Nel 2025, un incidente drammatico ha acceso i riflettori su un difetto nascosto nelle maniglie a filo delle auto cinesi: bloccate se manca corrente, diventano trappole per chi si trova all’interno. Ora la Cina richiama 4,3 milioni di veicoli, un numero mai visto prima, tutti dotati di questo sistema elettronico che, nella pratica, può diventare una trappola letale. Non si tratta solo di un problema di design o estetica: la sicurezza è in gioco, e a rischiare sono passeggeri e soccorritori. Tra i modelli coinvolti, quelli di grandi nomi dell’auto e della tecnologia, costretti a rivedere procedure e normative. Le autorità spingono per regole più rigide, nella speranza di chiudere una falla pericolosa.
Tesla, Xiaomi e gli altri: le aziende nel mirino del richiamo
Il richiamo riguarda soprattutto auto di recente produzione con maniglie elettroniche a filo carrozzeria che, in condizioni normali, si aprono automaticamente. Ma se salta la corrente, restano sigillate, bloccando chi è dentro. Tra i marchi più colpiti c’è Tesla, con quasi 3 milioni di Model 3 e Model Y, soprattutto dallo stabilimento di Shanghai, ma anche alcune importate. Xiaomi è finita sotto i riflettori dopo un incidente mortale che ha coinvolto la sua berlina SU7, con le maniglie rimaste bloccate dall’interno.
In gioco anche il gruppo Geely con il suo marchio di lusso Zeekr, che ha richiamato oltre 90.000 vetture, e produttori di veicoli elettrici come XPeng, interessando oltre 260.000 auto dei modelli G6, P7+ e X9, e Leapmotor con più di 370.000 esemplari della serie C11 e C01. Anche marchi locali come Chery, Dongfeng, BAIC e FAW sono sotto controllo. Tutti condividono lo stesso problema: maniglie che, per il design, sono difficili da trovare e usare in caso di emergenza.
La sicurezza prima di tutto: cosa ha fatto la Cina
Il richiamo nasce da un problema di sicurezza evidente. Le autorità hanno verificato che, se l’alimentazione elettrica viene interrotta da un incidente o un ribaltamento, le portiere non si possono aprire dall’esterno. Il sistema fallisce proprio quando serve di più. E i comandi manuali interni, spesso mimetizzati con la stessa tinta delle porte o poco visibili, sono praticamente invisibili al buio o quando c’è confusione, rendendo difficile uscire o soccorrere i passeggeri.
Per evitare che situazioni simili si ripetano, Pechino ha varato una nuova norma che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027. Da allora, non si potranno più vendere veicoli con maniglie a filo senza un sistema di emergenza meccanico chiaro e facilmente accessibile. La notizia ha fatto eco anche all’estero: negli Stati Uniti la National Highway Traffic Safety Administration ha avviato una revisione dei sistemi di chiusura elettronica per valutare la sicurezza e considerare eventuali restrizioni.
Richiamo operativo: come si muovono le case automobilistiche
Gestire il richiamo di milioni di veicoli richiede rapidità e coordinazione. Le case produttrici stanno mettendo in campo due interventi: innanzitutto, aggiornamenti software che, all’attivarsi degli airbag o dei sensori d’urto, faranno abbassare automaticamente i finestrini per facilitare l’uscita in caso di emergenza elettrica. In secondo luogo, nei centri assistenza applicheranno adesivi ben visibili sulle portiere per rendere subito riconoscibili le leve manuali d’emergenza, spesso nascoste dal design a filo carrozzeria.
Nel frattempo, le aziende invitano i proprietari delle auto coinvolte a prendere confidenza con la posizione dei comandi manuali interni. Fino a quando non sarà disponibile l’aggiornamento e l’intervento in officina, sapere dove sono e come usarli potrebbe fare la differenza in caso di necessità . Nonostante il fascino e l’innovazione delle maniglie a filo, la priorità resta sempre la sicurezza degli occupanti. E su questo, autorità e industrie stanno correndo ai ripari con misure concrete e tempestive.
