Negli ultimi mesi, le multe per chi ignora un cartello stradale poco noto in Europa sono aumentate a dismisura. Quel segnale, un rombo bianco su fondo blu, è familiare oltre oceano, soprattutto in Nord America, ma ora sta spuntando anche sulle strade extraurbane di Francia, Spagna e Germania. Indica le corsie riservate ai veicoli con più passeggeri, un sistema studiato per ridurre traffico e inquinamento. Chi non lo rispetta? Multe salatissime. L’Italia, per il momento, osserva da lontano.
Il “cartello diamante” conquista l’Europa: cosa significa e dove si trova
Il cartello in questione, chiamato “cartello diamante” per la sua forma, segnala le corsie HOV , cioè riservate ai veicoli con almeno due o tre persone a bordo. Questo tipo di segnalazione è una realtà consolidata negli Stati Uniti e in Canada, e ora sta prendendo piede anche in Europa, soprattutto nel centro-sud del continente. L’obiettivo è incentivare l’uso condiviso dell’auto, ridurre la congestione e abbattere le emissioni inquinanti.
In Francia, il cartello è già stato messo in punti strategici come le strade verso Nîmes e sarà attivo dalla primavera 2025 sulla tangenziale di Parigi. In Spagna, le corsie dedicate si trovano sull’autostrada Madrid-Valencia e lungo le extraurbane tra Siviglia, Malaga e Granada. La Germania ha seguito una strada simile, riservando parti di alcune strade a questi veicoli. L’Italia, invece, non ha ancora adottato questa segnaletica né prevede modifiche al Codice della Strada, anche se il fenomeno è sotto osservazione per eventuali sviluppi.
Spesso accanto al rombo si vedono numeri come “2+” o “3+”, che indicano il numero minimo di persone a bordo richiesto per circolare senza rischiare la multa.
Chi può usare le corsie HOV? Le regole in Europa
Non tutti possono infilarsi in queste corsie contrassegnate dal rombo bianco su blu. Le regole, decise a livello nazionale ma sempre più in linea con standard europei, stabiliscono che solo certi veicoli hanno accesso. In testa alla lista ci sono le auto private con almeno due o tre persone a bordo, a seconda delle indicazioni locali.
Sono ammessi anche taxi, autobus e navette, e in qualche Paese pure veicoli elettrici o a basse emissioni, anche se qui le regole cambiano da Stato a Stato. Spazio è riservato anche ai mezzi che trasportano persone con mobilità ridotta.
Molto spesso l’uso delle corsie HOV è limitato a orari precisi, indicati chiaramente sui cartelli o con pannelli luminosi. Quando il segnale è attivo, solo i veicoli autorizzati possono circolare; fuori da questi orari, invece, la corsia è libera.
Questa distinzione è fondamentale per gestire il traffico in modo efficace e spingere a un uso più condiviso dell’auto, in linea con gli obiettivi europei di riduzione dell’inquinamento e sicurezza sulle strade.
Controlli e multe: come si fa rispettare la regola in Francia e Spagna
Il rispetto delle corsie HOV è garantito da tecnologie avanzate, soprattutto in Francia, dove la sperimentazione è più avanti. Qui sono state installate telecamere e sensori in punti chiave, capaci non solo di contare i veicoli ma anche di verificare il numero di passeggeri a bordo.
In Francia, per esempio, queste corsie sono riservate a taxi, veicoli elettrici con bollino “Cero” e auto con il numero minimo di occupanti. Chi viene beccato a violare la norma rischia una multa di circa 150 euro. Le autorità francesi stanno facendo sul serio per far rispettare la legge e promuovere una guida più responsabile e sostenibile.
In Spagna la situazione è un po’ diversa: anche veicoli elettrici e ibridi hanno accesso solo in certe condizioni. Le multe possono arrivare fino a 200 euro. Qui i controlli si basano su videosorveglianza e altri dispositivi automatici, che segnalano in tempo reale le infrazioni, riducendo il rischio di furberie.
L’arrivo delle corsie HOV in Europa cambia le abitudini alla guida e impone agli automobilisti di fare attenzione ai nuovi segnali. Le sanzioni e i sistemi di controllo mostrano la volontà delle istituzioni di rendere la mobilità più efficiente e sostenibile, sia in città sia fuori.
