Il Consiglio dei Ministri ha appena approvato il nuovo Codice della Strada 2026, e le novità non mancano. Cambiano multe, assicurazioni e persino i documenti di guida, interessando automobilisti, motociclisti e ciclisti. Alcune sanzioni si fanno più leggere, altre invece più dure. L’obiettivo è chiaro: semplificare le procedure e rendere i controlli più efficienti, anche grazie a una spinta forte verso la digitalizzazione. Del resto, sulle strade italiane qualcosa doveva pur cambiare.
Multe ridisegnate: meno importi, più chiarezza
Il Ministero delle Infrastrutture ha rivisto il sistema delle multe per renderlo più equilibrato e aderente alla realtà delle infrazioni. Le fasce di importo passano da 82 a 21, con l’intento di evitare sanzioni troppo pesanti per violazioni di poco conto, ma anche di stringere i cordoni su chi mette davvero a rischio la sicurezza.
La fascia minima va da 25 a 100 euro, mentre quella massima può arrivare fino a 40.000 euro. Alcuni importi sono stati appena rivisti al ribasso, per esempio da 26 a 25 euro o da 42 a 40 euro, mentre multe intorno agli 80 euro hanno subito leggere riduzioni. L’obiettivo è mantenere un effetto deterrente senza gravare inutilmente sui trasgressori meno colpevoli.
Con questa riforma, le sanzioni diventano più trasparenti e comprensibili, con riduzioni mirate sulle multe di basso o medio livello e misure più dure per le infrazioni più gravi. Inoltre, è sospeso l’adeguamento automatico biennale all’inflazione, con arrotondamenti verso il basso, per garantire una maggiore stabilità degli importi.
Guida senza assicurazione: stop netto e controlli più duri
Tra le novità più importanti c’è il pugno duro contro chi guida senza assicurazione obbligatoria. Chi viene beccato a circolare senza copertura rischia il blocco a tempo indeterminato del veicolo. Non è più solo una multa: il mezzo non può più essere usato su strada.
La stretta riguarda anche le auto con targa straniera che restano in Italia per più di 30 giorni: devono avere un’assicurazione che rispetti le norme italiane, per garantire la stessa tutela a tutti. Intanto, sono rafforzate le procedure per recuperare le multe non pagate dagli stranieri, così da rendere più efficace il sistema sanzionatorio anche oltre i confini.
L’idea è chiara: colpire chi non rispetta l’obbligo assicurativo, un problema che spesso lascia senza tutela le vittime di incidenti. Il divieto totale di circolare rappresenta un deterrente forte contro questi comportamenti pericolosi.
Documenti digitali e controlli più veloci: addio alla carta
Il nuovo Codice spinge forte sulla digitalizzazione. Non sarà più necessario portare con sé patente o carta di circolazione in formato cartaceo. Le forze dell’ordine potranno verificare tutto consultando le banche dati nazionali, velocizzando i controlli.
Anche le tempistiche per le notifiche delle multe si accorciano: da 90 a 45 giorni per ricevere il verbale, soprattutto quelle rilevate con autovelox e sistemi automatici. Prima di procedere con azioni di riscossione, il cittadino riceverà un avviso bonario per poter chiarire e sistemare la situazione.
Il verbale potrà essere inviato direttamente in formato digitale attraverso i canali della Pubblica Amministrazione, semplificando l’intero processo. Così si punta a ridurre contestazioni, risparmiare tempo e risorse, e rendere tutto più trasparente.
Disabili, motociclisti e monopattini: nuove regole su accessibilità e sicurezza
Il Codice introduce anche novità per chi ha disabilità, per i motociclisti e per chi usa monopattini elettrici. Il Contrassegno Unificato Disabili Europeo sarà riconosciuto in tutta Italia grazie a una piattaforma digitale nazionale a cui dovranno aderire tutti i Comuni.
Per i motociclisti arriva la possibilità di usare la corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o rallentamenti, ma sempre lasciando libero il passaggio a soccorsi e forze dell’ordine. Una misura pensata per migliorare sicurezza e fluidità in situazioni critiche.
Per i monopattini elettrici arriva il divieto di circolare quando possono creare intralcio o pericolo ai pedoni. I Comuni potranno decidere dove predisporre aree di sosta, anche sui marciapiedi, purché si mantenga libero e sicuro il passaggio per tutti, specialmente per chi ha difficoltà motorie. Così si cerca di conciliare mobilità sostenibile, sicurezza e accessibilità.
Patenti professionali: limite di età esteso a 70 anni con controlli più severi
Nel settore dei trasporti professionali, il limite per il rinnovo delle patenti di categoria superiore sale da 68 a 70 anni. Questo riguarda chi guida mezzi per il trasporto di persone e merci.
La proroga viene accompagnata da controlli medici più frequenti per accertare che gli autisti siano ancora in condizioni psicofisiche idonee. Dopo i 70 anni, per alcune tipologie di guida professionale, scattano limitazioni precise, soprattutto per il trasporto conto terzi e persone. L’obiettivo è bilanciare la necessità di mantenere in servizio conducenti esperti con la sicurezza alla guida.
Questa novità risponde anche alla carenza di autisti nel settore, mantenendo però alta l’attenzione sulle condizioni di guida in età avanzata.
