In Calabria, ogni anno migliaia di giovani lasciano la loro terra per andare a studiare altrove. Non sempre per scelta: spesso è il portafoglio a decidere. Ora la Regione prova a cambiare le carte in tavola con un incentivo concreto: mille euro al mese per chi resta a studiare nelle università locali. Un modo per premiare il merito e, soprattutto, per tenere i talenti a casa. Mancano solo pochi passaggi formali, con la firma di un protocollo tra Regione e rettori prevista per metà aprile.
Il reddito di merito: chi lo riceve e come funziona
Il reddito di merito è pensato per gli studenti residenti in Calabria che si iscrivono a una qualsiasi università regionale. Il sostegno premia chi ottiene buoni risultati, senza escludere nessuno in base all’anno di corso. Gli studenti più avanti devono mantenere una media alta e una carriera regolare; le matricole, invece, verranno valutate in base ai risultati del test d’ingresso o a graduatorie pubbliche, così da garantire trasparenza e meritocrazia. I 1.000 euro mensili sono netti e non vincolati a spese specifiche: i ragazzi potranno usarli per libri, affitto, trasporti o qualsiasi altra necessità.
Questo incentivo si aggiunge alle borse di studio già esistenti, quindi chi riceve altri aiuti potrà comunque beneficiare del reddito di merito. È una novità importante soprattutto nel Mezzogiorno, dove la fuga degli studenti verso il Centro-Nord è un fenomeno forte e diffuso. La Calabria segue l’esempio di altre regioni del Sud, come la Sicilia, che già nel 2020 aveva introdotto un sostegno simile per chi sceglie di tornare a studiare in casa.
Fermare la fuga dei cervelli: un investimento per il futuro
Il problema alla base è noto: ogni anno circa 134.000 studenti lasciano le regioni meridionali per iscriversi alle università del Centro-Nord, secondo un’analisi Censis-Confcooperative. Questo flusso rappresenta una perdita enorme, stimata in oltre 4 miliardi di euro all’anno tra investimenti pubblici e privati.
Anche in Calabria quasi la metà degli studenti magistrali si iscrive fuori regione, come evidenzia l’ultimo report Anvur. Un fenomeno che svuota il territorio di risorse umane preziose e indebolisce il tessuto economico e sociale già fragile. La crescita esponenziale delle università telematiche al Sud, aumentate del 158,6% in sei anni, mostra come molti giovani cerchino soluzioni più economiche e flessibili, spesso per necessità legate ai costi della vita da fuori sede.
Con il reddito di merito, la Regione punta a sostenere chi decide di investire sul proprio territorio. È un investimento diretto sul capitale umano, con l’obiettivo di rallentare la perdita di talenti e di risorse qualificate, aprendo la strada a uno sviluppo locale più equilibrato.
Il passo decisivo: la firma e l’avvio del progetto
Il momento chiave sarà la firma del Protocollo d’intesa, fissata per metà aprile. Da quel momento si definiranno i dettagli per rendere operativo il reddito di merito già dal prossimo anno accademico. Regione e università lavoreranno insieme per stabilire criteri chiari e modalità di erogazione rapide e trasparenti.
Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha sottolineato più volte l’importanza di questo intervento, definendolo strategico per trattenere e valorizzare i giovani più meritevoli. “Solo così, si potrà davvero cambiare il volto della regione, invertendo la storica tendenza alla ‘fuga dei cervelli’ e puntando a un futuro di maggiore coesione e sviluppo.”
Il progetto prevede anche un monitoraggio costante per valutare l’efficacia del sostegno, verificando il mantenimento degli iscritti e il loro rendimento. Nel frattempo, con questa iniziativa la Calabria si mette in gioco concretamente per arginare un problema che pesa da anni, offrendo un aiuto concreto a chi sceglie di restare e costruire il proprio futuro nel territorio d’origine.
