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Manovra 2027: al via i lavori sulla Legge di Bilancio, focus su pensioni, tasse e deficit

Il governo Meloni ha appena acceso il motore della legge di bilancio 2024, l’ultima sfida importante di questa legislatura. Dal primo confronto tra maggioranza e Parlamento sono emersi subito nodi cruciali: la flessibilità nel settore energetico e il Safe, il fondo europeo per la difesa comune, al centro di un acceso dibattito. Ma dietro le parole, restano molte domande aperte. Quanto si potrà davvero spendere? Quali interventi concreti saranno messi in campo? Il rapporto deficit/Pil incombe, una spada di Damocle che segnerà ogni decisione. Settembre e ottobre promettono di essere mesi decisivi, un vero banco di prova per la squadra di governo.

Settembre, il mese chiave per il rapporto deficit/Pil 2025

Il calendario politico ed economico mette ora tutti sotto pressione. Il 22 settembre è attesa la certificazione ufficiale del rapporto deficit/Pil per il 2025, dato cruciale per capire quanto spazio avrà il governo nella manovra. Se il deficit resterà al 3,1%, come suggerito dalle prime stime, l’Italia non potrà chiudere in anticipo la procedura per disavanzo eccessivo avviata dall’Unione Europea nel 2024. Se invece scenderà sotto il 3%, si apriranno margini più ampi per la finanza pubblica e per gli interventi.

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, mantiene un approccio prudente, ma sottolinea come le ultime previsioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio abbiano alzato la crescita del Pil nel 2026 allo 0,9%, un dato che potrebbe aiutare a migliorare i conti. Nei prossimi due mesi il governo sarà chiamato a fare scelte difficili, calibrando bene i margini senza mettere a rischio la credibilità finanziaria del Paese.

Energia e difesa: quanto conta la flessibilità europea

Il governo punta a sfruttare al massimo la flessibilità concessa da Bruxelles, cercando di aumentare lo spazio di manovra entro le regole europee. Le prime stime parlano di uno 0,6% del Pil dedicato agli sforzi energetici e dello 0,9% fino al 2028 per la difesa, un settore che per l’esecutivo è strategico. In tutto si tratta di una cifra che si aggira tra i 35 e i 36 miliardi di euro, di cui circa 14 miliardi per l’energia e tra 21 e 22 miliardi per la difesa.

La spesa per la difesa resta entro il tetto dell’1,5% annuo fissato dall’Ue, segno di un impegno forte sul fronte della sicurezza militare. Parte di queste risorse potrebbe passare attraverso il Safe, il fondo europeo che sostiene le spese militari. Si parla anche di manovre contabili, spostando spese già previste nelle voci di energia e difesa per liberare margini da destinare ad altre misure.

Pensioni sotto pressione: la Lega spinge per l’uscita anticipata

Le pensioni restano uno dei nodi più complessi della legge di bilancio. Dal 2027 dovrebbe scattare l’adeguamento automatico dei requisiti in base alla speranza di vita: la pensione di vecchiaia salirebbe a 67 anni e un mese, quella anticipata a 42 anni e 11 mesi per gli uomini. La Lega però spinge per evitare questo aumento, proponendo l’uscita a 64 anni o una Quota 41 più flessibile, che permetterebbe di andare in pensione con 41 anni di contributi, senza limiti di età, ma con un ricalcolo contributivo basato sui versamenti effettivi.

Queste richieste mettono in evidenza le difficoltà interne alla maggioranza. Le misure pensate per aiutare i lavoratori più fragili generano tensioni e obbligano a riflessioni sui costi futuri per l’Inps. Servirà un compromesso che tenga insieme bisogni sociali e sostenibilità economica.

Fisco in bilico: Irpef, bollo auto e agevolazioni per i giovani

Sul fronte fiscale circolano diverse ipotesi, anche se per ora senza numeri precisi. La proposta più concreta riguarda l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% fino a redditi di 60.000 euro, rispetto agli attuali 50.000 euro. Questa misura potrebbe costare tra i 3 e i 4 miliardi e dovrebbe essere compensata da una revisione delle detrazioni, soprattutto per chi guadagna sopra i 200.000 euro.

Forza Italia spinge per altre misure: dall’allargamento della flat tax incrementale alle partite Iva, al cashback sanitario, fino all’abolizione del bollo auto. Proprio sul bollo si ragiona su un riordino basato sulle emissioni: si penalizzerebbero i veicoli più inquinanti e si incentiverebbe il rinnovo del parco auto. Tra le proposte spunta anche un’aliquota agevolata al 5% sugli affitti per under 35, per favorire i giovani. Un intervento sull’Iva è ancora in fase embrionale.

Coperture incerte e strategie per finanziare la manovra

Al momento non ci sono numeri ufficiali sull’ammontare complessivo della legge di bilancio. Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha confermato che non sono state ancora fissate cifre definitive. Secondo fonti di maggioranza, però, la forbice resta ampia: si parla di uno spazio che potrebbe andare dai 15 ai 40 miliardi, a seconda di come evolverà la procedura per disavanzo eccessivo.

Giorgetti punta a rivedere la spesa corrente dei ministeri per trovare risorse, mentre si considera anche un possibile contributo dalle banche, una strada sostenuta dalla Lega. L’obiettivo principale è non compromettere la credibilità finanziaria dell’Italia sui mercati internazionali, trovando un equilibrio tra rigore e misure di impatto, forse anche con un occhio alle prossime elezioni. Ora Parlamento e governo si preparano a un confronto serrato, attenti a ogni cifra e a ogni conseguenza per il Paese.

Redazione

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