I prezzi delle case non si muovono da settimane. A maggio, il mercato immobiliare sembra essersi arenato, sospeso in un limbo tra tassi di interesse in bilico e tensioni che arrivano da lontano. L’inflazione resiste, l’energia fa su e giù, e le tensioni in Medio Oriente spaventano chi vorrebbe investire. Gli scambi sono pochi, la prudenza domina. Intanto, la Bce tiene tutti con il fiato sospeso: ogni sua mossa pesa come un macigno sulle decisioni di chi compra o vende. E così, il mercato resta in attesa, fragile e incerto, come sospeso in un equilibrio precario.
Gli operatori guardano con attenzione alle mosse della Banca Centrale Europea. Nelle ultime settimane è stato chiaro che la politica monetaria resta rigida, senza segnali di allentamento. Il mercato scommette su nuovi rialzi dei tassi nel 2025, e questo mette in allarme gli investitori immobiliari. A complicare il quadro c’è anche la Federal Reserve americana: le decisioni della Fed sul costo del denaro hanno un impatto globale, influenzando il dollaro e di riflesso anche l’immobiliare europeo. Questo intreccio tra tassi e valuta condiziona la convenienza degli investimenti reali. In un contesto di prezzi energetici volatili e tensioni in Medio Oriente, che alimentano una pressione inflazionistica persistente, la situazione non aiuta il settore immobiliare, rischiando di spingere le banche centrali verso ulteriori irrigidimenti.
Negli Stati Uniti il quadro è un po’ più vivace, ma non senza ombre. Nella settimana chiusa l’8 maggio, le richieste di mutuo ipotecario sono salite dell’1,7%, una boccata d’aria fresca dopo un periodo di calo. In particolare, le nuove richieste sono cresciute del 3,8%, mentre i rifinanziamenti hanno segnato un lieve calo dello 0,8%. La Mortgage Bankers Association segnala che i tassi sui mutui a 30 anni restano stabili intorno al 6,46%, un livello alto, ma che non ferma del tutto la domanda. Per quanto riguarda le vendite di case esistenti, ad aprile si è registrato un aumento lieve dello 0,2% rispetto a marzo. L’Associazione Nazionale degli Agenti Immobiliari parla di 4,02 milioni di abitazioni vendute, un dato leggermente sopra le attese, ma che conferma un mercato ancora contenuto.
In Italia i mutui ipotecari continuano a crescere, anche nell’ultimo trimestre del 2025. Secondo Kìron Partner, società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, le famiglie hanno ottenuto finanziamenti per 14,9 miliardi di euro, con un aumento del 7,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. Complessivamente, nel 2025, l’erogato ha toccato i 55,6 miliardi, segnando un +24,9% su base annua. Segno che la domanda tiene, nonostante qualche segnale di rallentamento dell’economia. Oscar Cosentini, presidente di Kìron Partner, sottolinea come l’attesa di nuovi rialzi dei tassi – ancora considerati prematuri – rifletta il tentativo di evitare un rallentamento più marcato e tenere sotto controllo l’inflazione. Restano però sul tavolo le incognite legate ai prezzi dell’energia e ai conflitti internazionali, che potrebbero scatenare nuovi shock inflazionistici e spingere le banche centrali a nuove strette, con impatti diretti sul mercato immobiliare.
A Milano il settore immobiliare ha chiuso una settimana difficile. L’indice FTSE Italia All Share Real Estate ha perso il 3,2%, mentre a livello europeo l’indice Stoxx 600 Real Estate ha registrato un calo dell’1,3%. Tra le società italiane quotate, Gabetti ha lasciato sul terreno oltre cinque punti percentuali, segnando una fase di difficoltà che ha coinvolto anche Risanamento e IGD, entrambe in calo intorno al 3%. Pesanti perdite anche per Aedes, in ribasso del 2,8%. In controtendenza, Brioschi e Dotstay hanno messo a segno piccoli guadagni intorno all’1%, mentre Next Re ha chiuso sostanzialmente in pareggio. Il quadro generale racconta di un mercato prudente, con investimenti sparpagliati e un clima di forte incertezza sugli scenari economici globali e sulle mosse future delle banche centrali.
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