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Aste Titoli di Stato 25-26 Giugno: Rendimenti Aggiornati di Bot, Btp e CctEu

Il 25 e 26 giugno, il Ministero dell’Economia mette sul piatto quasi 11 miliardi di euro in titoli di Stato. Un passaggio che pesa sul mercato finanziario italiano, perché riguarda sia chi investe da privato sia gli attori pubblici. Il 25 è il giorno dei Bot, quei titoli a breve termine senza cedola, offerti in due versioni distinte. Il 26 invece si punta su Btp e un CctEu, tutti con cedole o tassi calcolati in modo particolare. Dietro questa manovra c’è la necessità di gestire il debito pubblico con strumenti diversi, calibrati su esigenze e orizzonti temporali differenti.

Bot in scadenza breve: asta del 25 giugno, senza cedola ma con ritorni rapidi

Il 25 giugno il Ministero dell’Economia offrirà due tipi di Buoni Ordinari del Tesoro , tutti a breve scadenza e senza cedola. In dettaglio, c’è un nuovo Bot semestrale che scade a fine dicembre 2024, con un’offerta complessiva di 4,5 miliardi di euro più un extra da 450 milioni. Insieme a questo, viene riaperta la terza tranche del Bot sei mesi emesso a maggio, che ha ancora cinque mesi di vita, con un valore offerto di 1,5 miliardi e un’aggiunta di 150 milioni.

Questi Bot funzionano solo sulla differenza tra prezzo d’acquisto e rimborso finale, senza pagare interessi periodici. Sono ideali per chi vuole proteggersi dall’inflazione in un arco temporale breve. Il fatto che non abbiano cedole li rende particolarmente adatti agli investitori istituzionali, che cercano sicurezza e liquidità veloce. Anche il piccolo risparmiatore li sceglie per gestire il capitale con prudenza in momenti di incertezza. Il rendimento, insomma, si misura tutto alla scadenza.

Btp a medio-lungo termine: asta del 26 giugno con cedole per chi punta alla stabilità

Il giorno dopo si passa ai titoli di Stato più duraturi, principalmente i Btp, che saranno offerti in tre tranche diverse. A differenza dei Bot, questi pagano una cedola annuale, quindi garantiscono un flusso di interessi regolare oltre al rimborso finale.

Il primo Btp ha durata di cinque anni, con scadenza al 1° giugno 2029 e cedola al 3,15%. L’offerta massima è di 3 miliardi, con 600 milioni extra. Il secondo titolo è un Btp decennale, con scadenza al 1° luglio 2034 e cedola al 3,80%. Si tratta della quarta emissione di questo titolo, con un massimo offerto di 2,5 miliardi più 500 milioni in più.

Infine, c’è un altro Btp decennale, in circolazione da più di un anno, che scade il 1° febbraio 2036, con cedola al 3,45% e un’offerta massima di 1,5 miliardi, aumentata di 300 milioni. Questi titoli sono scelti da chi cerca un rendimento sicuro e costante su un periodo lungo, e aiutano a mantenere stabile il debito pubblico con pagamenti regolari.

Il CctEu con tasso variabile: un’arma contro l’aumento dei tassi

Sempre il 26 giugno sarà messo all’asta anche il Certificato di Credito del Tesoro indicizzato all’Euribor a sei mesi, il CctEu. Questo titolo non ha una cedola fissa: il suo rendimento si calcola sommando il tasso Euribor semestrale e uno spread fisso dello 0,8%.

Il CctEu, codice ISIN IT0005707689, scade il 15 aprile 2036. L’offerta massima è di 2 miliardi, con altri 300 milioni aggiuntivi. Essendo indicizzato, questo titolo è molto sensibile alle decisioni della Banca Centrale Europea sui tassi di interesse, offrendo così una certa flessibilità.

Si rivolge a chi vuole proteggersi in modo moderato dall’aumento del costo del denaro, puntando a un rendimento legato all’andamento dei tassi europei, senza rinunciare alla solidità garantita dal debito pubblico italiano.

Queste aste di fine giugno saranno una prova importante per capire quanto il mercato continua a credere nei titoli di Stato italiani. I risultati daranno indicazioni sui prezzi e sui rendimenti per i prossimi mesi, in un quadro ancora segnato dall’inflazione e dalle scelte della politica monetaria europea.

Redazione

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