La finestra per presentare le domande di invalidità civile si riapre, ma solo fino al 31 marzo 2026. L’Inps ha scelto di concedere una proroga in 40 province, coinvolte nella terza fase della riforma sulla disabilità. Dopo un marzo complicato, segnato da cambiamenti improvvisi nelle procedure, molti si sono trovati in difficoltà con i tempi stretti. Ora hanno la possibilità di completare l’iter secondo le vecchie regole, senza dover passare subito al nuovo sistema. La scadenza, però, è tassativa e l’opportunità è riservata a un numero limitato di persone.
Terza fase della riforma: cosa cambia e perché la riapertura
La riforma dell’invalidità civile sta attraversando una fase sperimentale che coinvolge via via più province. Dal 1° marzo 2026, la terza fase ha esteso il progetto a 40 province, introducendo nuovi criteri per il riconoscimento dell’invalidità legata a tre malattie: diabete di tipo 2, disturbi dello spettro autistico e sclerosi multipla. Il passaggio è stato rapido e, visto che le nuove regole sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale solo pochi giorni prima, molti richiedenti non sono riusciti a completare la domanda entro il 28 febbraio con le vecchie modalità. Per questo l’Inps ha deciso di riaprire temporaneamente la presentazione delle domande, dando una boccata d’ossigeno a chi rischiava di restare fuori.
Le 40 province coinvolte: l’elenco completo
La possibilità di presentare la domanda con le regole prorogate riguarda queste province:
– Abruzzo: Chieti
– Basilicata: Potenza
– Calabria: Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia
– Campania: Caserta
– Emilia-Romagna: Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna
– Friuli-Venezia Giulia: Pordenone, Udine
– Lazio: Roma
– Liguria: La Spezia, Savona
– Lombardia: Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio
– Marche: Ancona, Ascoli Piceno
– Molise: Campobasso
– Piemonte: Asti, Cuneo, Torino
– Puglia: Brindisi
– Sardegna: Cagliari
– Sicilia: Caltanissetta, Catania, Messina
– Toscana: Arezzo, Massa Carrara
– Trentino-Alto Adige: Bolzano/Bozen
– Umbria: Terni
– Veneto: Treviso, Venezia, Verona
Questa copertura permette di testare il nuovo sistema in territori diversi, ma limita l’accesso alla proroga solo a chi risiede in queste zone.
Chi può approfittare della riapertura straordinaria
Non si tratta di una riapertura aperta a tutti. Possono usufruirne solo coloro che avevano già iniziato la domanda prima del 1° marzo 2026, ma non sono riusciti a completarla in tempo. I requisiti necessari sono:
– Residenza o domicilio in una delle 40 province coinvolte;
– Certificato medico redatto secondo le vecchie modalità e inviato all’Inps entro il 28 febbraio 2026;
– Assenza di un nuovo certificato medico aggiornato secondo le nuove regole.
Il certificato medico è fondamentale: senza quello valido e inviato entro i termini, la domanda non potrà essere accettata con la vecchia procedura e si dovrà seguire il nuovo iter.
Come presentare la domanda: le istruzioni
La domanda va inviata tramite i canali ufficiali dell’Inps. Si può accedere al portale online usando SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. Chi preferisce può rivolgersi ai patronati o agli intermediari abilitati, che offrono assistenza per compilare e spedire la pratica, soprattutto a chi ha meno dimestichezza con il digitale.
Ricordiamo che questa riapertura riguarda solo la trasmissione della domanda e dei documenti: è indispensabile avere il certificato medico inviato entro i termini stabiliti. Scaduto il 31 marzo 2026, non ci sarà più modo di utilizzare la vecchia procedura e si dovrà passare al nuovo sistema, più complesso.
Per domande o problemi tecnici, l’Inps ha attivato l’indirizzo e-mail sperimentazionedisabilita@inps.it, dedicato a supportare gli utenti in questa fase.
Questa riapertura è un’occasione importante per molti, ma resta una misura temporanea e rigorosa, che riflette la difficoltà di adattare un sistema in evoluzione a una riforma attesa da tempo e delicata.
