La Camera ha detto sì, ma non senza fatica. È passata la riforma sui caregiver, quelle persone che ogni giorno assistono un familiare con disabilità o non autosufficienza. La novità più chiacchierata? Un bonus da 400 euro al mese. Peccato, però, che i soldi a disposizione siano pochi: a beneficiarne sarà solo una frazione di quei 7 milioni di caregiver sparsi in tutta Italia. La legge adesso passa al Senato e, se cambierà qualcosa, tornerà alla Camera per il via definitiva. Intanto, resta aperta la domanda più urgente: chi riuscirà davvero a prendere questo aiuto? E se risponde davvero alle esigenze di chi si prende cura ogni giorno di un parente?
La strada per aggiornare i diritti dei caregiver è stata lunga e tortuosa. Dal 2013 a oggi sono state presentate più di trenta proposte senza mai arrivare a risultati concreti. La legge 104 del 1992 resta ancora il riferimento principale, ma ha ormai quasi trent’anni sulle spalle. Nel frattempo, la realtà è cambiata: oggi in Italia si stimano tra i 7 e gli 8,5 milioni di caregiver. Molti assistono quotidianamente parenti con disabilità o altre forme di non autosufficienza, in un quadro che chiede a gran voce un riconoscimento più ampio e risorse adeguate. La vecchia normativa rischia di non reggere più un fenomeno che cresce e si fa sempre più complesso.
La legge riparte dalla definizione già data nel 2018: caregiver è chi assiste gratuitamente un familiare con disabilità o non autosufficienza, beneficiario della legge 104 o dell’indennità di accompagnamento. La novità più importante riguarda la “tutela differenziata”, che amplia le categorie di caregiver in base alle ore di assistenza settimanali. Finora si considerava caregiver solo chi assisteva per più di 91 ore a settimana. Ora si aggiungono fasce da 30 a 90 ore, da 10 a 29 ore, e si riconoscono anche i caregiver non conviventi che dedicano almeno 30 ore all’assistenza. Così si dà finalmente conto di un ruolo che non è tutto o niente, ma fatto di sfumature. La riforma introduce anche permessi solidali per chi lavora, esoneri dalle tasse universitarie per gli studenti caregiver e permessi speciali per i giovani impegnati nel servizio civile.
Il cuore della riforma è il bonus da 400 euro al mese, esentasse, che l’Inps comincerà a versare dal 2027. Verrà pagato in rate trimestrali da 1.200 euro ciascuna. Ma non è per tutti: per ottenerlo bisogna rispettare requisiti severissimi. Il reddito Isee non deve superare i 25.000 euro, il caregiver deve assistere il familiare almeno 91 ore alla settimana e il suo reddito personale non può superare i 3.000 euro l’anno. I fondi stanziati sono circa 260 milioni all’anno, una cifra importante ma non sufficiente a coprire tutti. Così, soltanto poche decine di migliaia di caregiver potranno accedere al bonus, una fetta piccola rispetto alla domanda reale.
Le opposizioni non hanno risparmiato critiche. Alleanza Verdi Sinistra ha bollato i 400 euro come una misura insufficiente, rivolta “a chi è già povero”, sottolineando che i beneficiari stimati, intorno a 52.000, sono troppo pochi rispetto ai milioni di caregiver. Anche le associazioni che da anni lottano per i diritti dei caregiver hanno puntato il dito, soprattutto per la mancanza di tutele sul fronte dei contributi figurativi per la pensione, una richiesta fondamentale. Senza questi contributi, il riconoscimento resta temporaneo e non dà garanzie sul futuro previdenziale di chi assiste. Le risorse limitate e i criteri rigidi lasciano quindi molti dubbi sull’efficacia reale della legge nel lungo periodo.
Aumentare gli stipendi dei giovani under 30 senza mandare in crisi i conti pubblici: è…
Campi di grano punteggiati da file di pannelli solari: non è più un’immagine lontana dal…
Fratelli d’Italia allunga il passo, mentre il Movimento 5 Stelle perde consensi: è questo il…
Milano e molte altre città lombarde non dormono sonni tranquilli. Negli ultimi giorni, tensioni e…
Qualcosa di nuovo sta cambiando nel rapporto tra Italia e Finlandia: aziende italiane e due…
EasyJet cambia passo per l’estate 2027: 18 nuove rotte dall’UK e collegamenti diretti anche dall’Italia.…