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Sondaggi Elettorali Aggiornati: Meloni in Calo, Avs Supera la Lega e Vannacci Cresce Vertiginosamente

Fratelli d’Italia perde terreno, anche se di poco: l’ultimo sondaggio lo dà al 27,8%, mezzo punto in meno rispetto a qualche settimana fa. Giorgia Meloni deve fare i conti con un calo che, seppur lieve, non passa inosservato. Nel frattempo, il Partito Democratico guidato da Elly Schlein resta saldo sulle sue posizioni, mentre il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte rallenta, mostrando qualche segnale di stanchezza. Ma ciò che colpisce davvero è l’irrompere di nuove forze politiche, pronte a rimescolare le carte e a mettere in discussione gli equilibri tradizionali in vista delle elezioni del 2026.

Fratelli d’Italia in calo, ma la vera sfida è dentro la destra

Fratelli d’Italia perde lo 0,5%, attestandosi al 27,8%, secondo la media dei sondaggi YouTrend-Agi del 25 giugno 2026. Non un crollo, ma un segnale da non sottovalutare, soprattutto in un momento di tensioni interne e crescente concorrenza. La destra italiana non è più un blocco unito: il generale in pensione Roberto Vannacci, con Futuro Nazionale, guadagna terreno presentandosi come una voce dura, critica verso la maggioranza che, a suo dire, ha tradito i valori tradizionali. In poche settimane, Vannacci ha sottratto consensi sia a FdI che alla Lega, mettendo pressione a tutto il centrodestra.

Le tensioni non sono solo politiche, ma anche personali e mediatiche. Un recente scambio acceso tra Meloni e l’ex presidente Usa Donald Trump ha fatto rumore, con Vannacci che ha preso le difese della premier, sottolineando il ruolo istituzionale che ricopre. Tutto questo complica ancora di più le alleanze e gli equilibri interni. Intanto, anche la Lega perde mezzo punto, scendendo al 6,2%, mentre Forza Italia resta stabile all’8%.

Centrosinistra stabile, ma il Movimento 5 Stelle inciampa

Il Partito Democratico di Elly Schlein tiene salda la sua posizione al 21,4%, senza grandi scossoni né passi avanti. La leadership di Schlein ha consolidato la base, ma non è riuscita a spingere il consenso oltre questo livello. Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte arretra leggermente, perdendo lo 0,1% e fermandosi al 12,8%. Una flessione modesta, ma indicativa delle difficoltà nel crescere e recuperare terreno, soprattutto di fronte a un centrosinistra che resta competitivo.

Unica nota positiva tra i progressisti è Alleanza Verdi Sinistra , che arriva al 6,6%. Il tema ambientale e sociale continua a mobilitare, ma senza ancora sfondare nei grandi numeri. Italia Viva di Matteo Renzi perde lo 0,1%, scendendo al 2,3%. Nel complesso, il centrosinistra appare solido, ma dovrà trovare nuove energie per allargare il proprio bacino.

Spuntano nuovi attori: il centro si fa più affollato

Tra le novità, il Partito Liberal Democratico di Luigi Marattin fa il suo ingresso nella media dei sondaggi con l’1,4%. È un partito centrista, europeista, favorevole al mercato e al sostegno all’Ucraina, con un’apertura all’energia nucleare. Si prende consensi soprattutto da partiti moderati, superando Noi Moderati di Maurizio Lupi, che scende all’1,1%.

Anche Futuro Nazionale di Vannacci cresce, +0,9%, toccando il 5,3%. Azione di Carlo Calenda avanza leggermente, +0,3%, oltrepassando il 3%, un risultato che potrebbe permettergli di correre da solo senza alleanze. Il quadro politico si muove, e i partiti storici devono fare i conti con forze nuove che intercettano segmenti specifici di elettori.

Coalizioni in bilico: il gioco delle alleanze sarà decisivo

Guardando alle coalizioni, il campo progressista – che comprende Pd, Italia Viva, +Europa e altri piccoli gruppi – tiene testa al centrodestra formato da FdI, Forza Italia, Lega e Noi Moderati. Senza Futuro Nazionale, il centrodestra si ferma al 43,1%, ma con Vannacci supera il 48%, allargando il vantaggio.

Il “campo largo” progressista, includendo Italia Viva e +Europa, arriva al 44,5%; senza questi due gruppi si scende al 40,8%. Nel centro, Azione e Partito Liberal Democratico insieme valgono l’8,3%, mentre senza Renzi e Magi si fermano al 4,6%. Numeri che mostrano quanto le alleanze saranno cruciali per il risultato finale.

A giugno 2026, la politica italiana è un terreno di sfida continua. I partiti tradizionali sentono la pressione delle nuove forze, mentre l’elettorato sembra voler risposte più nette o innovative. Il mosaico politico si sposta, con coalizioni e nuovi soggetti pronti a scrivere una pagina decisiva nei prossimi mesi.

Redazione

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