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Bonus partita IVA 800 euro 2026: requisiti e guida completa per richiedere l’Iscro Inps

I dati parlano chiaro: molte partite IVA hanno visto i propri incassi ridursi drasticamente negli ultimi anni. Per questo, l’Inps ha messo a disposizione un bonus fino a 817 euro al mese, pensato come un’ancora di salvezza per chi lavora in autonomia e rispetta precise condizioni di reddito e contributive. Ma il tempo stringe: la scadenza per presentare la domanda è fissata al 31 ottobre. Chi può davvero accedere a questa indennità? E quali passi bisogna seguire per non lasciarsi sfuggire questa occasione?

Cos’è il bonus Iscro e cosa cambia nel 2024

Il bonus Iscro, che sta per Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, è stato creato per aiutare le partite IVA che hanno avuto un calo significativo del reddito. Non è un aiuto per tutti, ma solo per chi è iscritto alla Gestione Separata Inps e lavora in modo abituale come autonomo.

Si può ricevere il bonus per un massimo di sei mesi, a partire dal giorno dopo la domanda. Un dettaglio importante: per ripresentare la domanda bisogna aspettare almeno due anni dalla fine del precedente periodo.

Chi ottiene il bonus viene inserito automaticamente nel Sistema integrato di informazione, orientamento, formazione e lavoro . Da quel momento si deve firmare un “patto di attivazione digitale”, che prevede la partecipazione a corsi di aggiornamento professionale. Dopo tre mesi, l’Inps verifica che si stia seguendo il percorso: chi non partecipa rischia di perdere il sostegno.

Queste novità segnano un cambio di rotta, abbinando al supporto economico un percorso di crescita e reinserimento nel mercato del lavoro.

Chi può accedere al bonus: i requisiti essenziali

Il bonus Iscro non è per tutti, ma riservato a chi rispetta regole precise. Non possono richiederlo chi ha una pensione diretta o è iscritto ad altre forme previdenziali obbligatorie al momento della domanda. Chi prende l’Assegno di Inclusione non può cumularlo con l’indennità senza perdere il diritto.

Per quanto riguarda il reddito, serve che nel 2023 il guadagno da lavoro autonomo sia inferiore al 70% della media dei redditi del 2021 e 2022. Inoltre, il reddito dell’anno precedente alla domanda non deve superare i 12.000 euro.

Bisogna essere in regola con i versamenti alla Gestione Separata Inps e avere la partita IVA attiva da almeno tre anni.

Sono esclusi dal bonus anche chi percepisce altri sussidi di disoccupazione come Naspi o Dis-Coll, e i dipendenti con incarichi politici retribuiti.

Queste regole servono a indirizzare l’aiuto a chi davvero ne ha bisogno.

Come si calcola il bonus Iscro nel 2024

L’indennità si calcola partendo dalla media dei redditi degli ultimi due anni rispetto all’anno di riferimento, prendendo il 25% di questa media.

Facciamo un esempio: se nel 2024 si presenta domanda riferita al reddito 2023, si prende la media tra i redditi 2021 e 2022. Se nel 2021 hai guadagnato 6.000 euro e nel 2022 5.000, la media è 5.500 euro. Il 25% di questa cifra è 1.375 euro. Poi si divide per due per ottenere la quota mensile, cioè 687,50 euro.

L’importo varia da un minimo di circa 255 euro fino a un massimo poco sopra gli 800 euro al mese, sempre per un massimo di sei mesi.

Da ricordare che il bonus fa reddito e quindi è tassato, ma non dà contributi figurativi per la pensione.

Questo metodo assicura che il sostegno sia proporzionato alla perdita effettiva del reddito.

Come e quando presentare la domanda

Chi vuole il bonus Iscro deve fare domanda entro il 31 ottobre 2024. Superata questa data, non si potrà più accedere al sostegno.

Il modo più rapido è la procedura online sul sito Inps, usando Spid o Cie. Se preferisci, puoi affidarti ai patronati, che aiutano a compilare e inviare la domanda correttamente.

In alternativa, c’è il contact center Inps: il numero verde 803 164 da rete fissa, oppure 06 164 164 da cellulare.

La domanda deve essere precisa e corredata da documenti che provino la regolarità contributiva e la situazione reddituale.

Dopo la presentazione, l’Inps esamina la richiesta. Se tutto è in regola, il pagamento parte dal giorno dopo e si entra nei percorsi formativi previsti.

Con il termine di fine ottobre alle porte, chi è interessato non deve perdere tempo. In un periodo in cui tanti autonomi hanno visto calare i loro guadagni, questo bonus può rappresentare un aiuto concreto per affrontare le difficoltà.

Redazione

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