A settembre 2026, il prezzo del gas naturale non smette di far parlare di sé. Famiglie e aziende italiane guardano con attenzione ai numeri, che continuano a fluttuare sui mercati internazionali. Un metro cubo può costare molto, o meno, ma capire esattamente quanto si paga è fondamentale. La bolletta, infatti, non è mai semplice: dietro ci sono offerte diverse, mercati separati e tariffe che cambiano. Tra mercato tutelato e libero, la forbice dei prezzi resta ampia. I dati più recenti di ARERA e le variazioni del PSV, il Punto di Scambio Virtuale, spiegano bene queste oscillazioni. Ecco cosa sta davvero accadendo.
Nel mercato tutelato, il prezzo della materia prima gas è fissato ogni mese dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente . Dal 5 settembre 2026, il costo è stabile a 0,686 euro per Smc . Questo prezzo riguarda solo la materia prima, senza considerare altre voci che incidono sulla bolletta. Rispetto a luglio, si registra un aumento del 13,2%, dovuto soprattutto alle tensioni geopolitiche e al rialzo generale del prezzo all’ingrosso in Europa. L’aggiornamento mensile di ARERA si basa principalmente sulle quotazioni del PSV, il riferimento per il gas italiano che risente delle dinamiche del mercato europeo. Chi è in tutela paga quindi questa tariffa, variabile a seconda dei consumi e della zona di residenza. A questo prezzo si aggiungono poi i costi di trasporto, oneri di sistema e imposte, tutti regolati dall’Autorità e calcolati secondo parametri standard.
Nel mercato libero, invece, il prezzo del gas è molto più variabile. Le aziende propongono tariffe fisse o indicizzate, basate sia sulle condizioni di mercato sia su accordi personalizzati con i clienti. Le offerte più diffuse si dividono in due grandi gruppi: prezzi fissi, che garantiscono una tariffa bloccata per 12 o 24 mesi, e prezzi indicizzati al PSV, che cambiano in base all’andamento del mercato all’ingrosso, con aggiornamenti mensili o trimestrali. Spesso i fornitori offrono anche sconti temporanei, bonus di benvenuto o servizi extra, da valutare insieme al prezzo della materia prima. Il mercato libero può far risparmiare, ma richiede attenzione per evitare sorprese in bolletta. È importante leggere bene i contratti e capire come vengono aggiornati i prezzi.
La bolletta del gas si compone di diverse voci, che pesano diversamente a seconda del mercato. Prima di tutto c’è il costo della materia prima: nel mercato tutelato è fissato mensilmente da ARERA, mentre nel libero lo decide il fornitore. Poi ci sono i costi per il trasporto e la gestione del contatore, uguali per tutti perché regolati dall’Autorità. A seguire, gli oneri di sistema, destinati a coprire spese per la rete, la sicurezza energetica e l’ambiente. Infine, ci sono le imposte – accise e IVA – che variano anche in base alla zona geografica. Tutto questo insieme determina l’importo finale che arriva in bolletta.
Per farsi un’idea delle spese, ecco qualche esempio basato sul prezzo della materia prima di settembre 2026. Una famiglia di due persone, con un consumo annuo intorno a 600 Smc, paga circa 412 euro complessivi, incluso un fisso annuale di circa 57 euro, ma senza contare imposte e oneri variabili. Una famiglia di tre persone, che consuma 900 Smc all’anno, si trova a spendere in media 618 euro. Infine, una famiglia di quattro componenti con 1200 Smc annui arriva a circa 824 euro. Questi valori sono indicativi per il mercato tutelato e tengono conto delle tariffe attuali. Nel mercato libero, invece, la spesa può variare molto a seconda dell’offerta scelta.
In un momento in cui il prezzo all’ingrosso resta alto, è importante tenere sotto controllo l’andamento del gas. Famiglie e imprese devono confrontare con cura le offerte dei fornitori e il servizio tutelato, per trovare la soluzione più conveniente in un mercato che resta complesso e in continuo movimento.
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