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Kevin Warsh futuro Presidente Fed: promette indipendenza ma nomina a rischio approvazione al Senato

Kevin Warsh si è trovato subito sotto pressione davanti alla Commissione bancaria del Senato americano. Non era la sua prima audizione ufficiale, ma l’atmosfera era tutt’altro che rilassata. I senatori democratici hanno sollevato dubbi netti: la sua indipendenza dalle pressioni politiche, i legami con ambienti finanziari poco chiari, e un patrimonio personale che continua a far discutere. A peggiorare le cose, le parole di Donald Trump. Pur sostenendo Warsh per guidare la Fed, Trump ha fatto capire di essere deluso se i tassi d’interesse non saliranno. Tra queste tensioni, la nomina di Warsh, dopo l’uscita di Jerome Powell prevista per metà maggio, sembra meno scontata.

Warsh: “La Fed resta indipendente, non sono un burattino”

Kevin Warsh ha preso subito posizione, chiarendo senza mezzi termini il ruolo che intende giocare nel delicato equilibrio della politica monetaria americana. Durante l’audizione ha detto di non essersi mai impegnato con Donald Trump su decisioni legate ai tassi di interesse. “Il presidente non mi ha mai chiesto di prendere impegni specifici,” ha ribadito davanti ai senatori. La parola “burattino”, lanciata da alcuni democratici, non trova spazio nelle sue parole: Warsh si è definito un “attore indipendente” se sarà confermato alla guida della Federal Reserve. Un tentativo di spegnere le polemiche, ma l’intervento di Trump, che ha ribadito la sua richiesta di abbassare i tassi, ha mantenuto alta la tensione. Il presidente Usa ha detto che sarebbe “deluso” se Warsh non seguisse questa linea. Questo contrasto tra le parole ufficiali del candidato e le pressioni di chi lo sostiene ha alimentato dubbi e critiche, segnando un punto delicato per la Commissione chiamata a decidere.

La politica monetaria secondo Warsh: serve un cambio di passo

Nel corso dell’audizione Warsh ha tracciato anche la sua visione su come dovrebbe evolvere la Fed per affrontare le sfide del momento, con un occhio particolare all’inflazione e alla gestione della politica monetaria. Ha ammesso che nel 2021-2022 la Fed non è riuscita a tenere sotto controllo i prezzi e che le conseguenze di quegli errori si fanno ancora sentire. Ha sottolineato come, anche senza un’impennata dei costi, molti americani percepiscano un’inflazione ancora troppo alta nella vita di tutti i giorni. Per questo propone un “cambio di rotta”, soprattutto sul modo in cui la banca centrale comunica le sue intenzioni. In particolare ha criticato la “forward guidance” e i famigerati “dot plot” – quei grafici con le previsioni sui tassi per i prossimi anni – sostenendo che condizionino troppo le aspettative del mercato. Secondo lui, sarebbe meglio che le decisioni arrivassero solo durante le riunioni della Fed, basate sui dati concreti, evitando anticipazioni che possono creare instabilità. Insomma, una linea più tradizionale e meno esposta a effetti collaterali.

Elizabeth Warren accusa: i legami finanziari di Warsh mettono a rischio la sua nomina

La giornata di Warsh davanti al Senato si è fatta ancora più complicata quando è intervenuta la senatrice Elizabeth Warren, una delle voci più critiche del partito democratico su temi di regolamentazione finanziaria. Warren ha puntato il dito contro gli affari e le frequentazioni di Warsh prima della Fed, che includono investimenti in strumenti ad alto rischio come credit default swap e cartolarizzazioni complesse, eredità della crisi del 2008. Secondo lei, questo rende Warsh “particolarmente inadatto” a guidare la banca centrale. A complicare la situazione ci sono anche i legami con Stanley Druckenmiller, investitore privato con partecipazioni milionarie legate al patrimonio di Warsh. La senatrice ha chiesto chiarimenti precisi su queste relazioni e sulla trasparenza, ma Warsh ha glissato, spiegando di essere vincolato da obblighi contrattuali a non rivelare dettagli sull’origine di quei fondi. Questo silenzio ha aumentato la diffidenza di alcuni senatori, rendendo ancora più difficile un iter di nomina già di per sé complesso.

Le tensioni emerse durante l’audizione segnano un momento decisivo per la Federal Reserve e il delicato equilibrio tra politica e finanza negli Stati Uniti. Kevin Warsh, chiamato a prendere il posto di Jerome Powell, dovrà ora affrontare un passaggio parlamentare che si preannuncia duro, in un momento in cui la politica monetaria americana resta sotto i riflettori di tutto il mondo.

Redazione

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