Nel 2025, per la prima volta, gli italiani metteranno più soldi nelle azioni che nei contanti. Non è un capriccio, ma una risposta concreta a un’economia che cambia e a famiglie sempre più attente a proteggere il proprio domani. Il risparmio tradizionale, quello fatto di liquidità parcheggiata in banca, perde terreno mentre crescono investimenti più audaci, più dinamici. Dietro a questi numeri, c’è una storia di scelte che raccontano il nuovo volto della prudenza finanziaria nel nostro Paese.
Nel 2025 il risparmio finanziario delle famiglie italiane ha raggiunto un livello record: 6.487 miliardi di euro, poco più di 110mila euro per ogni abitante. A dirlo è l’ultimo rapporto della Federazione autonoma dei bancari italiani , che sottolinea come questa ricchezza sia una vera colonna portante per l’economia del Paese. In cinque anni, gli italiani hanno messo da parte oltre 1.600 miliardi in più: un segno evidente che la cultura del risparmio resta solida, nonostante le difficoltà degli ultimi tempi.
Lando Maria Sileoni, segretario generale di Fabi, spiega che questo patrimonio nasce da un mix di lavoro stabile, pianificazione del futuro e una tradizione di prudenza economica tipica degli italiani. Da notare poi che il risparmio privato è più del doppio del debito pubblico, che si aggira intorno ai 3.160 miliardi. Un dato che evidenzia la solidità finanziaria su cui si regge il Paese.
Nel 2025 si conferma una tendenza partita già nel 2023: gli italiani puntano sempre di più sulle azioni, superando la classica liquidità lasciata sui conti correnti. Il quadro è questo: il 32% del patrimonio familiare è investito in azioni, mentre la liquidità — conti correnti e depositi — scende al 24,7%. Seguono le polizze assicurative con il 18,1%, i fondi comuni al 13,9% e le obbligazioni, compresi i titoli di Stato, all’8,1%. Altri strumenti coprono il 3,2%.
Nonostante questo spostamento verso strumenti più redditizi, il denaro liquido resta fondamentale per molti italiani, che lo considerano indispensabile per far fronte a emergenze o spese improvvise. La liquidità continua dunque a svolgere il suo ruolo di riserva pronta all’uso.
Tra il 2020 e il 2025 si sono viste variazioni importanti nel modo in cui gli italiani gestiscono i loro risparmi. Le azioni sono cresciute del 113%, con un aumento di circa 1,1 miliardi di euro, mentre le obbligazioni sono salite del 111%, pari a 275 miliardi in più. I depositi sui conti correnti, invece, sono aumentati solo del 3%, con un incremento di 45 miliardi.
Questa spinta verso prodotti più rischiosi, ma con potenziale rendimento maggiore, si spiega anche con l’aumento dell’inflazione e il rialzo dei tassi d’interesse degli ultimi anni. Molti risparmiatori hanno così cercato di proteggere i loro soldi da una perdita di valore.
Ma non si tratta di un cambiamento radicale nelle abitudini degli italiani. La preferenza per la liquidità resta forte e potrebbe tornare protagonista se le condizioni economiche dovessero cambiare. Per ora, l’investimento sembra una scelta pragmatica, dettata dal momento di incertezza e dall’inflazione alta, più che un’abbandono delle vecchie abitudini.
Anche se crescono gli investimenti in prodotti più complessi, le polizze assicurative e i titoli di Stato restano fondamentali nella gestione dei risparmi degli italiani. Le polizze coprono quasi un quinto del patrimonio finanziario nazionale, un peso importante per la stabilità a lungo termine delle famiglie.
I titoli di Stato, che fanno parte delle obbligazioni, sono diventati più attraenti negli ultimi cinque anni, grazie alla loro affidabilità e a rendimenti relativamente stabili. Anche la curva dei tassi di interesse ha reso conveniente tenerli in portafoglio, soprattutto in un periodo di incertezza economica, quando si cerca di minimizzare i rischi.
In parallelo, la riduzione dei prestiti a famiglie e imprese indica una maggiore attenzione alla sostenibilità finanziaria e una possibile minore dipendenza dal debito. Questo quadro racconta di una ripresa economica attenta ai rischi, con una gestione più oculata delle risorse a disposizione.
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