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Sanità Italia, Schillaci: Stop visite inutili per ridurre liste d’attesa e sprechi

«Le liste d’attesa sono diventate un’emergenza», ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, durante il forum Ansa. E non è solo colpa della carenza di personale. Dietro agli interminabili tempi per visite e esami si nasconde un problema meno visibile, ma altrettanto serio: troppe prescrizioni inutili. Spesso, per ansia o per eccesso di prudenza, si richiedono esami che raramente servono davvero. Il risultato? Strutture sovraccariche e risorse sprecate, mentre chi ha bisogno di cure urgenti resta in attesa.

Liste d’attesa sotto pressione: il peso delle prescrizioni inutili

Le liste d’attesa non dipendono solo dalla carenza di medici e infermieri. Il ministro Schillaci sottolinea come molte richieste di esami siano superflue, spesso inutili dal punto di vista diagnostico. Questo sovraccarico fa sì che chi ha bisogno di visite urgenti debba aspettare molto, mentre risorse e macchinari vengono impegnati in accertamenti di scarso valore clinico, allungando ulteriormente i tempi.

Le cause? Diverse. Prima di tutto, l’ansia crescente dei pazienti che chiedono esami anche senza indicazioni precise. Dall’altra parte, molti medici accettano queste richieste per evitare conflitti o problemi legali. Il risultato è un circolo vizioso: più esami inutili, più affollamento nei centri diagnostici, più ritardi per chi ha bisogno di una vera diagnosi.

Per contrastare questo fenomeno, il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità stanno preparando nuove linee guida. L’obiettivo è chiaro: fornire ai medici indicazioni precise per prescrivere solo ciò che serve, riducendo sprechi e sovraccarichi.

Ecografie, risonanze e PET: i casi più frequenti di overprescrizione

Tra gli esami più richiesti senza reale necessità spicca l’ecografia all’addome completo. È uno degli accertamenti più utilizzati nel pubblico, ma spesso viene prescritta senza un sospetto chiaro o ripetuta inutilmente, sprecando risorse.

Altri esempi citati dal ministro sono la risonanza magnetica al polso e la PET per il tumore alla prostata. Nel caso della sindrome del tunnel carpale, ad esempio, l’ecografia può sostituire la risonanza, essendo meno invasiva e più economica. Ma anche qui serve più rigore nelle prescrizioni, basato su evidenze mediche solide.

Le future raccomandazioni puntano proprio a questo: indicare ai medici criteri chiari per evitare esami superflui. Così si alleggeriranno le strutture diagnostiche e si potranno ridurre i tempi d’attesa per chi ha bisogno di cure immediate.

Sanità a macchia di leopardo: tra regioni virtuose e ritardi

Nel suo intervento, il ministro Schillaci ha richiamato anche le differenze tra le regioni nella gestione delle liste d’attesa. Nonostante il Cup unico abbia migliorato la situazione, in molte zone la legge che regola i tempi per visite ed esami non è applicata in modo uniforme.

Le regioni più efficienti mostrano risultati migliori, con più prestazioni erogate e tempi d’attesa più brevi. In altre, invece, i ritardi sono più marcati, dovuti sia a problemi organizzativi sia alle richieste inappropriate che congestionano il sistema.

Il confronto tra territori mette in luce un punto chiave: solo una gestione attenta delle prescrizioni può ridurre le disuguaglianze. Far rispettare le linee guida e gestire le liste d’attesa basandosi sull’effettiva necessità clinica sono passi fondamentali per garantire a tutti una sanità di qualità, ovunque si viva.

Il tema resta al centro del dibattito anche nel 2024, mentre il Ministero della Salute continua a spingere per un sistema più efficiente e vicino alle reali esigenze dei cittadini.

Redazione

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