Il calcio mondiale vale miliardi, e la FIFA vuole trasformarli in liquidità immediata. Gianni Infantino non nasconde l’ambizione: mettere in vendita quote dei diritti legati ai Mondiali, uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo. Nasce così FIFA Forward Enterprise, una nuova società commerciale che avrà il compito di gestire gli aspetti economici dei grandi tornei internazionali. Si parla di una valutazione vicina ai 20 miliardi di dollari e di una cessione fino al 30% del capitale a investitori privati. Una manovra che potrebbe scuotere alle fondamenta il modo in cui il calcio si finanzia, aprendo nuove strade ma anche sollevando dubbi e polemiche, soprattutto in Europa.
La nuova FIFA Forward Enterprise sarebbe una società commerciale che si occuperebbe di tutti i flussi di denaro legati agli eventi FIFA più importanti. Parliamo di diritti tv, sponsorizzazioni, biglietti, licenze e gestione commerciale, compresi i Mondiali. Rimarrebbe invece in mano alla FIFA la parte sportiva: organizzazione delle gare, calendario, regole e governance tecnica resterebbero separate e indipendenti dalle questioni economiche.
Secondo le prime idee, la FIFA manterrebbe la maggioranza con almeno il 51% delle quote, mentre il 20% spetterebbe alle 211 federazioni affiliate. Il restante fino al 30% verrebbe ceduto a investitori privati, con un valore complessivo stimato intorno ai 20 miliardi di dollari. L’intento è chiaro: mantenere il controllo delle federazioni ma allo stesso tempo attirare capitali esterni di peso.
Per convincere le federazioni a entrare in questo progetto, Infantino ha messo sul tavolo cifre importanti. Con l’ingresso dei capitali privati, i fondi totali a disposizione potrebbero salire fino a 10 miliardi di dollari nel prossimo ciclo di finanziamenti. Una cifra che più che triplicherebbe rispetto all’attuale programma Forward, che si aggira sui 2,7 miliardi.
Questi fondi sarebbero disponibili dal 1° gennaio 2027, e ogni federazione potrebbe ricevere fino a 40 milioni di dollari nel nuovo ciclo. A questo si aggiungerebbero fondi straordinari da 20 milioni e contributi previsti fino al 2038, tra 20 e 24 milioni a ciclo. Numeri che mostrano come l’offerta voglia dare un forte impulso economico alle federazioni, rendendo il sostegno più consistente rispetto al passato.
Fonti britanniche ipotizzano che, finito il suo mandato da presidente della FIFA , Infantino potrebbe prendere un ruolo di vertice nella nuova FIFA Forward Enterprise. Si parla di una posizione da amministratore delegato o commissario, con uno stipendio che si aggirerebbe attorno ai 64 milioni di dollari all’anno.
Questo dettaglio ha acceso un dibattito acceso sul confine tra sport e affari. La FIFA, finora un’organizzazione senza scopo di lucro governata dalle federazioni, si troverebbe a fare i conti con una realtà in cui capitali privati hanno voce in capitolo. Tra i potenziali investitori spuntano nomi di peso come JP Morgan e Josh Kushner, quest’ultimo legato a interessi politici ed economici con Donald Trump.
La UEFA non ha nascosto il suo disappunto. In una nota ufficiale, ha detto chiaro e tondo che “l’anima e la governance del calcio non sono merci da vendere” e che nessuno, nemmeno la FIFA, può rivendicarne la proprietà. Il progetto è stato definito come un superamento inaccettabile delle linee rosse della governance sportiva.
Secondo alcune indiscrezioni di Sky News, diversi Paesi europei starebbero considerando un possibile boicottaggio dei prossimi Mondiali se la proposta dovesse andare avanti. Una mossa che potrebbe mettere a rischio la tenuta internazionale del torneo più seguito del pianeta, portando a forti tensioni tra i diversi continenti e dimostrando quanto sia delicato trovare un equilibrio tra soldi e valori nel calcio globale.
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