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Case a 1 euro a Bracca: come acquistare e costi nel borgo bergamasco della Val Serina

Bracca, un paesino bergamasco con poco più di 700 anime, ha scelto una strada audace: vendere case a un euro. Non è solo un’idea, ma una risposta concreta al silenzio crescente delle strade vuote e alle finestre chiuse da tempo. Immobili abbandonati, cadenti, diventano così la scommessa per fermare lo spopolamento. Qui, dove il tempo sembrava essersi fermato, si prova a riscrivere il futuro partendo dal basso, con una formula che accende speranze e attira sguardi curiosi.

Bracca dà il via alla vendita simbolica delle case vuote

Il Comune di Bracca, nella Val Serina, ha approvato un regolamento per vendere a 1 euro case rimaste vuote da anni. Non si tratta di immobili in buone condizioni: molti sono fatiscenti e richiedono lavori importanti. L’idea, annunciata dal sindaco Giacomo Gentili, è mettere in contatto diretto chi possiede queste case e chi vuole acquistarle, con il Comune che fa da tramite.

Chi compra si impegna a ristrutturare entro tre anni, garantendo l’impegno con una fideiussione da 10.000 euro. Il Comune non diventa proprietario, ma controlla che i lavori vengano fatti. Spesso si tratta di persone che vivono all’estero e vogliono liberarsi di immobili inutilizzati, evitando così tasse e spese di manutenzione.

Come funziona la vendita e le difficoltà da superare

Il regolamento prevede una prima fase in cui i proprietari manifestano l’interesse a vendere. Si parla di una trentina di case, ma il problema più grande è che spesso questi immobili appartengono a famiglie con molti eredi. Raggiungere un accordo unanime non è semplice.

Dopo aver raccolto le disponibilità, il Comune pubblicherà gli annunci sul sito e sui social con il prezzo simbolico di 1 euro. L’amministrazione resta garante: non compra, ma si assicura che gli acquirenti rispettino gli impegni di ristrutturazione. Possono partecipare anche associazioni, imprese e altri soggetti interessati a recuperare gli immobili.

Chi può comprare e cosa deve fare

Non solo privati, ma anche associazioni culturali, sportive o di volontariato, aziende e agenzie immobiliari possono acquistare. Serve però un progetto serio per il recupero della casa, da presentare entro sei mesi dall’acquisto. La fideiussione da 10.000 euro va versata al momento della firma, come garanzia.

I lavori devono essere completati entro tre anni. Questo sistema evita che le case passino di mano senza alcun intervento. Se gli impegni non vengono rispettati, il Comune può intervenire o applicare sanzioni.

Il vero costo dietro il prezzo simbolico

Comprare a 1 euro non vuol dire spendere poco. Oltre alla fideiussione, bisogna considerare spese notarili e imposte sulla compravendita, che si aggirano intorno a 1.000 euro. La spesa più importante resta però la ristrutturazione.

Molti immobili sono abbandonati da decenni e richiedono interventi strutturali, rifacimento di impianti, restauri e permessi. Anche progettare e ottenere le autorizzazioni pesa sul bilancio. Per questo è fondamentale un sopralluogo e un preventivo con esperti prima di acquistare.

Lombardia: Montalto Pavese e Varzi seguono la stessa strada

Bracca non è l’unico esempio in Lombardia. A Montalto Pavese, nel 2026, è stato approvato un regolamento che obbliga i proprietari di case abbandonate a presentare un piano di recupero entro 120 giorni. Se non lo fanno, il Comune può prendere in carico gli immobili e assegnarli a nuovi residenti, dando priorità a giovani coppie e chi vuole avviare attività.

Anche Varzi ha scelto questa strategia, con un bando del 2021. Qui, come a Montalto, chi acquista deve trasferirsi e ristrutturare entro i tempi previsti. L’obiettivo è fermare lo spopolamento e ridare vita a queste comunità.

Milano: rigenerare le aree degradate con progetti ambiziosi

Milano affronta il problema in modo diverso, puntando non sulle singole case ma su intere aree da recuperare. Nel 2020 ha lanciato il bando internazionale Reinventing Cities, in collaborazione con la rete C40.

Tra i terreni messi all’asta c’è il parcheggio della linea M2 a Crescenzago, offerto a un euro ma con l’obbligo di realizzare edilizia sociale. Altri lotti, come l’ex Macello di via Lombroso, hanno prezzi molto più alti, fino a oltre 73 milioni.

L’obiettivo è aumentare l’offerta di case accessibili, frenare la speculazione e far rinascere quartieri degradati in una città dove il costo degli immobili è tra i più alti d’Italia.

Redazione

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