# Nei primi sei mesi del 2026, Snam ha messo il turbo agli investimenti, trasformando le parole in cantieri attivi e metaniere attraccate nei porti. Non è più questione di lanciare progetti, ma di rafforzare con decisione la rete energetica italiana ed europea. La tensione internazionale, che rende fragile la sicurezza delle forniture, impone scelte rapide e concrete. Stefano Venier, al timone del gruppo, punta tutto su ampliamenti e innovazione. Il piano è chiaro: preparare il sistema energetico a superare l’inverno e i mesi difficili che seguiranno. Qui, la strategia industriale si intreccia con la geopolitica, dove il ruolo del gas e delle tecnologie emergenti diventa cruciale. Dietro ai numeri, si muove un’Italia che non si ferma, pronta a disegnare il futuro dell’energia.
Ricavi in crescita e nuovi asset strategici nel gas
Nei primi sei mesi del 2026, Snam ha messo a segno ricavi consolidati per 2,026 miliardi di euro, in crescita di 120 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025 . Gran parte di questo risultato deriva dall’espansione delle attività regolamentate, fondamentali per garantire stabilità e prevedibilità , e dall’ingresso di asset chiave come OLT, nel settore del gas naturale liquefatto . Le infrastrutture per il trasporto, lo stoccaggio e il GNL hanno generato ricavi per 1,841 miliardi, con un aumento del 5,5% rispetto all’anno prima.
Il segmento Market Solutions, che offre soluzioni energetiche a clienti industriali e commerciali, ha registrato una crescita ancora più decisa, passando da 161 a 185 milioni di euro . Nel business regolato, il trasporto gas si è mantenuto stabile a 1,345 miliardi, mentre lo stoccaggio ha guadagnato quasi il 5% e il GNL ha quasi raddoppiato il proprio peso, passando da 76 a 140 milioni.
L’EBITDA adjusted è cresciuto da 1,492 a 1,572 miliardi , arrivando al 9% di aumento se si considerano solo le attività regolamentate. A sostenere questa crescita è stato l’aumento della Regulatory Asset Base e l’entrata in funzione di nuovi impianti come Adriatica, Ravenna FSRU e Stogit. Parallelamente, si è registrata una spinta significativa nelle attività di biometano e nell’efficienza energetica, settori sempre più importanti nel percorso di transizione. L’EBIT adjusted è salito del 3,7% a 977 milioni, mentre l’utile netto adjusted ha segnato un lieve calo a 733 milioni , riflettendo effetti fiscali e di mercato. Nonostante un utile netto riportato in discesa a 650 milioni per componenti straordinarie, la solidità operativa del gruppo resta solida, con un margine adjusted in crescita.
Investimenti record e cantieri in piena attivitÃ
Il dato più eclatante del semestre riguarda gli investimenti, passati da 1,122 miliardi del primo semestre 2025 a 1,613 miliardi nel 2026, un balzo del 43,8%. Quasi metà di queste risorse è stata destinata al trasporto gas, mentre il GNL ha assorbito 570 milioni, quasi quattro volte i 149 milioni dell’anno precedente, spinto soprattutto dall’acquisizione del controllo di OLT. Altri investimenti importanti riguardano Market Solutions con 143 milioni, lo stoccaggio con 106 milioni e 29 milioni per progetti innovativi su idrogeno e cattura della CO₂.
Sul fronte operativo, la prima fase della Linea Adriatica ha superato il 90% di completamento, un salto rispetto al 68% di fine 2025. Il primo tratto della linea Sestino-Minerbio è già attivo, mentre i cantieri aperti sono saliti a 913, con un aumento del 34% rispetto all’anno scorso. Il biometano accelera con 54 nuove connessioni nel semestre , mentre nel settore GNL sono arrivate 110 metaniere.
Il terminale di Ravenna si conferma un punto di riferimento: circa il 40% della sua capacità è già prenotata per i prossimi dieci anni, segno di una domanda in forte crescita per le infrastrutture di rigassificazione. Nel frattempo, il portafoglio dedicato all’efficienza energetica ha raggiunto un valore di 1,54 miliardi, in aumento del 9% rispetto a fine 2025, confermando l’impegno verso soluzioni più sostenibili.
Sicurezza energetica e finanze sotto controllo
La strategia di Snam si muove in un contesto nazionale ed europeo dove il gas naturale resta una componente chiave del mix energetico. In Italia, copre circa il 37% dell’energia primaria e quasi la metà della produzione elettrica. Nel semestre la domanda italiana è salita dello 0,4%, toccando i 33,08 miliardi di metri cubi, un segnale di stabilità nonostante le incertezze internazionali. Il prezzo medio del TTF, il mercato europeo del gas, si è attestato a 42,6 euro/MWh, in crescita del 6% rispetto all’anno precedente.
Un dato strategico riguarda gli stoccaggi nazionali: a fine luglio erano pieni al 75%, contro il 55% della media Ue-Regno Unito. L’Italia punta a raggiungere il 90% prima dell’inverno, per garantire più autonomia e resilienza. Il gas naturale liquefatto ha rappresentato il 32% delle importazioni, confermando il ruolo crescente delle infrastrutture di rigassificazione nella diversificazione delle fonti.
Sul fronte finanziario, l’aumento degli investimenti ha fatto salire l’indebitamento netto a 18,803 miliardi, +7,4% rispetto a fine 2025, legato soprattutto allo sviluppo industriale e al consolidamento di OLT. Nonostante ciò, il costo medio del debito si mantiene stabile al 2,6%, grazie a una gestione attenta. La quota di finanziamenti sostenibili ha raggiunto il 90%, a conferma dell’attenzione agli standard ESG. La generazione di cassa è solida: i Funds From Operations sono arrivati a 1,832 miliardi, con una conversione EBITDA-cassa del 77%, dimostrando la capacità di autofinanziarsi dopo investimenti e dividendi.
Obiettivi confermati e piani ambiziosi fino al 2029
Snam conferma l’allineamento ai target del Piano Strategico 2025-2029, con risultati in linea con le attese e una revisione al ribasso della guidance sull’indebitamento netto previsto a fine 2026. Il management mostra fiducia nella capacità di sostenere gli investimenti mantenendo sotto controllo la situazione finanziaria.
I progressi nelle infrastrutture chiave, il rafforzamento delle reti di trasporto, lo sviluppo dello stoccaggio e la crescita del GNL sono elementi fondamentali per la sicurezza energetica italiana. In un contesto geopolitico europeo ancora incerto, la semestrale dimostra che Snam non solo cresce dal punto di vista economico, ma consolida il suo ruolo strategico nella transizione energetica e nella garanzia delle forniture nazionali.
