Ventimila lettere già partite dall’Agenzia delle Entrate, altre decine di migliaia in arrivo. Non è un blitz improvvisato, ma un piano preciso per stanare immobili “invisibili” al fisco. Case, ampliamenti, box e depositi: costruzioni mai registrate al Catasto o con aggiornamenti mancanti. L’operazione si basa su tecnologie all’avanguardia e un’analisi puntuale dei dati, che permettono di scandagliare il territorio italiano come mai prima d’ora. L’obiettivo? Far emergere tutto ciò che finora è sfuggito ai controlli, con una scadenza precisa: regolarizzare entro il 2026. Nessuna tolleranza: la mappatura del patrimonio edilizio italiano entra in una nuova fase, serrata e senza sconti.
Un’operazione tecnologica senza precedenti per il catasto
Il piano dell’Agenzia delle Entrate per aggiornare il catasto si basa su un approccio tecnologico all’avanguardia. Non si limita a sfogliare vecchi archivi, ma utilizza immagini aeree ad alta definizione, incrocia dati provenienti da diverse banche dati pubbliche e private e sfrutta algoritmi di intelligenza artificiale. Grazie a questa combinazione, è stato possibile individuare con precisione costruzioni irregolari, ampliamenti non dichiarati, nuovi piani abitativi e persino edifici “fantasma” finora sfuggiti ai controlli catastali.
L’operazione, avviata qualche anno fa, ha già coperto il 96% del territorio nazionale. L’obiettivo è completare questa mappatura entro fine anno, tracciando ogni variazione rispetto a quanto registrato negli archivi. Un lavoro certosino, che non solo tutela l’ordinamento catastale, base indispensabile per la fiscalità, ma aiuta anche a prevenire infiltrazioni e abusi edilizi diffusi.
Chi riceve le lettere e le irregolarità più comuni
Le prime 20mila lettere sono state inviate soprattutto a chi ha usufruito dei bonus edilizi dal 2019, in particolare per interventi legati all’efficienza energetica o al miglioramento strutturale. Spesso si tratta di casi in cui i lavori — ampliamenti, nuovi piani, trasformazioni di spazi , garage o depositi aggiunti — non sono stati comunicati correttamente al Catasto.
La lettera invita i proprietari a verificare la propria situazione, segnalando eventuali discrepanze tra i dati dichiarati e la realtà degli immobili. Le situazioni sono diverse: alcuni immobili sono nuovi e mai inseriti negli archivi, altri hanno subito variazioni di consistenza o cambi di destinazione d’uso realizzati ma non ancora aggiornati ufficialmente.
Intanto, dall’inizio dell’operazione, circa 70mila immobili sono stati regolarizzati spontaneamente dai proprietari, che hanno aggiornato la loro posizione catastale. Si va da modifiche importanti a interventi più piccoli, segno di una crescente attenzione alla correttezza delle informazioni immobiliari.
Cosa significa ricevere una lettera di compliance
Ricevere questa lettera non vuol dire essere già sanzionati. È prima di tutto un invito a controllare e aggiornare la propria situazione catastale. Nel documento sono indicati i dati da verificare e, se serve, la necessità di fornire documenti o procedere con la regolarizzazione.
Spesso le segnalazioni derivano da omissioni involontarie, ritardi o semplici errori nella trasmissione delle informazioni. Non tutte le difformità corrispondono a evasione o abusi. La lettera è uno strumento pensato per favorire una regolarizzazione spontanea e veloce, evitando così sanzioni o provvedimenti più severi.
Chi riceve la comunicazione può rispondere con chiarimenti o aggiornare la propria posizione entro i termini indicati. L’invito dell’Agenzia delle Entrate punta a rendere il patrimonio immobiliare italiano più trasparente e in linea con le norme, consolidando un archivio sempre più aggiornato e dettagliato.
