Dal 5 al 18 giugno Israele ha ospitato la 19ma edizione del Campionato di calcio europeo under 21. A sceglierlo come paese ospitante il Comitato esecutivo della Uefa, che lo ha preferito a Bulgaria, Galles, Inghilterra e Repubblica Ceca.
Contro “l’uso dello sport per legittimare le gravi violazioni dei diritti umani” nei confronti della popolazione palestinese sono scesi in campo gli attivisti della rete di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), con una serie di iniziative.
Tra queste la campagna “Cartellino rosso all’apartheid israeliana“, che ha attraversato numerose città in Italia per ricordare che “mentre gli azzurrini scendono in campo in Israele, ai giovani palestinesi sono negati i diritti fondamentali di studiare, muoversi, partecipare allo sport, vivere. Le brutali politiche di Israele non risparmiano nessun aspetto della vita dei palestinesi, sport incluso”.
L’8 giugno scorso, mentre si giocava la partita Italia-Israele, in piazza del Popolo a Roma la Campagna Cartellino Rosso ha organizzato un presidio di protesta, sostenuto da altre realtà solidali del panorama cittadino e dalla Comunità palestinese di Roma e del Lazio. Si è giocata una simbolica contro-partita, per ricordare che anche lo sport può essere politico, e che alcune scelte danno ‘un calcio’ ai diritti umani.
(Foto © Matteo Nardone, che ringraziamo per la gentile concessione)
June 22, 2013di: Cecilia Dalla NegraIsraele,Palestina,
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