Le case vacanze in Italia stanno diventando un bene sempre più prezioso. È una tendenza che si conferma, nonostante le nuove regole che hanno complicato la vita ai proprietari, soprattutto a chi affitta tramite piattaforme online. I prezzi, infatti, non accennano a fermarsi e mostrano differenze nette, a seconda che si tratti di località marine, montane o lacustri. L’ultimo report di Immobiliare.it non lascia dubbi: alcune zone sono ancora tra le più care, altre invece crescono rapidamente, attirando nuovi acquirenti. Un ritratto nitido del mercato, che racconta cosa spinge davvero la domanda e quali territori hanno maggiori potenzialità turistiche.
Mare, prezzi alle stelle nelle località più famose
Il turismo balneare resta il fiore all’occhiello dell’Italia. Nelle località di mare più note la domanda di case vacanze è alta, l’offerta limitata, e così i prezzi volano. Forte dei Marmi è in cima alla classifica con un costo medio che supera i 2,1 milioni di euro, a dimostrazione di quanto l’esclusività pesi sul mercato. Porto Cervo segue da vicino, intorno a 1,25 milioni, confermando il primato delle località sarde più prestigiose. Capri non è da meno, con una media di 1,2 milioni, grazie al suo fascino internazionale.
Nel Golfo ligure, Portofino si piazza ai vertici con 770 mila euro medi, mentre in Toscana e Sardegna località come Porto Ercole e Porto Rotondo offrono prezzi più contenuti, intorno ai 630 e 570 mila euro. La domanda di seconde case sul mare non si placa, ma spostandosi verso località meno note o più periferiche, come Senigallia, il prezzo scende a circa 300 mila euro, un’opzione più alla portata per chi cerca una casa per l’estate.
Dietro questi numeri ci sono fattori geografici, storici e turistici. Forte dei Marmi, con le sue ville di lusso e spiagge esclusive, attira una clientela internazionale disposta a investire molto. Porto Cervo è sinonimo di lusso, Capri mantiene un fascino senza tempo, elementi che fanno lievitare i prezzi. Le località meno care offrono però un buon compromesso tra prezzo e qualità della vita, aprendo le porte anche a nuovi tipi di acquirenti.
Montagna, Cortina comanda ma il mercato è vario
Le località di montagna puntano su un turismo che dura tutto l’anno. Chi cerca una casa vacanze in montagna vuole poter sciare d’inverno e godersi il trekking o la natura d’estate. Questo rende alcune zone molto richieste e i prezzi ne risentono.
Cortina d’Ampezzo è la regina delle Alpi con prezzi medi di 1,6 milioni di euro, a testimonianza del suo appeal e degli investimenti che attira. Ortisei segue con 1,27 milioni, un altro centro di prestigio. Courmayeur supera il milione, intorno a 1,02 milioni, grazie a tradizione alpina e servizi di qualità.
Altrove i prezzi calano: Madonna di Campiglio scende a 693 mila euro, segno di una domanda più diversificata. Breuil-Cervinia e Bormio restano sotto i 530 mila euro, mostrando che non tutte le montagne valgono allo stesso modo sul mercato delle seconde case. Le località con infrastrutture solide e fama internazionale hanno valutazioni più alte, mentre quelle più piccole rimangono più accessibili.
La scarsità di nuove costruzioni e la forte domanda nelle zone più ambite tengono i prezzi alti. Inoltre, molti acquirenti, italiani e stranieri, comprano più di una proprietà, consolidando le aree più esclusive.
I laghi del Nord: un ruolo in crescita con prezzi in aumento
Negli ultimi anni le località sui grandi laghi del Nord Italia hanno guadagnato terreno nel turismo delle seconde case. I laghi di Garda, Maggiore e Como offrono un mix di natura, cultura e vita turistica. I prezzi salgono, anche se restano più bassi rispetto a mare e montagna.
Sul Lago di Como, Cernobbio si distingue con un prezzo medio di 1 milione di euro, segno del prestigio del posto. Stresa, sul Lago Maggiore, si attesta a 775 mila euro, confermandosi una località di livello. Varenna, meno conosciuta ma affascinante e più tranquilla, supera i 514 mila euro, attirando chi cerca qualcosa di meno affollato ma di qualità.
Sul Lago di Garda, Riva del Garda arriva a poco più di 470 mila euro, mentre Sirmione si aggira intorno ai 445 mila, restando comunque più accessibile rispetto ad altre mete lacustri. Questi dati mostrano come i laghi stiano rafforzando la loro posizione con un’offerta più varia, capace di soddisfare un pubblico ampio e diverso.
La crescita di interesse per le località lacustri riflette anche un’attenzione maggiore verso un turismo più calmo e sostenibile. Queste zone investono in infrastrutture e servizi, diventando alternative valide ai classici poli balneari e montani. Il mercato immobiliare segue la tendenza, offrendo occasioni per investimenti mirati e di lungo periodo.
