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Sondaggi Politici 2026: Meloni Prima, ma il Campo Largo Supera il Centrodestra di 1 Punto

Fratelli d’Italia tiene saldo il 27,5%, ma il margine si assottiglia. È luglio 2026 e la scena politica italiana non dà tregua: il campo largo supera di un punto il centrodestra, segnale che nulla è scritto. Dentro i partiti, qualche crepa si vede, mentre il tema delle alleanze torna a infiammare i dibattiti. Il conto alla rovescia verso le elezioni del 2027 si fa sentire, e la corsa rimane apertissima, incerta fino all’ultimo voto.

I partiti sotto la lente a luglio 2026

Il sondaggio Ixè del 7 luglio 2026, realizzato su 1.200 adulti rappresentativi per sesso, età e zona geografica, scatta una fotografia aggiornata dei principali partiti. Fratelli d’Italia, con Giorgia Meloni al timone, resta saldo al 27,5%. Un risultato che conferma il ruolo di primo partito, anche se lontano dai picchi raggiunti nei mesi scorsi. Il Partito Democratico, guidato da Elly Schlein, si piazza secondo al 21,4%, staccato di oltre sei punti dalla destra. Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte è al 12,8%, ben lontano dai fasti di un tempo.

Un elemento interessante riguarda il posizionamento del M5S nel campo progressista: si presenta come un’alternativa a sinistra rispetto al Pd, con posizioni meno europeiste e un netto rifiuto di sostenere militarmente l’Ucraina nel conflitto in corso. Queste divergenze dentro la sinistra influenzano non poco le strategie di coalizione sul tavolo.

Sul fronte del centrodestra, spicca la crescita di Futuro Nazionale, guidato da Roberto Vannacci, che con il 7,1% supera la Lega, ferma al 5,1%, e si affianca ad Alleanza Verdi e Sinistra, anch’essa al 7,1%. Forza Italia tiene al 7,7%, mentre Azione di Carlo Calenda è al 3,1%, appena sopra la soglia di sbarramento. I partiti minori come Italia Viva, Noi Moderati e +Europa si aggirano tra l’1% e il 2,2%, mantenendo un ruolo di comprimari nel panorama complessivo.

Coalizioni a confronto: il campo largo supera di poco il centrodestra

Attenzione puntata sulle alleanze, che saranno decisive in vista delle elezioni del 2027. Il sondaggio Ixè ha provato a stimare diversi scenari di coalizione, senza però considerare i cosiddetti “altri”, che potrebbero comunque avere un peso.

La coalizione tradizionale di centrodestra — Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati — si ferma al 41,4%. Aggiungendo Futuro Nazionale, la coalizione sale al 48,5%. Dall’altra parte, il campo largo — formato da Pd, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra e +Europa — raggiunge il 42,4%. Con l’ingresso di Italia Viva di Matteo Renzi, arriva al 44,6%.

Il risultato è un confronto serrato, dove il campo largo prevale di poco — appena un punto — sul centrodestra “puro”. Il peso di partiti come Futuro Nazionale e Italia Viva può rivelarsi decisivo in entrambi gli schieramenti, facendo delle alleanze il cuore delle prossime strategie politiche.

Verso il 2027: sfide aperte e leadership in bilico

Con le elezioni politiche previste per la primavera 2027, la tensione dentro i fronti cresce. Giorgia Meloni resta la favorita, ma il calo rispetto ai mesi scorsi non va sottovalutato. Le chance della destra si giocano su quattro fronti: anticipare il voto per sfruttare un momento ancora favorevole, mobilitare gli astenuti e gli indecisi, includere Futuro Nazionale per allargare il consenso, e puntare sulla nuova legge elettorale, lo “Stabilicum”.

Questa legge, in via di approvazione, impone che sulla scheda elettorale venga indicato il nome del candidato premier. Nel centrodestra la scelta è già chiara e sembra vantaggiosa: Giorgia Meloni sarà il volto della coalizione. Nel campo progressista, invece, la questione leadership resta aperta e dibattuta. Elly Schlein e Giuseppe Conte rappresentano due visioni diverse, e non si esclude che possano emergere altri nomi, magari da primarie o scelte esterne, per unificare un campo largo ancora diviso.

La nuova legge elettorale potrebbe quindi scatenare tensioni e condizionare la formazione delle alleanze, con l’obbligo formale di indicare un candidato premier che, per la sinistra, resta un nodo da sciogliere in fretta. In questo scenario, la capacità di stare uniti e di proporre soluzioni concrete sarà decisiva per tutti i partiti che si preparano alla campagna elettorale vera e propria.

Redazione

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