Per la prima volta in anni, i caseifici della mozzarella di bufala campana Dop si fermano. Le macchine restano spente, il latte fresco non arriva. Colpa dello sciopero degli autotrasportatori, scattato nel Sud Italia per il caro carburante. I camion sono fermi, il latte resta nei pascoli di Caserta e Salerno. Le bufale continuano a pascolare, ma senza trasporto, la produzione si blocca. Un guaio serio per un’eccellenza italiana che rischia di sparire dai banchi dei negozi.
Sciopero e filiera: il cuore della bufala campana in crisi
Le province di Caserta e Salerno, il vero cuore della mozzarella Dop, stanno vivendo giorni difficili. Lo stop degli autotrasportatori, che protestano per i costi elevati del carburante, ha praticamente bloccato il trasporto del latte dagli allevamenti ai caseifici. In questa filiera, la rapidità è tutto: il latte deve arrivare entro 60 ore dalla mungitura per non perdere la certificazione Dop.
Con i camion fermi, il latte si accumula nelle stalle, gli allevatori non riescono a smaltirlo e sono costretti a rallentare la mungitura o a gestire quantità che non si possono lavorare in tempo. I caseifici, di conseguenza, devono chiudere temporaneamente, incapaci di rispettare le regole di qualità e produzione. Nel frattempo la protesta si allarga, mettendo in crisi tutto il sistema logistico che sostiene non solo l’agroalimentare locale, ma anche la distribuzione su scala nazionale.
Mozzarella più difficile da trovare, ristoranti e supermercati sotto pressione
La rottura nella catena produttiva si vede subito sugli scaffali e nelle cucine. In molte zone d’Italia la mozzarella di bufala campana Dop scarseggia più del solito. Supermercati, gastronomie, pizzerie e ristoranti si trovano a dover fare i conti con forniture irregolari e devono adattare gli acquisti alla disponibilità reale.
Nei grandi centri la domanda resta alta, ma la carenza comincia a pesare sulle abitudini di consumo e sull’organizzazione delle imprese. C’è chi teme non solo meno prodotto, ma anche un aumento dei prezzi al dettaglio, se la crisi dovesse durare. Tutto dipenderà da quanto proseguirà lo sciopero e dalla capacità dei produttori e distributori di tornare a lavorare normalmente. Per ora, la situazione resta incerta.
Il conto salato: rischi economici e sociali per la Campania
Il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop ha lanciato l’allarme già il 21 ottobre 2026, segnalando la chiusura di diverse aziende e chiedendo un intervento urgente delle istituzioni. Il danno va ben oltre la temporanea scarsità : la filiera rischia gravi perdite economiche, con costi in aumento per allevatori e caseifici e il pericolo di perdere terreno sui mercati, sia in Italia che all’estero.
Pier Maria Saccani, direttore del Consorzio, ha spiegato che mantenere gli allevamenti e gli impianti attivi non basta: la mozzarella Dop richiede una trasformazione puntuale, e senza trasporti regolari questo non è possibile. Il latte lavorato fuori tempo perde la certificazione, con conseguenze negative sul mercato e sull’immagine del prodotto.
L’aumento dei costi degli ultimi mesi aveva già messo sotto pressione tutto il settore; ora lo sciopero rischia di far saltare il banco. Il governo ha annunciato nuovi aiuti per affrontare l’emergenza carburanti e supportare gli autotrasportatori, ma la protesta potrebbe andare avanti almeno fino al 27 ottobre, prolungando le difficoltà . Le prossime settimane saranno decisive per salvare questa icona del made in Italy e il futuro economico del Mezzogiorno.
