Più di 170 milioni di euro: è questa la cifra che pesa sulle casse della Serie A a causa dei giocatori tornati dai prestiti. Le rose dei club si riempiono, ma con loro arrivano anche stipendi e ammortamenti che i bilanci devono sostenere. Inter, Napoli, Milan, Juventus e Roma sono in prima linea, alle prese con spese che spesso riflettono scelte di mercato discutibili o esperienze all’estero andate male. Molti di questi calciatori non sono stati riscattati dai club che li avevano in prestito, e così tornano a gravare sulle società di appartenenza, costringendole a fare i conti con un peso economico non da poco.
I prestiti sono uno strumento che i club usano per alleggerire i costi o far crescere giocatori fuori dai piani immediati. Ma quando le squadre che li ospitano non esercitano il riscatto, i calciatori rientrano con stipendi pesanti e quote di ammortamento da coprire. Il risultato? Un peso economico spesso sottovalutato, che si fa sentire soprattutto nel medio periodo. Per la stagione 2026/2027, Napoli e Juventus si trovano in cima alla lista delle società più esposte, con costi legati ai rientri dai prestiti che rischiano di complicare ancora di più i loro bilanci.
Nel caso del Napoli, il mercato estivo dello scorso anno non ha dato i frutti sperati: diversi giocatori sono stati bocciati in fretta e ora, tornati, pesano di nuovo sulle casse della società, mettendo in discussione anche la stabilità tecnica della squadra guidata da Antonio Conte. Per la Juventus, invece, le scelte di Thiago Motta e Cristiano Giuntoli non hanno pagato come previsto, con investimenti poco efficaci che hanno gonfiato i costi e contribuito a un passivo da sistemare in fretta. Queste situazioni influenzano non solo le decisioni sul campo, ma anche quelle economiche, rendendo necessaria una gestione più attenta e lungimirante.
Napoli è il club con il maggiore peso economico legato ai giocatori rientrati dai prestiti, con una stima di circa 60 milioni di euro. Questo è dovuto anche alla politica di ammortamento adottata, che carica di più i costi nei primi anni di contratto. Tra i nomi più pesanti ci sono Lorenzo Lucca , Cyril Ngonge e Noa Lang . Numeri che fanno capire quanto sia difficile gestire sia la rosa sia il budget.
La Juventus, pur con costi inferiori rispetto al Napoli, si trova comunque a dover sostenere circa 49 milioni di euro. Tra i casi più pesanti ci sono Douglas Luiz, con quasi 18 milioni tra stipendio e ammortamento, e Nico Gonzalez, che sfiora i 12 milioni. Curiosamente, il riscatto automatico previsto per l’argentino non è scattato e l’Atletico Madrid mantiene aperta la possibilità di prolungare il prestito. Resta poi da risolvere la situazione di Arthur, il cui futuro dipende dall’eventuale estensione del prestito al Gremio fino alla fine del 2026. Questi nodi devono essere sciolti al più presto per evitare ulteriori problemi di bilancio.
Anche il Milan deve fare i conti con diversi rientri dai prestiti. Pur avendo incassato più di 100 milioni di plusvalenze quest’anno, con operazioni come il riscatto di Lorenzo Colombo, l’impatto dei giocatori tornati supera i 29 milioni di euro. Il caso più oneroso è Samuel Chukwueze, che pesa quasi 9,6 milioni. Seguono Yunus Musah, con oltre 6,8 milioni. Numeri da tenere d’occhio, soprattutto in un club impegnato su più fronti.
L’Inter si trova invece a gestire un carico più contenuto, intorno ai 17 milioni. Tra i più costosi c’è Benjamin Pavard, con un impatto superiore ai 12 milioni, seguito da Kristjan Asllani, che pesa circa 4,8 milioni. Da monitorare anche la situazione di Tomás Palacios, vicino al riscatto da parte dell’Estudiantes, e il prestito di Valentin Carboni, destinato a prolungarsi fino a gennaio 2027. Una strategia più prudente, ma che richiede comunque attenzione.
La Roma chiude la lista con un impatto inferiore ai 17 milioni. Il costo maggiore riguarda Marash Kumbulla, che pesa per oltre 6 milioni, seguito da Tommaso Baldanzi con più di 5 milioni. Numeri più contenuti rispetto a Napoli o Juventus, ma comunque una voce importante nel bilancio giallorosso, chiamato a mantenere l’equilibrio mentre prepara il futuro.
Il ritorno dei calciatori dai prestiti mette sotto pressione i bilanci dei club di Serie A. Stipendi alti e ammortamenti importanti condizionano la gestione economica a lungo termine. Napoli e Juventus, in particolare, devono ripensare le strategie per contenere questi costi, perché non bastano più soluzioni tampone o colpi di mercato isolati. Serve una programmazione più rigorosa, che tenga sotto controllo sia le spese sia i rischi legati ai mancati riscatti.
La gestione di stipendi e ammortamenti deve diventare una priorità, così come la valutazione accurata dei rischi di rientro. Nei prossimi anni sarà fondamentale vedere se i club riusciranno a ridurre questi oneri con scelte più mirate e operazioni di mercato più intelligenti, per garantire non solo la competitività sportiva ma anche la sostenibilità economica.
Era maggio 2025 quando, in un angolo appartato, un uomo è stato sorpreso a parlare…
Megan Gale in rosso acceso non è bastata a placare le tensioni nel mercato delle…
Lo spread tra BTP e Bund si è fermato a 75 punti base all’apertura dei…
A 72 anni, Maria ha scoperto che la tassa sui rifiuti del suo Comune si…
Nel 2026, Poste Italiane ha alzato il sipario sul proprio futuro con un piano che…
Napoli, estate 1823. Nel cuore della città, il Duomo si prepara ad accogliere un ospite…