# I prezzi del carburante e l’impatto sulle compagnie low cost europee
I prezzi del carburante sono alle stelle e le compagnie low cost europee lo sentono sulla pelle. L’inverno 2026-2027 si annuncia complicato per chi vola a basso costo: cancellazioni, riduzioni di posti e tagli alle rotte sono ormai all’ordine del giorno. Non è solo una questione di numeri, ma di scelte strategiche: molte tratte, soprattutto quelle meno frequentate, rischiano di sparire dal calendario. Per chi deve prenotare un viaggio, significa meno opzioni e costi in aumento. Il caro carburante sta riscrivendo le regole del gioco nel trasporto aereo.
easyJet taglia quasi 1,4 milioni di posti nel prossimo inverno
Tra le compagnie che hanno già annunciato riduzioni pesanti c’è easyJet. Il CEO Kenton Jarvis ha parlato chiaro: altri 700.000 posti in meno nel calendario invernale 2026-2027, che si sommano a un taglio analogo già fatto, per un totale vicino a 1,4 milioni di posti in meno. Non si tratta di voli già venduti cancellati, ma di una capacità complessiva ridotta sul mercato.
La strategia di easyJet punta a concentrarsi sulle rotte più frequentate, soprattutto quelle con molti voli al giorno. Eliminare qualche partenza in giornate con tanti collegamenti è meno impattante che tagliare voli singoli su rotte poco trafficate. Così si contenogono i costi, soprattutto ora che il carburante pesa come un macigno sui bilanci. Verranno privilegiati i voli con alta domanda e frequenza stabile, mentre le rotte meno redditizie rischiano di essere sacrificate.
Ryanair riduce i voli nei giorni e mesi di bassa domanda
Ryanair segue una strada simile. La compagnia irlandese ha già chiuso i voli in 13 aeroporti e ora si concentra sulle frequenze nei giorni con meno passeggeri, come martedì e mercoledì. Da novembre fino a Natale, stop ai voli in giorni precisi da aeroporti come Londra Stansted e Palma di Maiorca.
Il motivo è semplice: le destinazioni estive perdono passeggeri in inverno, e con il carburante che costa quasi il doppio rispetto a inizio anno, mantenere aerei vuoti non conviene. Ridurre i voli nei momenti di scarso traffico aiuta Ryanair a usare meglio la flotta e tenere a bada i costi fissi, senza però chiudere completamente le rotte, offrendo comunque un servizio, seppur limitato.
Carburante alle stelle, le compagnie sotto pressione
Il prezzo del carburante per l’aviazione ha toccato quota 196 dollari al barile nel 2026, quasi il doppio rispetto ai primi mesi dell’anno, quando si stava sotto i 100 dollari. A confermarlo è l’International Air Transport Association , che disegna un quadro difficile per le compagnie.
Per limitare i danni, le compagnie usano il “fuel hedging”, ovvero contratti per bloccare il prezzo di parte del carburante. Ma questa copertura non è totale: non si può fissare il prezzo per tutto l’anno, e quando i contratti scadono bisogna rinegoziarli, spesso a condizioni meno favorevoli.
Così, per l’inverno 2026-2027, molte compagnie restano esposte alle oscillazioni di mercato. Questo pesa soprattutto sulle rotte con bassa domanda, dove il costo extra del carburante può far scattare la decisione di tagliare o sospendere i voli.
Cancellazioni e ritardi: cosa spetta ai passeggeri
Quando un volo salta all’ultimo momento o c’è overbooking, la normativa europea 261/2004 tutela i passeggeri. In questi casi, la compagnia deve offrire il rimborso totale del biglietto o un volo alternativo per arrivare a destinazione.
Il rimborso deve essere pagato entro sette giorni. Se il volo cancellato è solo l’andata di un viaggio di andata e ritorno e l’annullamento rende inutile il ritorno, si può chiedere anche il rimborso della tratta non utilizzata. Scegliendo il rimborso si perde però il diritto al trasporto alternativo.
Se la cancellazione arriva con meno di 14 giorni di preavviso, il passeggero ha diritto anche a un indennizzo fisso, che va da 250 a 600 euro a seconda della lunghezza del volo. Questi soldi non spettano se la cancellazione è dovuta a cause eccezionali, come maltempo estremo o problemi di sicurezza, che non potevano essere evitati.
Insomma, il quadro normativo cerca di bilanciare i diritti dei viaggiatori con le difficoltà imprevedibili che possono bloccare i voli.
