Il Turismo resta nelle mani di Giorgia Meloni. Daniela Santanchè si è dimessa e, almeno per ora, nessun successore è stato annunciato. La crisi politica che ha seguito il referendum sulla Giustizia pesa, e non poco, su queste decisioni. Nel frattempo, al Ministero della Giustizia cambia il capo di gabinetto: Giusi Bartolozzi lascia il posto ad Antonio Mura, magistrato e consulente legale di lunga esperienza. Dietro queste mosse, un riassetto che potrebbe segnare il ritmo del governo in settori chiave come cultura, turismo e giustizia.
Turismo, Meloni raccoglie il testimone di Santanchè
Con l’inizio del 2024, Giorgia Meloni ha formalmente assunto le deleghe al Turismo, fino a poco tempo fa affidate a Daniela Santanchè, dimessasi dopo le tensioni seguite al referendum sulla Giustizia. Il decreto firmato dal presidente Mattarella ha ufficializzato la decisione, confermata da una nota di Palazzo Chigi. Meloni ha voluto ringraziare Santanchè per l’impegno profuso, sottolineando il suo contributo al rilancio di un settore vitale per l’economia del Paese.
Il Turismo è uno dei pilastri dell’Italia, fonte di lavoro e biglietto da visita nel mondo. Per questo serve una guida attenta e stabile. Tenere la delega in prima persona potrebbe essere una mossa per calmare le acque dopo l’uscita di Santanchè e garantire una gestione più diretta in vista di tempi difficili. Non è escluso che Meloni mantenga questo incarico fino alla fine della legislatura, che scade tra circa un anno, evitando di correre subito ai ripari con una nuova nomina.
Va ricordato che Meloni aveva spinto per le dimissioni di Santanchè già nei giorni successivi al referendum, quando la ministra era finita nel mirino anche per indagini legate alla gestione di alcune aziende. Rimuovere un ministro in Italia non è semplice: serve un voto di sfiducia in Parlamento, e proprio nelle settimane dopo le dimissioni di Santanchè era previsto questo passaggio.
Chi potrebbe guidare il Turismo? I nomi in campo
Intanto si fanno strada alcuni nomi per il futuro alla guida del Ministero del Turismo, anche se la scelta non è stata ancora ufficializzata. Nel centrodestra circolano candidature di peso, che potrebbero aiutare a dare una spinta al settore dopo un periodo segnato da tensioni politiche e rallentamenti.
Tra i papabili ci sono tre figure con esperienze diverse ma complementari: Luca Zaia, ex presidente della Regione Veneto, noto per la sua attenzione al territorio e alle politiche turistiche; Giovanni Malagò, ex presidente del CONI, apprezzato per la sua leadership e potenziale apertura verso sport e internazionalizzazione; e Lucio Malan, capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia, figura di rilievo nel partito con capacità di mediazione politica.
Questi candidati offrono un mix di competenze utili a consolidare la ripresa del turismo, ancora alle prese con le conseguenze della pandemia e la crisi politica che ha paralizzato parte dell’azione governativa. La decisione finale dipenderà dall’evoluzione della situazione politica e dalla necessità di mantenere la maggioranza stabile, evitando nuovi scossoni a pochi mesi dalle elezioni del 2025.
Ministero della Giustizia, cambio al vertice: Bartolozzi esce, Mura entra
Al Ministero della Giustizia, invece, il cambio è già realtà. Giusi Bartolozzi ha lasciato il ruolo di capo di gabinetto, incarico che negli ultimi tempi aveva assunto una rilevanza superiore rispetto a quella tradizionale, con ampie deleghe affidate dal ministro Carlo Nordio. La sua presenza era stata apprezzata ma aveva anche suscitato qualche malumore tra collaboratori e all’interno del Ministero.
Le dimissioni di Bartolozzi sono arrivate dopo la sconfitta parlamentare legata al referendum, che ha modificato gli equilibri interni al Governo. Bartolozzi era diventata uno dei volti più influenti dello staff ministeriale, ma la concentrazione di poteri ha creato tensioni.
Al suo posto è arrivato Antonio Mura, magistrato di 72 anni con una lunga carriera alle spalle. Mura ha ricoperto ruoli importanti, da sostituto procuratore a Livorno a giudice a Firenze, membro del Consiglio Superiore della Magistratura e sostituto procuratore in Cassazione. Negli ultimi anni ha lavorato come consigliere giuridico e capo dell’ufficio legislativo al Ministero della Giustizia, un profilo tecnico e rispettato, ben inserito nelle dinamiche interne.
La sua nomina rappresenta un ritorno a un’organizzazione più tradizionale del Ministero, affidata a una figura esperta in grado di affiancare il ministro Nordio in una fase delicata di riforme e gestione.
Questi due cambi – Meloni che prende in mano il Turismo e il nuovo capo di gabinetto alla Giustizia – sono segnali chiari delle strategie del Governo per mantenere stabilità nelle aree chiave, in vista degli appuntamenti elettorali e dei prossimi impegni istituzionali che attendono il Paese.
