Il 18 luglio 2026 il prezzo all’ingrosso dell’elettricità in Italia ha toccato 0,167 euro per kilowattora. È un segnale chiaro: il mercato energetico resta instabile, oscillando tra picchi e cali dovuti soprattutto alla domanda estiva, ma non solo. Anche se leggermente sceso rispetto al giorno precedente, il costo si mantiene sopra la media recente e quella del mese passato. Per gli italiani, questo si traduce in bollette più salate, specialmente per chi ha scelto il mercato libero, dove le tariffe ballano senza sosta. Intanto, chi è ancora sotto la tutela statale si prepara a qualche cambiamento.
Prezzi in salita, ma con qualche oscillazione
Il 18 luglio il Prezzo Unico Nazionale ha segnato 0,167 €/kWh, poco meno dell’1,1% in meno rispetto al giorno precedente. Tuttavia, guardando un periodo più ampio, il prezzo resta alto. Negli ultimi sette giorni la media era di 0,158 €/kWh, mentre su un mese si scende a 0,143 €/kWh. Questo significa che nelle ultime settimane i costi sono tornati a salire, raggiungendo livelli che non si vedevano da almeno un mese. Il picco recente è stato il 16 luglio, con 0,170 €/kWh, mentre il minimo risale al 21 giugno, quando si è toccato 0,096 €/kWh. Questi sbalzi confermano la natura volatile del mercato elettrico, specie in estate, quando la domanda cambia velocemente.
Quanto pesa sulla bolletta delle famiglie?
Per una famiglia tipo, che consuma intorno ai 2.700 kWh l’anno , il solo costo dell’energia basato sul PUN si traduce in circa 40,50 euro al mese . Ma attenzione: questa è solo la parte energia. A questa vanno aggiunte tasse, oneri di sistema, costi di commercializzazione e altre voci che fanno lievitare il totale. Nel mercato libero, poi, i prezzi al kWh possono superare facilmente i 0,30 euro, portando la bolletta mensile a sfiorare o superare gli 80-90 euro solo per energia e servizi correlati.
Mercato tutelato: prezzi più stabili, ma con limiti
Chi non ha ancora scelto il mercato libero paga le tariffe stabilite da ARERA per giugno 2026. La monoraria costa 0,134 €/kWh, mentre nella fascia diurna si arriva a 0,231 €/kWh. Nelle fasce serali e nei fine settimana i prezzi vanno da 0,169 €/kWh a 0,320 €/kWh nelle ore notturne e festive . Questa struttura tariffaria è pensata per spingere a consumare meno nelle ore di punta e premiare i momenti di minor carico. Rispetto al mercato libero, offre un certo controllo sui costi, ma è meno flessibile per chi vuole cambiare abitudini o offerte.
Prezzi in crescita: cosa sta dietro l’aumento
Negli ultimi mesi il mercato elettrico italiano ha vissuto una fase di instabilità. Tra aprile e maggio 2026 i prezzi si erano mantenuti abbastanza stabili, tra 0,10 e 0,13 €/kWh, ma da giugno sono ripresi a salire. La causa principale? L’aumento della domanda per il caldo estivo, con l’uso massiccio di condizionatori. Poi ci sono le tensioni geopolitiche che hanno fatto salire i costi del gas e degli altri combustibili usati per produrre energia. A peggiorare la situazione, la produzione da fonti rinnovabili è calata in alcune giornate per assenza di vento o sole, aumentando la dipendenza da fonti più costose. Il risultato è un prezzo più volatile che mette in difficoltà famiglie e imprese.
Come gestire la spesa energetica oggi
Con i prezzi ancora alti e vicini ai massimi del mese, diventa fondamentale per famiglie e aziende tenere sotto controllo i consumi e valutare bene le offerte sul mercato libero. Scegliere il fornitore giusto, capire come funzionano le tariffe e adottare comportamenti che aiutano a risparmiare può fare davvero la differenza. Spegnere gli apparecchi quando non servono, usare gli elettrodomestici nelle ore meno care, o investire in soluzioni più efficienti sono passi semplici ma efficaci. È importante anche seguire i dati ufficiali per capire quando i prezzi potrebbero scendere o quando conviene modificare le proprie abitudini. La situazione richiede attenzione continua, soprattutto con l’autunno alle porte, quando la domanda tornerà a crescere.
