La campanella suonerà tra il 7 e il 16 settembre 2026, ma non ovunque nello stesso giorno. In Emilia-Romagna, invece, si inizierà già il 31 agosto: niente lezioni tradizionali, ma attività educative e extrascolastiche pensate per sostenere famiglie e studenti. Nord, sud, province autonome: ognuno con il suo calendario. È un mosaico che riflette le diversità amministrative e culturali del nostro Paese, dove l’inizio della scuola non è mai un evento uniforme.
Il calendario scolastico 2026-2027 non è uguale per tutti. Si parte scaglionati, in base a regione e provincia. La Provincia Autonoma di Bolzano sarà la prima, con l’inizio fissato al 7 settembre 2026. Poi, il 10 settembre, toccherà alla Provincia Autonoma di Trento e alla Valle d’Aosta. Queste zone hanno da sempre l’abitudine di anticipare l’inizio della scuola, per ragioni che vanno dal clima all’organizzazione.
La maggior parte delle regioni italiane, invece, comincerà a metà mese. Il 14 settembre sarà il turno di Basilicata, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte e Umbria. Il giorno dopo, il 15 settembre, toccherà a Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana. Ultime ad aprire le porte delle scuole saranno Abruzzo e Veneto, il 16 settembre.
Questa scaletta non è casuale: ogni amministrazione regionale o provinciale decide in autonomia, tenendo conto di clima, logistica e tradizioni locali. Ogni territorio si regola come meglio crede.
Anche se la partenza è diversa, le festività nazionali sono uguali per tutte le scuole d’Italia. In tutta la Penisola, infatti, le lezioni si fermeranno in occasione delle principali ricorrenze civili e religiose.
Il 1° novembre 2026 scuole chiuse per Ognissanti, poi l’8 dicembre per l’Immacolata Concezione. Natale e Santo Stefano bloccheranno le lezioni il 25 e 26 dicembre, mentre il 1° gennaio 2027 si festeggerà Capodanno senza scuola. L’Epifania, il 6 gennaio, è un’altra data di stop.
A primavera, il periodo di Pasqua fermerà le scuole tra il 28 e il 29 marzo 2027. Le altre festività civili importanti sono il 25 aprile , il 1° maggio e il 2 giugno . Oltre a queste, le singole regioni possono decidere di aggiungere ponti o chiusure extra, spesso legate a eventi locali o tradizioni del posto.
La vera novità del calendario 2026-2027 arriva dall’Emilia-Romagna. Qui, il presidente Michele de Pascale, insieme alle amministrazioni locali, ha deciso di anticipare alcune attività già dal 31 agosto. In 42 Comuni e Unioni di Comuni, legati alle cosiddette Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile , prenderanno il via servizi educativi integrativi nelle scuole primarie.
Non si tratta però di lezioni tradizionali, che rimangono fissate al 15 settembre, ma di un mix di attività extra: laboratori creativi, sport, musica, cultura e spazi per il supporto educativo. L’idea è aiutare le famiglie a gestire meglio il periodo tra fine estate e inizio anno scolastico.
Per questa sperimentazione la Regione ha stanziato 3 milioni di euro. I Comuni sono liberi di organizzare le attività come preferiscono, scegliendo sedi, modalità e contenuti, magari concentrandole in un unico plesso o distribuendole su più scuole.
Gli operatori coinvolti saranno educatori e personale extrascolastico, in modo da garantire un servizio simile a prescuola e doposcuola già presenti in altre realtà italiane. La proposta nasce dall’ascolto delle famiglie, che negli ultimi anni hanno chiesto di anticipare alcune attività per facilitare la gestione quotidiana.
Il presidente de Pascale ha sottolineato come questo dialogo con i territori possa dare vita a un modello innovativo, con benefici sia per il benessere degli studenti che per la conciliazione tra famiglia e lavoro nei mesi di agosto e settembre. Resta da vedere come andrà questa prova e se potrà essere adottata anche altrove.
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