Disney si prepara a tagliare fino a 1.000 posti di lavoro. Una decisione che pesa, ma non sorprende in un’azienda delle sue dimensioni. Josh D’Amaro, il nuovo amministratore delegato, arrivato solo a marzo, ha davanti a sé un compito arduo. L’obiettivo è chiaro: riorganizzare le attività di marketing e stringere la cinghia sui costi, in un settore media che cambia a velocità impressionante. Nel frattempo, alcune delle scommesse strategiche del gruppo stanno mostrando crepe, complicando ulteriormente una situazione già delicata.
Tagli nel marketing per tagliare sprechi e snellire la struttura
Gran parte dei licenziamenti riguarderà il settore marketing, che sta vivendo una vera e propria rivoluzione interna. Disney ha deciso di riunire in un’unica struttura le divisioni marketing di cinema, televisione e streaming. L’obiettivo è eliminare duplicazioni, migliorare l’integrazione e puntare su strategie coordinate su scala globale. A guidare questa nuova organizzazione è stato scelto Asad Ayaz, Chief Marketing and Brand Officer, incaricato di portare avanti un lavoro più uniforme e coordinato.
Questa riorganizzazione ha reso inevitabile la soppressione di alcune posizioni considerate superflue o sovrapposte. Il settore media sta affrontando cambiamenti profondi, spinti dalla digitalizzazione e dalla diffusione dello streaming. Molte aziende sono costrette a rivedere i processi e i costi per restare competitive. In questo scenario, la riduzione del personale non è un taglio a caso, ma una scelta strategica per rendere tutto più efficiente. La crisi del broadcasting, i costi elevati per contenuti originali e la concorrenza serrata impongono una selezione più accurata di personale e investimenti.
Consolidare il marketing serve quindi a ottimizzare le risorse, migliorare la coordinazione delle campagne e rafforzare la presenza dei marchi Disney nel mondo. La nuova struttura dovrà compensare i margini in calo e sostenere gli obiettivi di crescita nel corso dell’anno.
Tagli già fatti e risparmi importanti
Il piano di tagli appena annunciato si inserisce in un percorso di riorganizzazioni che va avanti da tempo. Tra il 2023 e il 2025, Disney ha già eliminato circa 8.000 posti di lavoro, seguendo un piano lanciato dall’ex amministratore Bob Iger. L’obiettivo era ridurre i costi operativi, affrontare i cambiamenti del settore e migliorare i conti.
I tagli hanno colpito soprattutto i centri di produzione televisiva, alcune aree dell’intrattenimento e reparti amministrativi. A metà 2024, più di 400 dipendenti erano stati licenziati in settori come marketing, pubbliche relazioni, casting e sviluppo di contenuti televisivi. Anche dipartimenti finanziari e amministrativi hanno subito riduzioni simili.
I risparmi stimati da queste misure superano i 7,5 miliardi di dollari, andando oltre le aspettative. Questo dimostra l’entità e l’efficacia delle ristrutturazioni, anche se i tagli hanno avuto un impatto significativo su diversi livelli dell’azienda. La frequenza e la portata di queste misure sottolineano quanto sia necessario adattarsi a un mercato sempre più competitivo e in rapida evoluzione.
Le azioni messe in campo puntano a garantire la stabilità finanziaria del gruppo e a rendere l’organizzazione più snella. La decisione di procedere con nuovi licenziamenti conferma che questa strada è tutt’altro che conclusa, e serve a correggere disallineamenti e rispondere alle nuove sfide del settore media e intrattenimento.
Le difficoltà di D’Amaro tra partnership saltate e programmi cancellati
L’avvio del mandato di Josh D’Amaro non è stato facile. Alcune scelte strategiche si sono scontrate con ostacoli imprevisti. Un duro colpo è arrivato dall’abbandono di un accordo da un miliardo di dollari con OpenAI, che avrebbe dovuto portare alla creazione di contenuti generati dagli utenti con personaggi Disney. Il progetto puntava a rafforzare la presenza digitale e a spingere Disney+ grazie a tecnologie AI innovative.
La partnership, annunciata pochi mesi fa, è saltata quando OpenAI ha deciso di bloccare lo sviluppo del sistema Sora per concentrarsi su altri progetti più redditizi. La fine anticipata del contratto ha messo in difficoltà le strategie di innovazione digitale della casa di Topolino.
Non mancano problemi anche con Epic Games, azienda del mondo videogiochi in cui Disney ha investito 1,5 miliardi di dollari. L’idea era creare un “universo digitale” dentro Fortnite, sfruttando i personaggi di Marvel, Star Wars e altri marchi per ampliare l’offerta di intrattenimento e le possibilità di guadagno.
La decisione di Epic Games di licenziare oltre mille dipendenti, a causa di un calo di interesse e delle performance del gioco, ha acceso campanelli d’allarme sulla tenuta dell’investimento Disney e sulla realizzazione dei piani di espansione digitale.
Nel frattempo, Disney ha cancellato la nuova stagione di “The Bachelorette” dopo che un video sulla protagonista ha scatenato polemiche. Nonostante la stagione fosse già pronta e costata circa 60 milioni di dollari, la decisione ha bloccato il lancio, rappresentando un altro duro colpo per i contenuti televisivi.
Questi fatti mettono in evidenza le tensioni interne e i rischi legati alle strategie di crescita sotto la guida di D’Amaro. Le sfide non riguardano solo i costi, ma anche le partnership e i programmi di successo, elementi chiave per il futuro della compagnia.
