Il mare si agita sotto un’altra minaccia: la carenza di carburante. Gli armatori dei traghetti, di solito abituati a navigare tra onde e tempeste, oggi combattono contro un nemico invisibile che mette a rischio i collegamenti estivi con le isole italiane. Sicilia e Sardegna, con le loro spiagge affollate e i piccoli porti vitali, potrebbero presto trovarsi isolate. Non è fantascienza, ma una realtà che rischia di compromettere le vacanze di migliaia di turisti e la vita quotidiana di chi su quelle isole ci vive tutto l’anno. Prezzi alle stelle e carburante che scarseggia: la stagione estiva, cruciale per l’economia insulare, è appesa a un filo sottile.
La crisi energetica si abbatte sul trasporto marittimo
La situazione internazionale è sempre più tesa. La rottura definitiva tra Iran e Stati Uniti ha bloccato lo stretto di Hormuz, passaggio chiave per il petrolio mediorientale. Questa stretta ha scosso i mercati dell’energia e ora si fa sentire anche nel trasporto marittimo, finora risparmiato da problemi così gravi come quelli che denunciano ora gli armatori.
Dopo le compagnie aeree, tocca ora ai traghetti, servizi vitali non solo per i turisti ma soprattutto per i residenti delle isole. Secondo Assoarmatori e Confitarma, l’instabilità geopolitica si riflette direttamente sui costi di gestione delle navi. Se la situazione non migliorerà nei prossimi mesi, l’estate potrebbe vedere tariffe più care e, nel peggiore dei casi, meno collegamenti disponibili.
Il vero nodo è la continuità territoriale: non si parla solo di vacanze, ma di servizi essenziali per chi vive lontano dalla terraferma. In particolare Sicilia e Sardegna, le isole più grandi, vedono la domanda di traghetti schizzare con l’arrivo del caldo.
Armatori in pressing sul Governo: “Serve aiuto subito”
Le associazioni di categoria non hanno perso tempo e hanno scritto una lettera congiunta al Governo. Stefano Messina di Assoarmatori e Mario Zanetti di Confitarma hanno messo in chiaro un punto fondamentale: “il trasporto marittimo è vitale non solo per l’economia del Paese, ma per mantenere vive le connessioni con le isole.” Eppure, mentre il trasporto su gomma ha visto un taglio consistente delle accise sui carburanti, il settore marittimo è stato lasciato fuori dalle prime misure di sostegno.
Questo squilibrio, avvertono, rischia di far saltare il sistema dei collegamenti, con conseguenze che si faranno sentire nei prossimi mesi. Si ipotizzano riduzioni di servizi, meno traghetti in circolazione, e nei casi più gravi la sospensione di tratte fondamentali per garantire la continuità territoriale.
Ignorare le esigenze di questo comparto, che è parte integrante dell’economia italiana, potrebbe scatenare una vera crisi nei trasporti marittimi, penalizzando soprattutto chi usa i traghetti ogni giorno per lavoro, scuola o cure mediche.
La proposta concreta: un credito d’imposta per calmierare i costi
Di fronte a questa emergenza, Confitarma e Assoarmatori chiedono al Governo un intervento rapido per abbassare il costo del gasolio marittimo e dell’olio combustibile pesante, riportandoli ai livelli di prima della crisi mediorientale. La soluzione non è una semplice richiesta di aiuti, ma una misura temporanea e mirata.
L’idea è un contributo straordinario per le compagnie di navigazione sotto forma di credito d’imposta, che copra la differenza tra i costi sostenuti da marzo a maggio 2024 rispetto ai prezzi di febbraio dello stesso anno. Così si potrebbe evitare un aumento eccessivo delle tariffe per i passeggeri e mantenere attive le rotte più delicate durante l’estate, senza schiacciare ulteriormente i margini delle imprese.
Le associazioni avvertono che senza questo intervento il rischio è una progressiva riduzione dei servizi marittimi, con un impatto pesante sull’economia delle isole e sulle centinaia di migliaia di persone che ogni anno si affidano ai traghetti per spostarsi.
L’attenzione resta alta. Il settore marittimo deve fare i conti con un mercato globale complicato, ma anche con scelte politiche, nazionali ed europee, che finora non hanno affrontato seriamente il problema dei costi del carburante.
