«Il ceto medio non può più aspettare». Parole di Maurizio Leo, viceministro dell’Economia, che a Roma ha aperto uno spiraglio sulle novità fiscali in arrivo. Tra le ipotesi sul tavolo del governo, la revisione degli ecobonus e delle aliquote Irpef. Si punta a potenziare gli incentivi per la riqualificazione energetica delle abitazioni, mentre per l’Irpef si valuta di estendere l’aliquota ridotta proprio a chi si trova nel mezzo, tra redditi troppo alti per le agevolazioni e troppo bassi per non sentire la pressione fiscale. Il tutto, però, deve fare i conti con un bilancio che non può sforare, tra inflazione alta, spread volatile e un costo del debito che pesa come un macigno. Insomma, un equilibrio delicato, ma necessario, per dare respiro a famiglie e imprese.
Ecobonus al 65%: verso un incentivo più forte per l’efficienza energetica
Il governo sta valutando di aumentare la detrazione fiscale per gli interventi di efficientamento energetico, portandola dal 50% al 65%. Lo ha spiegato il viceministro Leo, sottolineando come questa misura dovrebbe rendere più conveniente l’ecobonus e sostenere spese per infissi a risparmio energetico, pompe di calore, sistemi ibridi, impianti solari termici, cappotti termici e schermature solari.
Finora l’agevolazione ha toccato un massimo del 50%, ma la spinta arriva dalla necessità di rispondere alle sfide ambientali e alle richieste europee, che potrebbero concedere maggiore margine di manovra sulle risorse da destinare. L’idea è di spingere perché questi interventi si diffondano più rapidamente, non solo per tutelare l’ambiente, ma anche per abbassare i costi delle bollette per le famiglie.
Per il 2026, la detrazione standard resta al 36%, che sale al 50% per i lavori sulla prima casa, a condizione che siano sostenuti dal proprietario o da chi ha diritti sull’immobile. Il salto al 65% è ancora una proposta da definire e dovrà essere confermata nella prossima legge di Bilancio. Gli interventi interessati vanno dalla sostituzione degli infissi a impianti di riscaldamento più efficienti, fino all’isolamento termico con il cappotto, tutti lavori fondamentali per migliorare la classe energetica degli edifici.
Ristrutturazioni: le aliquote restano stabili nel 2027
Per quanto riguarda i bonus edilizi legati alle ristrutturazioni, la legge di Bilancio 2027 potrebbe confermare le aliquote attuali. Il viceministro Leo ha infatti annunciato l’intenzione di mantenere la detrazione al 50% per la prima casa e al 36% per le altre abitazioni, nonostante fosse previsto un abbassamento dal prossimo anno.
Oggi la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio è fissata al 36%, con un tetto al 50% per lavori sulla casa principale, a patto che chi li esegue sia proprietario o titolare di altri diritti reali. Il limite massimo di spesa agevolabile è di 96.000 euro per unità immobiliare, una cifra che permette di pianificare interventi di una certa entità senza perdere il beneficio.
Posticipare la riduzione delle aliquote è una risposta alle necessità del mercato immobiliare e delle famiglie, soprattutto in un momento in cui il settore edilizio resta un pilastro importante per l’economia del Paese. La decisione definitiva spetta alla legge di Bilancio, che dovrà anche tenere conto degli equilibri finanziari e delle risorse disponibili.
Irpef, possibile estensione dell’aliquota al 33% fino a 60 mila euro
Uno dei temi più attesi riguarda la riforma dell’Irpef, con un occhio di riguardo al ceto medio. Oggi, chi guadagna tra 28.000 e 50.000 euro beneficia già di una riduzione dell’aliquota dal 35% al 33%. Ora si sta valutando di estendere questa aliquota più bassa anche a chi ha redditi tra 50.000 e 60.000 euro.
Se la proposta dovesse andare in porto, l’aliquota scenderebbe dal 43% al 33% per questa fascia, con un alleggerimento fiscale significativo. L’impatto finanziario stimato si aggira tra 2,7 e 3 miliardi di euro, una cifra importante che il governo dovrà inserire nel quadro complessivo delle spese.
Il viceministro Leo ha sottolineato la tensione tra la volontà politica di ridurre il carico fiscale per un’ampia fetta di contribuenti e i rigidi vincoli dei conti pubblici. La decisione finale dipenderà dall’andamento dell’economia, dall’andamento delle entrate e dalle coperture disponibili.
Legge di Bilancio 2027: tra sfide economiche e richiesta di flessibilità europea
La manovra del 2027 si presenta come un vero banco di prova. Il viceministro Leo ha messo in evidenza come l’inflazione ancora alta e il rincaro dell’energia pesino molto sul bilancio pubblico. Controllare il deficit, far fronte al costo crescente del debito e gestire uno spread intorno ai 100 punti renderà difficile muoversi con libertà.
Sarà necessario trovare un equilibrio delicato tra tagli, spese e investimenti. La pressione sui conti dello Stato impone scelte rigorose e una valutazione attenta delle priorità, consapevoli che i margini di manovra sono stretti.
Leo ha anche ricordato l’importanza di un maggiore sostegno dall’Unione europea, auspicando una flessibilità nelle regole fiscali che permetta interventi mirati a favore di famiglie e imprese. Questa apertura potrebbe facilitare il potenziamento dei bonus, soprattutto nel settore dell’efficienza energetica e della sostenibilità.
In sintesi, la legge di Bilancio 2027 si profila come un delicato equilibrio tra esigenze sociali, obiettivi ambientali e vincoli finanziari. Al centro ci sono misure che riguardano direttamente milioni di italiani, dalla casa al reddito, in un contesto economico tutt’altro che semplice.
