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Pensione in Portogallo: addio vantaggi fiscali, ecco le nuove aliquote IRS progressive per i pensionati italiani

Fino a ieri, il Portogallo rappresentava il sogno dorato di tanti pensionati europei, italiani in testa. Pensioni quasi esentasse, sole, mare e un ritmo di vita lento tra le strade di Lisbona o le spiagge dell’Algarve: una formula che sembrava perfetta. Ma il 2024 cambia le carte in tavola. Il regime NHR, che fino a poco tempo fa garantiva vantaggi fiscali unici, sta svanendo. Trasferirsi lì oggi significa affrontare nuove sfide: regole più rigide, costi più alti, e soprattutto il rischio concreto di ritrovarsi in difficoltà se non si conoscono bene le nuove norme. Non è più una scelta da fare a cuor leggero.

Fine del regime NHR: addio ai vantaggi fiscali per i nuovi pensionati

Nel 2009, in piena crisi economica, il Portogallo ha creato il regime per i Residenti Non Abituali , studiato per attrarre capitali e professionisti stranieri. Per i pensionati esteri significava pagare quasi nulla sulle pensioni percepite all’estero per dieci anni. Un vero affare che ha richiamato tanti italiani in cerca di un rifugio fiscale.

Nel 2020, però, il governo ha messo un freno, introducendo una tassa fissa del 10% sulle pensioni estere. È stato un primo segnale che qualcosa stava cambiando. Ora, con la Legge di Bilancio 2024, il regime NHR è chiuso ai nuovi ingressi.

Dietro questa svolta c’è una ragione sociale importante: l’arrivo di pensionati benestanti ha fatto impennare i prezzi degli immobili, rendendo impossibile affittare o comprare casa per molti portoghesi. Una situazione che ha creato malumori e richiesto una stretta. Chi ha già ottenuto lo status NHR entro il 2023 potrà mantenere le agevolazioni fino alla fine del periodo previsto, ma per chi si affaccia ora la musica è cambiata.

Le nuove regole fiscali: come funziona l’IRS per i pensionati stranieri

Oggi chi si trasferisce in Portogallo non può più contare sulle vecchie esenzioni. Le pensioni estere vengono tassate come reddito da lavoro dipendente, seguendo il sistema fiscale portoghese, l’IRS. Le aliquote sono progressive: si parte dal 14,5% per redditi fino a 7.703 euro e si arriva fino al 48% per chi guadagna più di 81.199 euro all’anno.

Per chi supera gli 80.000 euro si aggiunge una tassa di solidarietà dal 2,5% al 5%, che può far superare il 50% di tassazione complessiva. In pratica, le pensioni più alte pagheranno tasse simili a quelle di molti altri Paesi europei.

Non solo pensioni: dividendi, interessi bancari o affitti di immobili in Italia sono tassati con un’aliquota fissa del 28%, a meno che non convenga includerli nel reddito complessivo. Dettagli da non sottovalutare per chi vuole pianificare bene il proprio budget.

Pensioni private e pubbliche: una differenza che pesa

Un punto spesso poco chiaro per chi pensa di trasferirsi riguarda la differenza tra pensioni private e pubbliche.

Le pensioni private, cioè quelle maturate nel settore privato, possono essere esenti da tassazione in Italia se il pensionato si iscrive all’AIRE e trasferisce la residenza fiscale in Portogallo. In questo caso, l’INPS eroga la pensione senza trattenute italiane, e sarà il pensionato a dichiarare il reddito in Portogallo, pagando le tasse secondo l’IRS.

Diverso il discorso per le pensioni pubbliche: quelle erogate dallo Stato italiano o da enti pubblici continuano a essere tassate in Italia, anche se il beneficiario si trasferisce in Portogallo. È quanto stabilisce l’articolo 19 della Convenzione contro le doppie imposizioni tra i due Paesi. Questo significa che, a meno di ottenere la cittadinanza portoghese, non ci sarà un vero risparmio fiscale per chi percepisce pensioni pubbliche.

Vivere in Portogallo oggi: costi in aumento e mercato immobiliare sotto pressione

Se un tempo il vantaggio fiscale era il primo motivo per scegliere il Portogallo, oggi non basta più. L’aumento dei prezzi delle case e il costo della vita sono fattori da considerare con attenzione.

A Lisbona, Porto e nelle località più ambite dell’Algarve — come Albufeira, Lagos e Vilamoura — gli affitti per un bilocale superano spesso i 1.000-1.500 euro al mese. La scarsità di contratti a lungo termine, dovuta alla preferenza dei proprietari per affitti brevi a turisti, rende difficile trovare una sistemazione stabile.

Per quanto riguarda le spese quotidiane, alcuni costi come i trasporti pubblici, i mercati di prodotti freschi e i pasti in ristoranti di fascia media restano inferiori rispetto al Nord Italia. Ma la sanità privata, molto richiesta per evitare le lunghe liste d’attesa del servizio pubblico, e le utenze domestiche pesano sul bilancio. Insomma, anche chi oggi paga le tasse secondo il sistema ordinario potrebbe non risparmiare molto rispetto a restare in Italia.

Burocrazia e passaggi indispensabili per trasferire la residenza fiscale

Trasferire la residenza fiscale in Portogallo richiede una procedura precisa per non incorrere in contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate italiana. La regola principale è dimostrare che il centro degli interessi vitali ed economici si trova in Portogallo per almeno 183 giorni all’anno, anche non consecutivi.

Il primo passo è ottenere il Número de Identificação Fiscal , il codice fiscale portoghese necessario per firmare contratti di affitto, aprire un conto in banca o attivare le utenze. Senza NIF, molte attività quotidiane sono impossibili.

Bisogna poi aprire un conto corrente in una banca portoghese per domiciliare le spese e ricevere la pensione dall’INPS. Serve anche un contratto di locazione registrato o un atto di acquisto di un immobile per provare la presenza sul territorio.

Al Comune va richiesto il Certificado de Registo de Cidadão da União Europeia, che attesta il diritto di soggiorno oltre i tre mesi. Entro 90 giorni dal trasferimento è obbligatoria l’iscrizione all’AIRE tramite il portale ministeriale Fast It.

Infine, dall’Italia va inviato all’INPS il modello EP/I, che certifica la residenza fiscale in Portogallo secondo le convenzioni bilaterali. Solo così si potrà ricevere la pensione senza trattenute fiscali italiane.

Oggi scegliere il Portogallo per la pensione significa affrontare nuove sfide. Un sistema fiscale più severo, il caro casa e una burocrazia complessa impongono riflessioni attente. Chi sogna una pensione tranquilla dovrà mettere in bilancio pro e contro, senza lasciarsi ingannare dai vecchi miti.

Redazione

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