ogni mossa conta e le alleanze si costruiscono – o si disfano – in silenzio. Mancano meno di due anni alle elezioni del 2027, e i leader osservano con attenzione, calibrando strategie. Dietro le apparenze, spuntano segnali di dialogo tra forze che fino a poco tempo fa parevano agli antipodi. La scena si prepara a nuovi equilibri, con un clima che si fa sempre più incandescente.
Consensi in movimento: Fratelli d’Italia perde quota, Pd e Verdi guadagnano terreno
Secondo l’ultimo sondaggio Swg, realizzato tra il 28 aprile e il 4 maggio 2026 per La7, Fratelli d’Italia rallenta un po’: il partito della premier Giorgia Meloni scende al 28,8%, con un calo dello 0,3%. Una flessione lieve, ma che lascia spazio al Partito Democratico guidato da Elly Schlein, che avanza di due decimi, toccando il 21,8%. Anche il Movimento 5 Stelle, guidato da Giuseppe Conte, registra un piccolo passo indietro, dallo 12,5% al 12,4%. Le variazioni sono modeste, ma indicano un clima politico in evoluzione.
Anche gli altri partiti mostrano piccole oscillazioni. Forza Italia perde lo 0,2%, fermandosi al 7,5%, mentre l’Alleanza Verdi e Sinistra guadagna lo 0,2%, raggiungendo il 6,9%. La Lega di Matteo Salvini scende di un decimo al 6,1%. Futuro Nazionale resta stabile al 3,6%, Azione cresce di un decimo al 3,5%, e Italia Viva avanza dello 0,1%, al 2,5%. +Europa e Noi Moderati crescono leggermente, intorno all’1,6% e all’1,2%. Gli ‘altri partiti’ calano al 4,1%. Infine, cala di un punto la quota di indecisi o non espressi, ora al 28%.
Il sondaggio si basa su un campione di 1.200 elettori maggiorenni, scelti per rappresentare età, sesso e area geografica, con un margine di errore del 2,8%. La metodologia utilizzata assicura un quadro affidabile dell’opinione pubblica in questa fase.
Le alleanze si fanno strada: il gioco delle coalizioni in vista del 2027
Non conta più solo quanto vale ogni partito, ma soprattutto come si metteranno insieme per formare coalizioni solide. Oggi, il centrodestra, includendo la lista Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, arriva al 47,2%. Senza Vannacci scende al 43,6%, ma resta la principale area di destra.
Dall’altra parte, il centrosinistra con Pd, Alleanza Verdi Sinistra, +Europa e M5S arriva al 42,7%. Se si aggiunge Italia Viva di Matteo Renzi, la coalizione sale al 45,2%; inserendo anche Azione di Carlo Calenda, si tocca il 48,7%, superando il centrodestra più ampio.
Ma non mancano dubbi. Calenda ha espresso chiari segnali di sfiducia verso alleanze con Renzi, Conte, Bonelli e Fratoianni, complicando la tenuta di un fronte largo. In questo quadro emergono tentativi nuovi, come l’ipotesi di un’alleanza tra Forza Italia, Pd e Azione: una possibilità impensabile fino a poco tempo fa, ma oggi meno lontana. Marina Berlusconi ha lasciato aperta la porta al centrosinistra, mentre Calenda non esclude di sostenere una coalizione guidata dalla sindaca di Genova, Silvia Salis, anche se lei sembra decisa a restare al suo posto.
Elezioni passate a confronto: cosa ci dicono i dati del 2024 e del 2022
Per capire meglio la situazione attuale, conviene guardare ai risultati delle ultime tornate elettorali. Alle europee del giugno 2024, il centrodestra aveva raccolto il 46,4%, il centrosinistra il 32,1%. Il M5S era sceso al 9,8%, il Terzo Polo aveva il 7,1%, mentre gli altri partiti si fermavano al 4,7%.
Alle politiche di settembre 2022, invece, il centrodestra era al 43,8%, il centrosinistra al 26,1%, il M5S al 15,4%, e il Terzo Polo al 7,8%. Gli altri partiti avevano un peso del 6,9%.
Il confronto evidenzia una crisi di consenso per i pentastellati, mentre il centrosinistra tiene e addirittura cresce leggermente. Il centrodestra resta forte, ma mostra qualche segnale di cedimento. Le alleanze saranno probabilmente decisive per confermare o cambiare questi equilibri.
Nelle prossime settimane, i leader dovranno prendere decisioni importanti. Gli elettori aspettano segnali chiari in un panorama politico che procede con cautela, ma senza rallentare verso le urne del 2027.
